Gli scrittori della porta accanto

Canzoni come poesie: «Hind's Hall» di Macklemore

Macklemore

Musica Di Stefania Bergo. Dai versi alle note, quando le canzoni sono poesie: Hind's Hall, di Macklemore, rapper statunitense. La musica che diventa protesta: non solo un'accusa di genocidio e apartheid, ma anche un grido contro la politica statunitense per il finanziamento a Israele e l'ignavia dell'industria musicale.

Ci sono momenti in cui una canzone smette di essere soltanto una canzone e diventa una presa di posizione pubblica. È il caso di Hind’s Hall, il brano pubblicato da Macklemore nel maggio 2024, nato nel pieno delle proteste studentesche statunitensi contro il genocidio a Gaza e a sostegno della causa palestinese. Il titolo richiama Hamilton Hall, uno degli edifici della Columbia University occupati dagli studenti nell'aprile di quell'anno e ribattezzato dagli stessi manifestanti “Hind’s Hall” in memoria di Hind Rajab, la bambina palestinese di sei anni trucidata a Gaza mentre era in macchina con la sua famiglia in attesa dei soccorsi – anch'essi fatti saltare in aria.


La canzone integra riferimenti all'hip hop classico e campionamenti della tradizione libanese – in particolare Ana La Habibi di Fairuz – che introducono una componente musicale mediorientale nella struttura ritmica e vocale del rap. Anche il testo contiene riferimenti alla storia dell'hip hop e alla tradizione della musica di protesta – in un passaggio Macklemore richiama esplicitamente Fuck tha Police degli N.W.A, brano del 1988 divenuto uno dei riferimenti della protesta contro la violenza e gli abusi delle forze di polizia.
Tutti i proventi derivanti dallo streaming di Hind’s Hall sono destinati al sostegno dei rifugiati tramite l'UNRWA.

Il testo è molto potente: non è solo un'accusa di genocidio e apartheid, ma è anche un grido contro la politica statunitense per il finanziamento a Israele e contro l'ignavia dell'industria musicale.

Il testo è esplicitamente politico e affronta alcuni dei temi al centro delle proteste di quei mesi: il genocidio a Gaza e l'apartheid, il sostegno militare e politico degli Stati Uniti a Israele – accusando l'allora presidente Biden (ricordiamo che il brano è uscito nel 2024) di complicità nelle violenze subite dai civili –, le richieste degli studenti universitari di disinvestimento da aziende legate allo stato ebraico e la repressione delle manifestazioni nei campus americani.
Attraverso i suoi versi, l'artista condanna anche il silenzio dell'industria musicale, colpevole di essere rimasta in silenzio (salvo alcune eccezioni) e di non aver sfruttato la popolarità per parlare alle ampie platee cui sempre si rivolge.
Macklemore punta il dito anche sulla consolidata tendenza di tacciare di antisemitismo ogni posizione contraria al sionismo, richiamando nel testo la partecipazione di persone ebree alle manifestazioni pro-palestinesi. Si tratta quindi di un brano costruito non intorno a una narrazione metaforica, ma attraverso riferimenti diretti a eventi, istituzioni e questioni politiche contemporanee.

Al netto del genere musicale, Hind's Hall si inserisce all'interno della musica di protesta, al pari di Strange Fruit di Billie Holiday.

La tradizione della protest song negli Stati Uniti ha accompagnato alcune delle principali battaglie sociali e politiche del Novecento. Come ad esempio Strange Fruit, resa celebre da Billie Holiday nel 1939, un brano nato dalla poesia di Abel Meeropol, ispirata alla fotografia di un linciaggio, che ha porta nel circuito della musica commerciale il tema della violenza razzista.


Nella storia della protesta attraverso la musica si collocano anche brani come Blowin’ in the Wind di Bob Dylan, composta nel contesto delle tensioni legate ai diritti civili e alla guerra del Vietnam. Nel corso degli anni Sessanta, la musica folk e rock divenne infatti uno degli strumenti attraverso cui artisti e movimenti esprimevano opposizione alla guerra, alla discriminazione razziale e alle ingiustizie sociali.
Anche al di fuori dei confini statunitensi, dall'America Latina all'Europa, dall'Africa all'Asia, numerosi musicisti hanno utilizzato canzoni e concerti per parlare di dittature, guerre, colonialismo, discriminazione, povertà e diritti civili, una tradizione che comprende generi e linguaggi molto diversi: dal folk al jazz, dal rock al reggae, fino al rap contemporaneo. Ricordiamo canzoni come Get up, stand up di Bob Marley e Peter Tosh, Plus rien ne m'étonne di Tiken Jah Fakoly e Zombie dei The Cranberries, tanto per citarne alcune.

È proprio all'interno di questa tradizione della musica di protesa che vale la pena leggere il testo di Hind’s Hall di Macklemore.

Dimostra come la musica popolare possa – debba? – essere utilizzata per raccontare il presente parlando ad ampie platee, non per propaganda politica o religiosa, ma per dimostrare che prendere posizione per la difesa dei diritti civili, contro violenza, razzismo e ingiustizie, in un mondo di pavidi e indifferenti, è un dovere per chi ha il privilegio di avere un megafono e poter essere d'esempio. Del resto, certi generi musicali sono nati per spostare i centri di gravità precostituiti, parlare agli animi e sollevare questioni su cui, troppo spesso, cade il velo dell'omertà.



