Gli scrittori della porta accanto

Johnny Do presenta: Il viaggio che rifarei

Johnny Do presenta: Il viaggio che rifarei

Presentazione Libri Intervista a cura di Silvia Pattarini. Johnny Do presenta: Il viaggio che rifarei (Pubme – Collana gli scrittori della porta accanto). Un viaggio emozionante, alla scoperta di luoghi affascinanti vicini e lontani: «Ho vissuto viaggiando e ho viaggiato vivendo».

Johnny Do è nato a Torino nel 1969. A sedici anni, dopo aver usufruito di un primo viaggio incentive cedutogli da suo padre, inizia a maturare il desiderio di lavorare nell’ambito del turismo. Nel 1990 si trasferisce a Toronto dagli zii, per affinare la sua pratica dell’inglese, e successivamente lavora per grossi tour operator prima a Ibiza come assistente, successivamente come capo-area a Tenerife, Mykonos, Bali, Cuba e Miami. Nel 1997 si dedica per un breve periodo alla moda, altra sua passione, ma presto ritorna al turismo rientrando a Mykonos e trasferendosi a New York fino alla crisi del settore, successiva al crollo delle Torri Gemelle. Brasile, Giordania, Egitto, Estremo Oriente, Caraibi, sono alcune delle mete vissute da residente e come tour leader, ruolo che, dopo la morte della sorella Cinzia nel 2006, svolge solo d’inverno per stare vicino alla famiglia. Dal 2003 vive e lavora a Ibiza, accogliendo migliaia di turisti a stagione.



Il viaggio che rifarei

di Johnny Do
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Memoir | Narrativa di viaggio | Non fiction
ISBN 9788833669984
Cartaceo 18,00€
Ebook 2,99€

Sinossi

Il primo viaggio in Kenya, ancora adolescente, è il punto di partenza per inseguire un sogno chiamato mondo.
Il mal d’Africa dà inizio a una vita alla ricerca della libertà personale, delle latitudini più lontane, delle solitudini più profonde, del luogo perfetto dove vivere, della conoscenza di persone eccezionali, svolgendo un lavoro per certi aspetti sconosciuto ed esplorando i luoghi più suggestivi del pianeta.
Il viaggio che rifarei è il libro di una vita. Una prima sintesi, più che il bilancio, di un percorso ancora vivo ma già ricco, del suo svolgersi tra il racconto di una professione, poetiche descrizioni di paesaggi unici, lussi e party esclusivi, piccole solitudini e grandi lontananze, suggerimenti di viaggio e grotteschi aneddoti sui turisti italiani. Brasile, Giordania, Egitto, Estremo Oriente, Santo Domingo, Tenerife, Mykonos, Bali, Cuba e Miami, sono alcune delle mete vissute da Johnny Do come tour leader e da residente.

Il libro è stato scritto con la collaborazione di Salvatore Gerace, insegnante di lettere presso il liceo “Norberto Bobbio” di Carignano (TO) e scrittore di saggi, articoli di teatro e letteratura italiana e sportiva.


L'autore racconta



Johnny Do benvenuto sul blog Gli scrittori della porta accanto. Ci racconti  quando è nata l’idea di questo bel libro, Il viaggio che rifarei?

Al rientro dai primi viaggi, ancora adolescente, scrivevo sempre qualcosa, per passione, poi ho iniziato a lavorare viaggiando e ho tralasciato la scrittura dedicando più tempo a tutte le emozioni e più spazio alla memoria. Un’amica, da tempo, mi diceva che avrei dovuto scrivere un libro, soprattutto di aneddoti di turisti italiani nel mondo, finché la stessa amica con il compagno, qualche anno fa, a cena al Buddha di Ibiza mi hanno invogliato a farlo. Con Salvatore abbiamo iniziato con interviste psicologiche scardinando la memoria, come potrete leggere nella postfazione del libro, cosi ho potuto avere un ordine cronologico e dettagliato di tutto.

Il titolo non lascia ombre di dubbio circa l’argomento: il viaggio ha sempre caratterizzato la tua vita. Ma qual è davvero il viaggio che rifaresti?

