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The week: focus sugli eventi tra il 16 e il 22 maggio

The week: focus sugli eventi tra il 16 e il 22 maggio

The week Di Argyros Singh. Cosa è successo nel mondo tra il 16 e il 22 maggio? Focus sulla guerra ucraina e altre notizie internazionali, sulla questione ambientale e un approfondimento sul nostro Paese.

In questo primo appuntamento settimanale, ci tengo a precisare il significato della mia rubrica. L’intento è di proporre un focus su alcune delle notizie che ho trovato più rilevanti: per farle conoscere, commentarle e aprire un dialogo con i lettori. Mi affiderò a fonti quanto più attendibili; in alcuni casi troverete mie considerazioni, in altre mi limiterò a riportare i fatti per come sono, nella convinzione che possano parlare da sé. Talvolta, segnalerò qualche lettura utile ad approfondire i temi trattati.
Il post di oggi è suddiviso in quattro parti: la guerra ucraina, altre notizie internazionali, la questione ambientale, un approfondimento sul nostro Paese.

La guerra in Ucraina


  1. Prima di essere sorpassato da altri eventi significativi, in settimana aveva fatto notizia l’ammissione di colpevolezza di un soldato russo, Vadim Shishimarin, accusato di crimini di guerra per l’omicidio premeditato di un civile disarmato.

    Il sergente ventunenne, sottoposto a processo, ha rilasciato due dichiarazioni: si è riconosciuto completamente colpevole e ha chiesto perdono ai familiari delle vittime.
    Il caso è rilevante, per almeno due ragioni. Innanzitutto, si tratta del primo processo ucraino per crimini di guerra russi. Inoltre, ha messo in luce un aspetto importante: Shishimarin ha dichiarato che al principio si era rifiutato di sparare, ma che, sotto la pressione di un soldato e dell’ordine ricevuto, non aveva potuto tirarsi indietro. Questo particolare è un tassello importante, perché permette agli inquirenti di indagare sui gradi superiori dell’esercito russo, alla ricerca dei primi fautori di questi ordini spietati. Sul processo — ANSA.it

  2. In settimana, la Federazione Russa ha reagito alle sanzioni e ai contributi europei al conflitto con l’espulsione di una serie di consoli e diplomatici.

    L’Italia ha subìto l’allontanamento di ventiquattro membri: a sua volta la Penisola, a inizio aprile, aveva cacciato trenta personalità russe con passaporto diplomatico, parlando di motivi di sicurezza nazionale. La scelta russa era dunque prevedibile e prevista, ma non è su questo che voglio soffermarmi.
    Nel parlare di sicurezza, l’Italia ha voluto rimarcare il ruolo di influenza degli ambasciatori e militari russi nell’opinione pubblica del nostro Paese, ben al di là di un equilibrato rapporto diplomatico. Nel libro che vi consiglio questa settimana, Suicidio occidentale di Federico Rampini (Mondadori, 2022), l’Autore parla di questo fenomeno negli Stati Uniti, valido anche per altre nazioni, come l’Ucraina stessa, che prima del conflitto si era vista costretta a chiudere una serie di canali radio-televisivi russi di aperta propaganda e sedizione. Cosa ben diversa da una legittima, per quanto ostile, libera opinione.
    Rampini fa notare come Radio Sputnik e Russian Television siano realizzate, nell’edizione in lingua inglese, con giornalisti in gran parte americani: «Da quando ascolto i programmi di Radio Sputnik non mi sono ancora imbattuto in un russo. Non ce n’è bisogno, sarebbe controproducente, il pubblico verrebbe insospettito. Per esporre i mali dell’America, per descriverla come una società malata, segnata dalle peggiori ingiustizie, gli americani bastano». L’Autore sottolinea che in queste trasmissioni converga una miscela esplosiva (talvolta eterogenea) di idee: presunti marxisti, attivisti di Black Lives Matter, radicali a vario titolo: «Il fatto che Putin sia apertamente omofobo, il trattamento che riservò ai musulmani nella seconda guerra in Cecenia, e più in generale i valori morali reazionari che il leader del Cremlino difende, tutto questo non disturba i progressisti che frequentano i suoi media». Sugli ambasciatori — Formiche.net

  3. La settimana per l’Ucraina non si chiude nel migliore dei modi.

    La definitiva caduta di Azovstal, l’acciaieria di Mariupol’, segna la fine della resistenza militare nella città e un’ulteriore riorganizzazione delle truppe russe, in realtà già in atto, verso nuove aree del Donbass e del meridione. Mentre si avvicina la probabile offensiva volta a prendere il controllo di Odessa, rimane l’attesa per la controffensiva ucraina, che potrebbe contenere l’avanzata.
    Incerta la sorte dei prigionieri: alcuni media russi hanno mostrato le immagini di soldati ucraini sottoposti a cure mediche in un ospedale o internati in una prigione nella zona di Donec’k. Si parla anche della possibilità di uno scambio di prigionieri, reso difficile dal ruolo simbolico (per non dire demoniaco) che i soldati ucraini hanno assunto nella propaganda di Mosca. Certo è che se il processo per crimini di guerra di Shishimarin potrebbe portare a un ergastolo, ben più oscuro appare il destino dei soldati ucraini, con i talk-show russi che parlano di pena di morte. Su Azovstal — Adnkronos | ilPost

