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Smoccolario toscano, il manuale umoristico dello Smoccolatore

Smoccolario toscano, il manuale umoristico dello Smoccolatore

Smoccolario toscano, un manuale umoristico di Lo smoccolatore

Libri Comunicato stampa. Smoccolario toscano – Affrontare la sfiga con ironia (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), un manuale umoristico targato Lo smoccolatore, con le illustrazioni di AstroAmy. Contro la sfiga non servono frasi motivazionali, ma un bel rosario di espressioni colorite. Perché se qualcosa va storto e smoccoli... Se non migliora, almeno ti sfoghi!

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Storie di una assistente turistica, una raccolta di racconti umoristici di Valentina Gerini

Storie di una assistente turistica, una raccolta di racconti umoristici di Valentina Gerini

Storie di una assistente turistica, una raccolta di racconti umoristici di Valentina Gerini

Libri Comunicato stampa. Storie di una assistente turistica (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), una raccolta di racconti umoristici di Valentina Gerini. Il mondo travolgente e affascinante dell'assistente turistico, tra gag esilaranti, nostalgia di casa e viaggi.

Il giorno precedente aveva piovuto a dirotto, una pioggia torrenziale così abbondante da allagare il resort e la strada limitrofa. La zona paludosa in cui, a fine degli anni ’80, era stato costruito l’hotel presentava tutte le sue fantastiche caratteristiche di imbibizione e umidità ad ogni piccola o grande pioggia che si presentava. Inoltre, era ancora periodo di uragani, quindi non si poteva avere la certezza di trovare un sole che spaccasse le pietre sette giorni su sette. A dir la verità la certezza non si poteva avere mai, ma sembrava un concetto difficile da comprendere a molti.
Dopo la pioggia però il sole era arrivato, in tutto il suo splendore, e illuminava l’acqua creando giochi di luce magici. Nell’aria si sentiva odore di croissant e caffè americano, di salsedine e di pesce. Il ritmo rallentato dei baristi regalava la sensazione di essere in un luogo paradisiaco, lontano dai brutti pensieri.
Ma a lui tutto questo non sortiva alcun effetto, gridava e sproloquiava di fronte all’assistente, che stava lentamente perdendo le staffe, senza darlo a vedere.
«L’agenzia non mi aveva detto degli uragani» gridò l’uomo.
«Signore, mi perdoni, ma forse non lo ricorda. Sono certa che l’agenzia l’abbia informata a dovere. In ogni caso, al suo ritorno, se è certo che l’agente di viaggio sia stato impreciso, può tornare in agenzia e fargli presente la cosa…» Valentina cercava con tutte le sue forze di rimanere nei gangheri.
«E no, signorina, non se la caverà così l’agente di viaggio. Non se la caverà facilmente nessuno in questa faccenda, nemmeno lei!» tuonò l’ospite. «Ho pagato per il sole e fino ad oggi non l’ho avuto! Voglio il rimborso».
[...] «Signore, lei non ha pagato per il sole. Noi non vendiamo sole. Lei ha pagato per una settimana di vacanza a Santo Domingo in un hotel all inclusive, con animazione diurna e serale, spiaggia, trasferimento da e per l’aeroporto, volo charter andata e ritorno incluso e assistente italiana in loco. Questo è ciò che noi vendiamo e ciò per cui lei ha pagato». La voce dell’assistente si fece seria. Sentiva di aver formulato una spiegazione comprensibile anche al più stolto e i suoi colleghi le fecero un applauso senza sonoro, quelli più lontani si cimentarono addirittura in una ola. Valentina Gerini, Storie di una assistente turistica

Storie di una assistente turistica

di Valentina Gerini
PubMe - collana Gli scrittori della porta accanto
Racconti umoristici| Narrativa di viaggio
ISBN 9788827575192

Quarta

«Ho pagato per il sole!» disse il cliente, in un giorno di pioggia ai Caraibi. Ma l’assistente, seppur dotata (quasi) di superpoteri, non poteva farci molto.