La pandemia ha costretto tutti a non viaggiare più, negli ultimi due anni ho fatto solo il pendolare tra l’Italia e la Spagna quindi la risposta di oggi sarebbe che rifarei qualsiasi viaggio di quelli descritti nel libro e molti di più che non ho ancora fatto, leggendolo però si può capire quali sono i viaggi che rifarei.

Leggendo Il viaggio che rifarei, si ha la percezione di essere presi per mano e accompagnati attraverso luoghi incantevoli e affascinanti. É anche un viaggio ricco di emozioni e percezioni sensoriali, in cui non mancano spunti poetici. Come sei riuscito a creare questa alchimia?

Ho sempre cercato di prendere i clienti per mano e accompagnarli a vivere le mie stesse emozioni, adesso ho usato la stessa tecnica: ho preso il lettore per mano cercando di portarlo nei miei ricordi, in ciò che vedevo e che provavo. Sono sempre stato un osservatore di dettagli, ho amato il mondo, la vita, la natura, il lavoro, la musica, gli amici, la solitudine e la compagnia. Non avevo vie di mezzo, passavo da un party a New York ad un tramonto a Bali, dal carnevale di Rio al sorvolo di Ngoro Ngoro in mongolfiera, dagli amici di Mykonos alla solitudine delle Svalbard e potrei andare avanti in un infinito di emozioni e luoghi contrastanti, agli antipodi non solo geografici: impossibile non guardare il mondo con poesia.

Quanti Paesi si visitano leggendo Il viaggio che rifarei?

Ci sono paesi dove ho vissuto e sono tornato più volte che meriterebbero un libro per ognuno, altri dove sono passato solo una volta in accompagnamento e altri, sempre accompagnando, dove sono tornato più volte. Non ho contato il numero esatto, ci sono i sei continenti e penso il 70% del mondo.

Un lettore ha definito tuo libro «emozionante, ironico, sarcastico». Credo sia una bella sensazione sapere che il proprio lavoro è stato apprezzato dal pubblico. Sei soddisfatto dei feedback che stai ricevendo?

Pensavo che sarebbe piaciuto maggiormente a chi mi conosce o a chi ha svolto il mio lavoro, invece ho ricevuto decine di complimenti privati di lettori completamente estranei all’ambito turistico: soddisfattissimo.

Qual è il luogo che hai raccontato a cui sei più legato e perché?

Sono più legato ai luoghi dove mi sono sentito più libero, dove ho incontrato le amicizie più grandi, dove ho fatto carriera, dove ho vissuto le emozioni più vere con la natura: il Kenya, New York, Tenerife, Mykonos, Rio, Recife, e un po’ anche Repubblica Dominicana, Bali, Bangkok, Giordania, Cuba e Miami.

E qual è il tuo luogo dell’anima?

Più che un luogo forse si dovrebbe parlare di un momento, di quel momento in cui ci si sente inspiegabilmente felici, dove si rimane senza fiato, sensazione che ho provato ricordando diversi posti descritti nel libro: potrebbe essere l’intero viaggio, il mondo, una persona, un gruppo di amici, le estati dell’infanzia nel Salento.

Il viaggio che rifarei è interamente autobiografico o c’è qualche spunto in cui hai lavorato di fantasia?

Ciò che non ho ricordato non l’ho scritto, ciò che ho scritto è come lo ricordo, non mi piacciono i libri di fantasia, penso che sia l’autenticità a trasmettere le emozioni più grandi.

Si può affermare che sia anche un libro di viaggio inteso come crescita personale e/o interiore?

Ho vissuto viaggiando e ho viaggiato vivendo indubbiamente è anche un viaggio interiore.

È già in cantiere Il viaggio che rifarei volume 2?

Nel primo ho tralasciato molti paesi, ho omesso tutto il privato, mi sono trattenuto sugli aneddoti degli italiani nel mondo, ci sarebbero già delle bozze.

Ti congedo con la domanda di rito: progetti per il futuro?

Per tutta la vita mi sono abituato a non programmare troppo il futuro, viaggio dopo viaggio, paese dopo paese, mese dopo mese; penso che quest’anno andrà via ancora tra Spagna e Italia e dal 2023 vedremo.

Ringraziamo Jonny Do per essere stato con noi e in bocca al lupo per Il viaggio che rifarei che vi consigliamo di leggere, e per i tuoi progetti futuri!





Silvia Pattarini

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