  4. Sul fronte dell’UE e della NATO è stata una settimana difficile in campo diplomatico.

    Il presidente ungherese Viktor Orbán, al discorso inaugurale al parlamento, ha toccato i seguenti punti:
    • l’Ungheria non porrà il veto alle sanzioni, ma la linea rossa da non oltrepassare è la sicurezza energetica del Paese;
    • la NATO e l’Europa non è preparata a questa guerra;
    • l’Ucraina può contare sugli aiuti umanitari ungheresi;
    • l’Ungheria è un bastione conservatore cristiano contro il suicidio occidentale, che il premier ritiene collegato a una sostituzione etnica (gli autoctoni sostituiti dai migranti) e a quella che definisce «follia di genere».
    Orbán conclude: «Siamo afflitti contemporaneamente dai problemi economici, dalla guerra, dalla debolezza intellettuale dell’Europa e dall’errore politico di Bruxelles.»
    Al discorso del premier ungherese si aggiunge quello del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, che ha posto il veto all’ingresso di Svezia e Finlandia nella NATO, adducendo motivi di sicurezza. Erdoğan ha infatti chiesto ai due richiedenti di consegnare i membri del PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, considerato dalla Turchia un’organizzazione terroristica.
    Secondo gli analisti si giungerà a un accordo. In parallelo, però, anche la Croazia ha avanzato pretese minacciando il veto: in questo caso, l’adesione sarebbe sottoposta al cambio della legge elettorale in Bosnia, per favorire i funzionari bosniaci di origine croata eletti a Sarajevo. Anche qui, le dichiarazioni del presidente statunitense Joe Biden sembrano rassicuranti: si dovrà trattare, ma si arriverà a un risultato positivo. Ora, la domanda è a quale prezzo, con quali compromessi valoriali; per non parlare di come l’ennesima impasse stia minando una volta di più la credibilità occidentale. Sul discorso di Orbán — AGI | Sul discorso di Erdogan in merito a Svezia e Finlandia — Adnkronos


Altre notizie internazionali in ordine sparso: tre flash.


  1. Prosegue l’epopea dell’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, che dopo aver mostrato interesse per l’acquisizione di Twitter, ha rilasciato una serie di dichiarazioni che ha opportunamente fatto crollare il titolo in borsa del social.

    Durante la scorsa settimana, il risalto maggiore è stato dato alla dichiarazione del miliardario di voler votare repubblicano alle prossime elezioni, dal momento che i democratici sarebbero diventati il partito dell’odio e delle divisioni. Nemmeno a dirlo, dopo queste affermazioni è arrivata la prima accusa di molestie sessuali, secondo il protocollo noto della cancel culture, che più che avere a cuore la verità dei fatti e il rispetto delle vittime effettive, ripropone lo slogan del dogmatismo classico: «O con noi o contro di noi».
    Rampini, nell’opera che ho citato, parla di una nuova ondata americana di puritanesimo. In modo provocatorio, cita l’inquisitoria caccia alle streghe, La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne e Margaret Atwood, l’autrice de Il racconto dell’ancella, accusata dalla cancel culture di aver tradito un autentico femminismo. Questo fenomeno ha assunto persino un carattere religioso, che spiega la pratica del marchio (la A nel romanzo di Hawthorne) imposto dalla società a colui/colei che ha violato il dogma: «Il neopuritanesimo ha una miriade di sacerdoti, spesso giovanissimi e ignoranti di tutto, ma sofisticati manipolatori del linguaggio virale dei social. Un tempo la liberaldemocrazia americana aveva dei contropoteri, degli antidoti, fra cui troneggiava la stampa libera. Ma le redazioni dei giornali sono state prese d’assalto ed espugnate dalla nuova generazione formata nei campus della sinistra illiberale. La stampa oggi fa parte del coro, non lo critica mai.» Parola di un vecchio marxista-gramsciano, come si definisce Rampini. SkyTG24

  2. Il 21 marzo 2022, il Boeing 737-800 si era schiantato sulle montagne del Guangxi.

    Morirono 123 passeggeri e 9 membri dell’equipaggio, uno dei più gravi disastri aerei cinesi. Non è ancora chiaro che cosa sia accaduto; l’indagine è gestita dalle autorità cinesi, con l’aiuto di un gruppo investigativo occidentale. Sembra esclusa la possibilità di un atto terroristico, mentre prende piede l’ipotesi di un suicidio, motivo per cui la Cina sta serbando il massimo riserbo sull’evento. Questo episodio, che potrebbe essere relegato a una tragedia interna al Paese, va comunque tenuto d’occhio nei suoi possibili sviluppi. iltempo.it | OPEN

  3. La Gran Bretagna ha annunciato che, dal 30 maggio 2022, sarà possibile ottenere un visto speciale per quegli studenti usciti dalle migliori università del mondo, permettendo loro di accedere nel Paese anche senza avere un lavoro (come richiesto dalle regole post-Brexit).

