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Recensione: Vita ordinaria di una donna di strada, di Maria Pia Ammirati

Recensione: Vita ordinaria di una donna di strada, Maria Pia Ammirati

Libri Recensione di Maria Civita D'Auria. Vita ordinaria di una donna di strada di Maria Pia Ammirati (Mondadori). Storia di una prostituta romena il cui atroce destino è segnato fin dai primi anni della sua esistenza.

Vita ordinaria di una donna di strada è l'ultimo romanzo di Maria Pia Ammirati.
Come in altri romanzi (La danza del mondo e Due mogli 2 agosto 1980) parla di donne tormentate che lottano per risolvere i propri problemi esistenziali.
Ambientato ai nostri giorni, Vita ordinaria di una donna di strada ci presenta un personaggio femminile interessante e commovente: una prostituta romena il cui atroce destino è segnato fin dai primi anni della sua esistenza.

Siamo in campagna, a nord di Bucarest, dove vive una famiglia di contadini poveri e senza cultura, che non hanno mai una parola affettuosa per la figlia.

A sedici anni, bellissima, Nadia viene abusata da una zia, operaia in una fabbrica. La ragazza non si ribella. Questo atteggiamento, costante nella sua vita, non mi è piaciuto molto, ma immagino venga dal fatto di essere cresciuta in una famiglia dura e anaffettiva, mentre la zia è dolce e amorevole.
La relazione tra le due donne va avanti per diversi anni ma una sera, zia e nipote, vengono scoperte dalla loro famiglia.
La zia sparisce, Nadia viene buttata fuori di casa o meglio venduta come promessa sposa a un uomo, Guido, che ha bazzicato la sua casa e il suo quartiere.
Guido è più vecchio di almeno vent'anni, fuma e beve continuamente e porta sulla testa gonfia di capelli arruffati un cappello consumato e sporco.

L'uomo detta subito le sue leggi e tratta Nadia da schiava: serva in casa e vittima di violenza a letto.

Nadia non sta al suo gioco e cerca di imbrogliarlo. Pur soffrendo molto, assume un contegno di totale freddezza nei suoi confronti.
Così l'uomo si stanca presto di lei e va alla ricerca di donne più disponibili, fin quando trova quella giusta e ripudia Nadia senza pensarci troppo, lasciandola nelle mani di “protettori” spietati e disumani.
Inizialmente Nadia riesce a sfuggire dalle grinfie di questi malviventi ma poi la povertà e la fame la inducono a ritornare da Antonio, uno dei due protettori, quello che a lei sembra più intelligente e sicuro, per accettare il lavoro di prostituta che le farà guadagnare dei soldi.

Fare la prostituta sembra essere il suo destino.

Quando Antonio la rivede è arrabbiato, ma presto l'accoglie sotto la sua ala protettrice e la sera stessa la mette a lavorare in strada.
Nadia supera quel suo debutto e prende coraggio. Si rende conto di potersela cavare riuscendo a non emozionarsi, a non piangere e a eseguire un compito con capacità e freddezza. Questo pensiero è la sua arma per difendersi psicologicamente e continuare a fare quel mestiere senza pentimenti, e salvandosi dal giudizio di se stessa e degli altri.
In breve tempo Nadia è la più ricercata, tanto che partecipa spesso a orge e festini come escort.

Ed è proprio in un casolare che viene notata da un'organizzazione del racket più importante che le propone un salto di qualità: quello di andare a prostituirsi in una casa chiusa in Germania.

Nadia, anche se non può rifiutarsi, è contenta. Finisce di soffrire il freddo d'inverno e il caldo d'estate, e tutto quello che comporta l'infernale vita di strada.
Prima di partire per la Germania fa una sosta a Praga dove conosce una violoncellista italiana, lesbica, e intreccia una relazione con lei.
Ma per le due donne arriva il momento di lasciarsi e Nadia raggiunge Colonia dove si scontra con una prostituzione più organizzata, produttiva e controllata.