Hind's Hall di Macklemore

Compositore e autore: Ben Haggerty, Mansour Rahbany, Assy Rahbany
Testo: ℗ 2024 Kobalt Music Publishing Ltd
Etichetta: Bendo
Yeah

The people, they won't leave
What is threatenin' about divesting and wantin' peace?
The problem isn't the protests, it's what they're protesting
It goes against what our country is funding
(Hey) Block the barricade until Palestine is free
(Hey) Block the barricade until Palestine is free
When I was seven, I learned a lesson from Cube and Eazy-E
What was it again? Oh yeah, fuck the police (woo)

Actors in badges protecting property
And a system that was designed by white supremacy (brrt)
But the people are in the streets
You can pay off Meta, you can't pay off me
Politicians who serve by any means
AIPAC, CUFI, and all the companies
You see, we sell fear around the land of the free
But this generation here is about to cut the strings
You can ban TikTok, take us out the algorithm
But it's too late, we've seen the truth, we bear witness
Seen the rubble, the buildings, the mothers and the children
And all the men that you murdered, and then we see how you spin it
Who gets the right to defend and who gets the right of resistance
Has always been about dollars and the color of your pigment, but
White supremacy is finally on blast
Screamin', "Free Palestine" 'til they're home at last

We see the lies in 'em
Claimin' it's antisemitic to be anti-Zionist
I've seen Jewish brothers and sisters out there and ridin' in
Solidarity and screamin', "Free Palestine" with them
Organizin', unlearnin' and finally cuttin' ties with
A state that's gotta rely on an apartheid system
To uphold an occupyin' violent
History been repeating for the last seventy-five
The Nakba never ended, the colonizer lied (woo)
If students in tents posted on the lawn
Occupyin' the quad is really against the law
And a reason to call in the police and their squad
Where does genocide land in your definition, huh? (Hey-hey)
Destroyin' every college in Gaza and every mosque
Pushin' everyone into Rafah and droppin' bombs
The blood is on your hands, Biden, we can see it all
And fuck no, I'm not votin' for you in the fall (woo)
Undecided
You can't twist the truth, the people out here united
Never be defeated when freedom's on the horizon
Yet the music industry's quiet, complicit in their platform of silence (hey, woo)

What happened to the artist? What d'you got to say?
If I was on a label, you could drop me today
I'd be fine with it 'cause the heart fed my page
I want a ceasefire, fuck a response from Drake (woo)
What you willin' to risk? What you willin' to give?
What if you were in Gaza? What if those were your kids?
If the West was pretendin' that you didn't exist
You'd want the world to stand up and the students finally did, let's get it (woo)

Brrt
Woo
La gente non ha intenzione di andarsene
Cosa c’è di minaccioso nel disinvestire e nel volere la pace?
Il problema non sono le proteste, ma ciò per cui protestano:
va contro ciò che il nostro paese finanzia
(Hey) Bloccate la barricata finché la Palestina non sarà libera
(Hey) Bloccate la barricata finché la Palestina non sarà libera
Quando avevo 7 anni, ho imparato una lezione da Cube e Eazy-E:
qual’era? Oh sì, vaffanculo la polizia

Attori col distintivo che proteggono la proprietà
E un sistema progettato dalla supremazia bianca
Ma la gente sta per strada
Potete pagare Meta, non me
Politici che sono servi a oltranza
AIPAC [1], CUFI [2] e tutte le società
Vedete, vendiamo paura dappertutto nella terra dei liberi
Ma questa generazione qui sta per dare un taglio agli appoggi
Potete bannare TikTok, metterci fuori dall’algoritmo
Ma è troppo tardi, abbiamo visto la verità, ne siamo testimoni
Abbiamo visto le macerie, gli edifici, le madri e i bambini
E tutti gli uomini che avete ucciso e poi vediamo come la giostrate
Chi ha il diritto di difesa e chi ha il diritto alla resistenza
è stato sempre questione di dollari e del colore della vostra pelle
Ma la supremazia bianca è finalmente esplosa
Gridando “Palestina libera” finché alla fine non ritorneranno a casa

Affermano che anti-sionista equivale a antisemita
Ho visto fratelli e sorelle ebrei là fuori mobilitarsi per solidarietà
E gridare “Palestina libera” con loro
Organizzando, disapprendendo e alla fine tagliando i ponti
Con uno stato che deve basarsi su un sistema di apartheid
Per sostenere un’occupazione violenta
La storia si ripete da 75 anni
La Nakba non è mai finita, i colonizzatori hanno mentito
Se gli studenti nelle tende appostati sul prato
Che occupano il cortile sono davvero fuori legge
E sono un motivo per chiamare la polizia e le loro squadre
Dove si colloca il genocidio secondo voi, eh? (Hey, hey)
Distruggere ogni scuola a Gaza e ogni moschea
Spingere tutti dentro Rafah e sganciare bombe
Hai le mani insanguinate, Biden, tutti ce ne rendiamo conto
E cazzo no che non che voterò per te in autunno:
indeciso, non puoi distorcere la verità, la gente riunita qua fuori
Non sarà mai battuta quando c’è la libertà all’orizzonte
L’industria musicale rimane ancora silenziosa, complice delle loro piattaforme in silenzio (Hey)

Cos’è successo agli artisti? Cosa avete da dire?
Se avessi fatto parte di una casa discografica, oggi potreste licenziarmi
Sarebbe stato un bene perché il cuore ha nutrito la mia pagina
Voglio un cessate il fuoco, vaffanculo una risposta da Drake
Cosa siete disposti a rischiare? Cosa siete disposti a dare?
E se foste voi a Gaza? E se quelli fossero vostri figli?
Se l’occidente facesse finta che voi non esistete,
vorreste che il mondo prendesse posizione
E gli studenti finalmente l’hanno fatto, prendiamocelo!


[2]Christians United for Israel: organizzazione evangelica americana che sostiene Israele. È la più grande organizzazione sionista negli Stati Uniti.



Stefania Bergo


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