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Oppenheimer, un film di Christopher Nolan: la recensione

Oppenheimer, un film di Christopher Nolan: la recensione

Cinema Recensione di Davide Dotto. Oppenheimer, l'ultimo film di Christopher Nolan. Il Prometeo moderno e l'atomica.

Il film Oppenheimer di Christopher Nolan – disponibile a pagamento su Prime Video e vincitore di cinque Golden Globe 2024, tra cui Miglior film drammatico, Miglior regista, Migliore attore in un film drammatico, Migliore attore non protagonista e Migliore colonna sonora originale – racconta la storia di un uomo e di un luminare della fisica quantistica (interpretato da Cillian Murphy) che ha svolto un ruolo cruciale nella progettazione e nello sviluppo della bomba atomica.

Fin dall'inizio, rappresenta la moderna incarnazione del mito, assai noto, e più volte rivisitato, di Prometeo, il quale ha donato “il fuoco divino” all’umanità. 

Un fuoco capace di riscaldare e proteggere dalle rigidità dell’inverno, e radice di una parola rassicurante: “focolare". È un dono che tra l’altro simboleggia: tecnologia, conoscenza, il controllo di una potenza distruttiva contro la quale – in natura – a volte si può poco.
In epoca moderna, il lavoro di scienziati come Robert Oppenheimer offre una forma di dominio sulla materia alla quale l'umanità non è pronta. È l'apice della conoscenza scientifica e tecnologica la cui messa in pratica è racchiusa non in un libro, ma in una scatola dentro un’altra scatola, un ordigno che moltiplica in maniera esponenziale e su vastissima scala un potere devastante senza possibilità di replica.
La “nuova edizione” del dono di Prometeo evidenzia la difficoltà – o impossibilità – di gestire scelte e responsabilità connesse, così come le implicazioni morali del tutto inedite legate a un uso improprio dell'energia atomica.

Oppenheimer, la locandina
Oppenheimer, un film di Christopher Nolan: la recensione

Oppenheimer

REGIA Christopher Nolan
SOGGETTO Kai Bird e Martin J. Sherwin
SCENEGGIATURA Christopher Nolan
PRODUZIONE | PRODUTTORE Christopher Nolan, Emma Thomas, Charles Roven
DISTRIBUZIONE Universal Pictures
MUSICHE Ludwig Göransson
FOTOGRAFIA Hoyte van Hoytema
ANNO 2023
CAST Cillian Murphy, Emily Blunt, Matt Damon, Robert Downey Jr., Florence Pugh, Josh Hartnett, Casey Affleck, Rami Malek, Kenneth Branagh

In tale contesto, il team capitanato da Oppenheimer si dedicò al progetto Manhattan, intraprendendo una corsa contro il tempo.

Questa iniziativa di natura militare aveva l'obiettivo di porre fine alla Seconda Guerra Mondiale e, in particolare, di sconfiggere la Germania nazista, impegnata anch'essa nello sviluppo di un'arma nucleare. Ciò rappresentava un dovere ineludibile il cui strumento – il giocattolo nuovo che grazie agli studi della fisica quantistica cominciava a diffondersi tra scienziati e studiosi – risultava incompatibile con il bisogno di certezze, di controllo e calcoli che tornano.

Robert Oppenheimer (nato nel 1904) non era solo uno studioso e un teorico della fisica, ma anche un uomo del suo tempo immerso nelle questioni politiche e sociali che caratterizzavano il XX secolo.

Ciò lo portò a prendere parte attiva ai dibattiti e alle rivendicazioni dell'epoca, opponendosi a fascismo e nazismo, avvicinandosi in modo significativo al pensiero comunista. Questo aspetto, tra gli altri, emerge con prepotenza nel film di Christopher Nolan, facendone un personaggio assai complesso (prima che "controverso", termine di cui forse si è abusato).
Che abbaglio poteva aver preso un uomo come Robert Oppenheimer, che percepiva la realtà com’era e come non era, in grado – in quanto energia – di rivelare in un attimo “la terribile potenza divina”, con il suo castigo che cade su giusti e ingiusti? E perché questa avrebbe dovuto finire nelle mani dell’umanità? Questo era ciò a cui conducevano la formula scoperta da Einstein [E=mc²] e le intuizioni degli studiosi della meccanica quantistica.

Si è scoperto che dietro l’apparente ordine c’è il caos, e di questo caos la scienza prende atto guardandoci fin troppo dentro. 

Talmente dentro da far emergere una forza che ha molto in comune con i reconditi e oscuri anfratti dello spirito. Forse si tratta di quel vuoto, quel nulla che a una certa sollecitazione dà una risposta quando non se ne aspetta nessuna: qualcosa che richiama alla mente Nietzsche (a furia di guardare l’abisso, è l’abisso a guardarti dentro). Non c’è quasi riassunto più appropriato del film di Christopher Nolan.
Quando viene proiettato sullo schermo, il volto e il punto di vista di Oppenheimer assumono una fisicità intensa e inquietante. Tanto quanto la determinazione sbalorditiva verso un appuntamento ineludibile. Aveva in tasca una teoria da sperimentare e questa era la principale ambizione, unita all’ansia di voltare pagina e costruire un nuovo mondo su altre basi, archiviando una volta per tutte le guerre mondiali.

Solo che, paradossalmente, la sua visione d’insieme era parziale, dato che si scontrava con ciò che non conosceva e non poteva conoscere degli scenari che sarebbero seguiti.

Da qui i disperati tentativi di avere voce in capitolo – a emergenza nazionale conclusa – su quanto sarebbe accaduto dopo. Un dopo che non si era potuto immaginare, e un prima che non aveva avuto il tempo, o la possibilità, di concepire un'alternativa.
A guerra conclusa, “la stessa mente” che, in una situazione di emergenza nazionale, si era esposta ed espressa, aveva ragionato, scritto, messo in pratica le sue tremende conoscenze, nel 1954 è stata chiamata a rendere conto. Come se l’umanità intera non ne fosse coinvolta, e qualcuno intendesse puntare il dito, distogliere l’attenzione dalla responsabilità collettiva, lavandosene un poco le mani.




Davide Dotto



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