L’assistente turistico in villaggi vacanza è un mago del problem solving alle prese con richieste pretenziose, emergenze sanitarie, clienti più o meno bizzarri, difficoltà improvvise da risolvere in quattro e quattr’otto. Sullo sfondo ci sono scenari tropicali come il mare cristallino di Santo Domingo o il cielo stellato di Zanzibar, i profumi delle spezie e le amicizie stagionali che poi durano una vita. Non si separa mai dalla sua carpetta, è capace di stare sveglio 24 ore, mangiare avanzi di pizza ad orari improbabili, portare la camicia anche se fuori ci sono 35 gradi e di sorridere, sempre e comunque, senza mai perdere la calma. E per quanto si lamenti dei turisti, degli overbooking, dei cambi camera e dei ritardi aerei, l’assistente in fondo è consapevole di fare uno dei lavori più belli del mondo Scritta da chi assistente turistica lo è veramente, questa raccolta di racconti narra in maniera comica le avventure di un tour rep.



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Ancora e mai più (nelle mutande), un romanzo sarcastico di Andrea Pistoia

Ancora e mai più (nelle mutande), un romanzo sarcastico di Andrea Pistoia

Ancora e mai più (nelle mutande), un romanzo sarcastico di Andrea Pistoia

Libri Comunicato stampa. Ancora e mai più (nelle mutande) (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), di Andrea Pistoia: un romanzo sarcastico, un irriverente e cinico ventitreenne aspirante latin lover col cuore spezzato.

Apro la busta con un taglierino, peccato che nel concludere l’operazione mi scappi la lama e mi s’impianti in un dito con conseguente glorificazione al Signore che, in questo periodo, è tanto misericordioso con me. Dovevo immaginarlo che la lettera esigesse un sacrificio di sangue.
Raccolgo una stoffa dal pavimento e l’avvolgo intorno al dito. Riconosco il tessuto, apparteneva a una camicia da Arlecchino con maniche chilometriche acquistata per un ballo in maschera. Luana invece quella sera voleva travestirsi da Morticia della Famiglia Addams, infatti aveva indossato un lungo vestito nero con uno spacco vertiginoso ad altezza seni. Le ricordavo un freak, un mostro dalla dubbia intelligenza. Io le ho risposto che conciata così e sul ciglio della strada le avrei allungato spontaneamente cento euro. Anche se eravamo in una stradina del centro, lei ha buttato il vestito seduta stante, infuriata oltre ogni dire. Io invece mi sono tenuto la camicia. Almeno uno dei due doveva tenere qualcosa addosso.
[...] Riprendo in mano la lettera e decido che avrà una sorte migliore dell’essere letta: diventerà uno splendido aeroplanino. Lo collaudo in stanza per vedere se può affrontare il mondo. È con orgoglio che timbro il brevetto di volo, gli faccio i migliori auguri e lo getto fuori dalla finestra.
[...] Peccato che di lì a poco suoni il campanello d’ingresso.
Vado ad aprire. Nel dubbio che sia un testimone di Geova, per farlo scappare a gambe levate grido dal corridoio che adoro Satana e che in questo momento sono occupato a sacrificare una vergine.
[...] Sfortuna vuole che sia la mia vicina di casa del primo piano, una vecchia nata nel paleolitico ma con ancora tanta energia da vendere.
Apro la porta alla nuova venuta. «Che vuole?»
«Salve, giovanotto. Sa, stamattina non mi sentivo molto bene, così mi sono alzata di buonora, ho fatto colazione come al mio solito e sono scesa a fare la spesa quando…»
Le sbatto la porta in faccia senza pensarci due volte. La mia “cara” vicina preistorica incomincia a suonare il campanello con insistenza. Cerco di non darle peso, ma al ventesimo squillo, al culmine dell’esasperazione, corro in anticamera e apro di nuovo l’uscio. La vecchietta mi guarda con un sorriso innocente. «Accidenti, figliolo, queste correnti d’aria fanno sbattere le porte che è un piacere.»
«Eh, ha proprio ragione.»
«Comunque, figliolo…»
«Guardi che ho quasi ventitré anni.»
«Veramente? Che fortuna, ha la stessa età della mia tris nipote. Magari la conosce? Altrimenti gliela presento.»
«No, signora, in questi giorni io e le donne non andiamo molto d’accordo. Per l’incolumità di sua nipote, meglio evitare. Glielo assicuro.»
«Be’, stavo andando a fare la spesa quando mi è caduto in testa questo aeroplanino. L’ho aperto e vi ho letto sopra il suo nome. Mi sono premunita di leggere tutta la lettera per accertarmi fosse proprio indirizzata a lei. [...] sono corsa in fretta e furia qui a restituirgliela, supponendo che le sia volata dalla finestra per sbaglio. Tenga, la riprenda e ne abbia cura.»
«Uhm, grazie.»
La vecchietta se ne sta per andare quando si blocca di colpo e si volta verso di me. «E, mi creda, si fidi del suo migliore amico. Non ha fatto nulla con la sua ragazza.»
Andrea Pistoia, Ancora e mai più (nelle mutande)


