Gli scrittori della porta accanto

Recensione: La ragazza blu, di Kim Michele Richardson

Recensione: La ragazza blu, di Kim Michele Richardson

Libri Recensione di Silvia Pattarini. La ragazza blu di Kim Michele Richardson (Libreria Pienogiorno). Cussy Mary Carter, intelligente, indipendente e con la pelle blu: ultima testimone di un popolo realmente esistito che superstizioni e maldicenze hanno segregato nelle zone più impervie dei monti Appalachi.

Un romanzo storico meraviglioso, La ragazza Blu di Kim Michele Richardson, autrice americana che non conoscevo. Best seller e vincitore di ben 26 premi letterari negli USA, sono sicura che arriverà in vetta alle classifiche dei libri più letti anche in Europa.
Una vicenda molto cruda e drammatica quella della protagonista, Cussy Mary, chiamata anche Bluette, considerata diversa per il colore della sua pelle, che tende al blu, a causa di una rara malattia congenita: la metemoglobinemia.

É il 1936 in un paese del Kentucky, e Bluette è “la donna dei libri”, ovvero un’impavida bibliotecaria itinerante del Pack Horse, un progetto nato dal New Deal del presidente Rooselvelt dopo la crisi del ‘29, per diffondere la lettura.

Il suo compito è portare i libri alla povera gente che vive in valli impervie, sperdute tra i monti Appalachi, scortata dalla sua fedele mula Giunia, dal carattere un po’ scontroso, protagonista comprimaria nel romanzo.
Bluette ama il suo lavoro, è convinta che possa renderla libera e indipendente. I suoi lettori sono persone umili, semplici, che sopravvivono a stento tra le montagne, ma amano i libri sopra ogni altra cosa, e sono disposti a correre qualche rischio, pur di avere tra le mani i preziosi volumi. Ogni volta che arriva la “signora dei libri”, per loro è una gioia.

Kim Michele Richardson tratteggia diversi personaggi che ruotano attorno alla figura della protagonista.

Suo padre minatore, che per il suo bene le vuole trovare un marito; il dottore convinto di poterla curare; il predicatore malvagio che le dà la caccia; la maestra coi suoi poveri scolari vestiti di stracci e malnutriti; la vecchia cieca, il montanaro burbero e diffidente, le colleghe che la trattano con disprezzo perché Blu, solo per citarne alcuni. Ha una sola amica, Queenie, una ragazza di colore, come lei bibliotecaria itinerante, come lei discriminata per il colore della pelle.
L’antagonista, crudele e meschino si incontra già nei primi capitoli e si fa odiare subito. Purtroppo seguiranno altre sventure a gravare sulla vita non facile della giovane Bluette. I pregiudizi, le vessazioni, le maldicenze, il razzismo peseranno come macigni e la condanneranno a sentirsi sempre una diversa.
Quelli che non riescono a vedere oltre il colore della pelle di una persona sono proprio diversi dentro. Ed è una differenza che brucia. E quando ti guardano vedono sempre una Blu. Nessuna medicina di città può cambiare le piccole menti. Per chi ha quella mentalità, non esiste redenzione per quelli come noi. Kim Michele Richardson, La ragazza blu

La ragazza blu è una storia drammatica, dai risvolti anche tragici.

Farà soffrire il lettore e lo farà riflettere sul comportamento abietto di una società crudele, gretta e meschina che quando ha paura del diverso, trova delle scuse per emarginarlo, discriminarlo, annientarlo.
Riuscirà il potere della conoscenza trasmessa dai libri ad abbattere tutte le barriere e rendere gli uomini tutti uguali? Lascio ai lettori il piacere di scoprilo.
Questo libro è un piccolo gioiellino, svela inediti di cui non conoscevo l’esistenza: il popolo blu; la candela del corteggiamento, che suo padre utilizza per trovarle un pretendente.
Una lettura scorrevole ed emozionante, a tratti molto cruda e drammatica, che fa soffrire, ma al contempo molto coinvolgente. Ne consiglio la lettura a chi ama i libri e le disavventure di donne resilienti e coraggiose, agli amanti delle biografie e dei romanzi dal sapore d’altri tempi.

La ragazza blu

di Kim Michele Richardson
Libreria Pienogiorno
Romanzo storico
ISBN 979-1280229731
Cartaceo 18,90€
Ebook 9,90€

Sinossi

Nei giorni più difficili, cerca conforto nel suo cuscino come da una carezza. Ne ha ricavato la federa dal vestito che sua madre le aveva cucito quando era bambina. Diceva che il blu della stoffa avrebbe fatto sembrare la sua pelle più bianca; un po’ meno colorata, almeno.
Con sua madre tutto sembrava più leggero, anche gli sguardi feroci della gente, anche l’isolamento in cui la sua famiglia deve vivere a causa di una rara alterazione genetica che rende l’epidermide di un blu cielo, pronto a scurirsi a ogni emozione. Ma Cussy, detta Bluette, non ha ereditato dai suoi avi solo il suo colore. Sa leggere, cosa rara su quei monti negli anni Trenta della Grande Depressione, e ancor più per una donna. È orgogliosa, determinata, e curiosa di imparare ogni cosa. Per questo è stata subito entusiasta di aderire all’innovativo progetto che Eleanor Roosevelt ha istituito per diffondere la lettura. A dorso di un mulo, il suo compito è portare libri e giornali nelle zone più remote e disagiate. Non solo un impiego, di più: una missione, perché per molti quelli sono gli unici spiragli di luce in una vita di lotta e sopraffazione. Nonostante crudeli pregiudizi, nonostante suo padre, che pure la ama profondamente, per proteggerla cerchi di affibbiarle un marito qualsiasi, nonostante il fanatico predicatore Frazier le dia la caccia per purificarla a forza dal suo peccato blu, Cussy non smette di bramare e difendere la libertà che la cultura e il suo lavoro le danno. E nemmeno di combattere per il suo riscatto, la sua indipendenza, il vero amore che sente di meritare.



Silvia Pattarini

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