    Il fatto: non compaiono atenei italiani. Il problema risiede negli standard richiesti, basati su classifiche internazionali che tendono a favorire le università statunitensi: non è un caso, infatti, che su un totale di trentasette nomi, solo cinque siano europei. L’obiettivo del nuovo corso dell’immigrazione britannica rimane lo stesso: attrarre personale altamente qualificato in ogni settore, in cui spiccano, tra gli altri, i formatissimi asiatici. corriere.it


Siccità, proposte alternative, catastrofismi.


  1. A livello ambientale, l’Italia sta facendo i conti con il pericolo che proviene dal Po.

    Il suo livello delle acque si è abbassato di 2,7 metri, portando a una condizione che non era stata raggiunta nemmeno a Ferragosto dello scorso anno. La Coldiretti ha lanciato l’allarme siccità, che potrebbe mettere a rischio diverse colture, come quelle del riso e della soia, un fattore che andrebbe a peggiorare la già difficile situazione dei rifornimenti alimentari a fronte della guerra in Ucraina. greenme.it

  2. Nel frattempo, la Commissione europea inserisce una proposta nel piano RePowerEU, affinché si rendano obbligatori i pannelli fotovoltaici per gli edifici pubblici e commerciali (dal 2026) e per gli edifici residenziali (dal 2030).

    Per l’intera trasformazione del sistema energetico europeo, che include anche investimenti nell’idrogeno rinnovabile, il piano europeo prevedrà una spesa complessiva di 210 miliardi di euro.
    Buone notizie, che se non risolvono i problemi contingenti, permettono almeno di guardare con ottimismo al futuro. Rimarrebbe forse un’ulteriore possibilità da seguire in parallelo, un maggiore investimento nell’energia nucleare di ultima generazione, che potrebbe rientrare a buon diritto tra le rinnovabili o tra le energie di transizione, se non fosse per il veto ideologico e sentimentalistico che lo rende un tabù fuori dai confini francesi. quifinanza.it

  3. Sapete che cosa sia l’Overshoot Day?

    Ogni Paese ha il suo, ed esiste poi una giornata mondiale. Si tratta letteralmente del "giorno del sorpasso", in cui gli Stati esauriscono le risorse naturali di quell’anno, indebitandosi metaforicamente. Il 15 maggio 2022 è stato l’Overshoot Day dell’Italia, secondo il Global Footprint Network. Ora, questi calcoli sono da prendere con il cosiddetto "beneficio di inventario" e possono essere discutibili, ma certo esprimono un problema reale sul quale doversi confrontare, possibilmente senza tabù. lanuovaecologia.it


Italia: mafia e le parole di Battiato.

Voglio concludere con un tema prettamente italiano, che ha smosso i media la scorsa settimana.


  1. Il 23 maggio 1992, trent’anni fa, nello stesso anno in cui la Penisola era scossa dalle inchieste di Tangentopoli, avveniva la strage mafiosa di Capaci.

    Nella strage persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie e magistrata Francesca Morvillo, gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Il 19 luglio 1992, la stessa sorte colpì Paolo Borsellino e la sua scorta, nella strage di via D’Amelio.
    In questi giorni, sono stati inaugurati eventi e mostre dedicati alla lotta alla mafia. Altrettante iniziative hanno riguardato il ricordo delle indagini di mani pulite. La scorsa settimana, infine, si è realizzata una cerimonia in memoria di Luigi Calabresi, medaglia d’oro al merito civile, assassinato il 17 maggio 1972 – cinquant’anni fa – dai militanti di Lotta Continua.
    Mafia, corruzione e lotta sovversiva. Lo Stato italiano sopravvive oggi, forse con alcune ossa rotte, a una sequela di aggressioni che hanno minato l’efficacia della sua azione politica e la capacità di creare una società più equa. Sulle dichiarazioni di Mario Calabresi — ANSA.it | Su Falcone e Borsellino — SkyTG24

  2. Il 18 maggio 2021, un anno fa, moriva Franco Battiato.

    Anche di lui si è parlato molto in questi giorni. Nell’autunno 1991 aveva pubblicato Come Un Cammello In Una Grondaia, album che si apre con Povera patria, canzone non a caso vincitrice della Targa Tenco come miglior brano dell’anno, di quel tormentato 1992:
    «Povera patria
    schiacciata dagli abusi del potere
    di gente infame, che non sa cos’è il pudore
    si credono potenti e gli va bene quello che fanno
    e tutto gli appartiene.»
    Sull’anniversario della morte di Battiato — lastampa.it


Argyros Singh


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