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Recensione: Il ministero della bellezza, di Marco Lazzarotto

Recensione: Il ministero della bellezza, di Marco Lazzarotto

Libri Recensione di Giulia Mastrantoni. Il ministero della bellezza di Marco Lazzarotto (Las Vegas). La bellezza come condizione necessaria per avere potere: un romanzo che è una denuncia sociale, l’iperbole di ciò che avviene ogni giorno sui social e nelle scuole.

Vorrei inserire una piccola nota di avvertimento: Il ministero della Bellezza è un romanzo estremamente interessante e ben scritto, i cui temi principali potrebbero risultare difficili da digerire per tutti coloro che hanno difficoltà a piacersi. Infatti, il romanzo di Marco Lazzarotto è una distopia che racconta le conseguenze dell’ascesa al potere degli esponenti della Callistocrazia, una forma di governo basata sul presupposto che i più belli devono essere anche i più potenti. In questo senso, i temi del romanzo sono intensi, difficili, ma affrontati con grande maestria.

Il ministero della Bellezza è, a mio parare, un romanzo molto attuale, che mostra le dinamiche sulle quali si basano molti aspetti della nostra società.

Il romanzo inizia con l’ascesa al potere del neoministro Domenico Ardemagni, un parrucchiere particolarmente in voga, un genio indiscusso del capello. L’orientamento politico di Ardemagni è semplice: lungo, riccio e biondo. Il capello, s’intende. I risultati della Callistocrazia instaurata da Ardemagni sono subito visibili: il ministero della Bellezza viene incoraggiato a ispezionare edifici e cittadini in cerca di tutto ciò che ha un aspetto “inadeguato”.
È chiaro che non c’è una vera definizione del concetto di “inadeguatezza”: la pancia rilassata, la casa disordinata, una maglietta macchiata, il pigiama démodé. È tutto “inadeguato”, per un motivo o per un altro. La normalità di una mattinata trascorsa in pigiama a lavorare al PC non ha alcun posto nella Callistrocrazia, perché solo ciò che è bello ha diritto di esistere in questa società “meravigliosa”.

D’altra parte, il primo articolo della costituzione parla chiaro: «L’Italia è una repubblica callistocratica fondata sulla bellezza».

Lo scrittore Matteo Labrozzo, protagonista di Il ministero della Bellezza, è uno dei pochi che osa opporsi alla Callistocrazia. La sua compagna, Lisa, si unisce a Matteo nel manifestare contro Ardemagni, ma fermare la diffusione di una bellezza omologata e pre-approvate è difficile. In fin dei conti, è confortante sapere che sarai ben accolto in società se hai il taglio di capelli giusto: rende tutto più semplice, no?
La vera forza del romanzo di Lazzarotto sta nella denuncia sociale che viene fatta, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo. Le dinamiche della Callistocrazia che Lazzarotto descrive non sono che un’iperbole di ciò che avviene ogni giorno su Instagram, TikTok, nelle aule delle scuole italiane. Sei bello? Avrai successo, amicizie, like. Sei brutto? Sarai solo, isolato e denigrato. In questo senso, Il ministero della Bellezza non è un lavoro di fantasia, ma un’esortazione all’analisi approfondita e consapevole di quello che abbiamo intorno. Viviamo in una società che, nonostante i progressi fatti, ancora ci chiede di conformarci a un’ideale di bellezza poco realistico, estremista e non salutare. Ma rendersene conto è difficile e opporsi lo è ancora di più.
Consiglio vivamente la lettura di Il ministero della Bellezza, se non altro per esplorare la possibilità, molto reale, che un giorno vivremo in una Callistocrazia legittimata da leggi. È importante che i lettori si avvicinino al romanzo di Marco Lazzarotto con la consapevolezza che suscita reazioni profonde. Buona lettura.


Il ministero della bellezza

di Marco Lazzarotto
Las Vegas
Distopico
ISBN 978-8831260121
Cartaceo 14,25€
Ebook 4,19€

Quarta

La chiamano Callistocrazia, il governo dei più belli. Sembra uno scherzo, all’inizio, ma in poco tempo quella attuata dal neoistituito ministero della Bellezza diventa la più grande riforma della Repubblica italiana: ogni gerarchia – dalla coda al supermercato alle più alte cariche dello Stato – viene stabilita in base a canoni estetici. Per i brutti è l’inizio di un vero e proprio incubo. Matteo Labrozzo, giovane scrittore emergente che non si è mai preoccupato abbastanza delle sue maniglie dell’amore e della propria calvizie incipiente, vede la sua vita stravolta: l’editore che aveva creduto in lui rifiuta il suo nuovo romanzo; il rapporto con la fidanzata Lisa s’incrina; il centro storico della sua città gli è precluso, a meno che non indossi in testa un elegante sacchetto per il pane; ovunque vada, individui in camicia bianca lo perseguitano per il suo abbigliamento poco curato. Matteo però non intende soccombere e, a modo suo, cercherà di resistere alla patinata dittatura della bellezza.




Giulia Mastrantoni


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