Dopo un po' di tempo nel bordello, conosce un uomo diverso dagli altri.

È elegante, gentile e garbato, la corteggia e la seduce amandola ed essendo ricambiato. Il sentimento reciproco aiuterà Nadia a dare una svolta alla sua esistenza?
Lo stile è scorrevole e appassionante e coinvolge il lettore dalla prima all'ultima pagina, si legge tutto d'un fiato.
Mi è piaciuto anche il fatto che affronti una piaga sociale, la prostituzione, che non crea più scandalo e di cui, invece, si dovrebbe parlare ancora perché la condizione delle prostitute continua a essere disumana, trattate come oggetti, merce, cui non è riservato alcun rispetto e dignità, soprattutto dalle persone cosiddette perbene, come effetto del maschilismo imperante. Lo ha dimostrato ampiamente Maria Pia Ammirati che, in Vita ordinaria di una donna di strada, ha compiuto «un viaggio freddo e viscerale nel cuore oscuro dell'Europa della prostituzione».


Vita ordinaria di una donna di strada

di Maria Pia Ammirati
Mondadori
Narrativa
ISBN 978-8804737353
Cartaceo 16,62 €
Ebook 9,99€

Sinossi 

Nadia non lo sa nemmeno, cos'è la dolcezza. Ha sedici anni, è bellissima, e cresce in un mondo – siamo in una povera campagna a nord di Bucarest – dove le parole servono per dare ordini o per ferire. Un giorno Nadia scopre il sesso, ma lo scopre dalla parte sbagliata, almeno per la famiglia, che decide di ripudiarla. Da quel momento per lei inizia un'inesorabile discesa agli inferi: prima viene venduta come promessa sposa, poi viene ceduta a "protettori" brutali e feroci. Giorno dopo giorno scopre la terra di nessuno delle periferie, della crudeltà, della lotta spietata degli ultimi per la conquista di un letto, di un bagno, di una tazza di latte. Fino a convincersi che per chi come lei è nata nell'ignoranza e nella povertà non esiste altra strada che la prostituzione. Impara a sue spese a dosare le parole e i gesti, e a non mettersi mai contro un mondo che considera carne da fiera la sua lancinante bellezza. La sua è una guerra per la sopravvivenza combattuta senza il conforto di nessuno. Ma Nadia è intelligente e tenace, e capisce che l'unico modo per salvarsi è mantenere freddezza e controllo, e abituarsi all'intimità dei corpi degli altri con lo stesso distacco del chirurgo. Solo così riesce a ritagliarsi una difficile rispettabilità. Un giorno l'organizzazione decide che è pronta per il salto di qualità: una casa chiusa in Germania. Non può rifiutarsi. Si ferma a Praga qualche mese, e qui intuisce per la prima volta che il mondo non è solo inferno. E, proprio come quando viveva in campagna coi genitori, scopre l'abbandono affettivo e fisico con una donna. Sa che per salvarsi non dovrebbe mai perdere il controllo, eppure accade, si innamora. Arrivata a Colonia, scopre una prostituzione burocratizzata e regolamentata. E una tregua dall'inferno le sembra quasi possibile. È vero che i demoni della sua Romania notturna e sulfurea sono sempre più lontani, ma ora a giocarsela a sorte sono i ben più pericolosi demoni della psiche. Arriva un uomo gentile che prova a sedurla. Chi è, e che legame ha con il suo passato? Con "Vita ordinaria di una donna di strada" Maria Pia Ammirati ha compiuto un viaggio freddo e viscerale nel cuore oscuro dell'Europa della prostituzione. Pochi romanzi avevano sinora mostrato con tale intensità narrativa e rabdomantica intuizione sociologica cosa conduca una giovane donna a diventare prostituta e a sedersi sui gradini più umilianti della società.

Maria Civita D'Auria

Maria Civita D'Auria
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