Ancora e mai più
(nelle mutande)

di Andrea Pistoia
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Umoristico
ISBN 979-1254581056

Sinossi

«Lo so, sono lunatico. O meglio, da clinica psichiatrica. Quindi, rinchiudetemi e buttate via la chiave prima che faccia altri danni. Oppure lasciatemi libero e godetevi lo spettacolo.»

Può un amore tradito dare il colpo di grazia a tutto ciò che di buono c’è in Edmondo, detto Mondo, spingendolo a manifestare il suo lato più irriverente e cinico?
Da un ventitreenne che vacilla continuamente tra il complesso di Edipo e quello di Rocco Siffredi, gettato nella fossa delle leonesse milanesi, non ci si può aspettare di certo la resa. Affronterà mirabolanti avventure sperando quanto meno di trovare un po’ di felicità “sottocoperta”, in una Mission Impossible tra ragazze della Milano modaiola snob, insicure o mentalmente instabili, e seduttori più agguerriti e implacabili di lui. E cosa può fare se non chiedere aiuto ai suoi sempre-ingrifati amici e al suo datore di lavoro, maestro nell’arte amatoria?
Un romanzo umoristico narrato in prima persona che ci porta dentro la mente di un aspirante latin lover. Per arrivare alla conclusione che Mondo è semplicemente un bravo ragazzo immischiato negli ingranaggi della vita, che sopravvive alternando cinismo acuto a inaspettata sensibilità, comicità spicciola da scaricatore di porto a intelligenza arguta.



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Da zero a 69, un romanzo breve di Andrea Pistoia

Da zero a 69, un romanzo breve di Andrea Pistoia

Da zero a 69

Libri Comunicato stampa. Da zero a 69 (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), di Andrea Pistoia: un breve romanzo umoristico, uno spaccato sociale, un gruppo di eterni Peter Pan perennemente sovreccitati, odiosi antieroi, cinici maschilisti, ridicoli playboy alla ricerca di un po' di felicità.

Scoppio a ridere e d’istinto abbraccio il mio buon, vecchio, tenero, compagno di mille avventure.
«Ti voglio bene, amicone.»
Lui per un istante resta rigido e immobile, poi si lascia andare al gesto affettuoso, ricambiandolo.
«Anch’io, Odino. Anche se a volte, fattelo dire chiaramente, sei proprio un coglione. Ma forse è per questo che ti sono così amico.»
«O forse, semplicemente, perché sono la colonna portante della tua vita.»
Scoppiamo entrambi a ridere di gusto.
Peccato che oramai siano le otto spaccate e per lui sia tempo di raggiungere la sua amata per una serata da coppietta innamorata.
Ci salutiamo al volo davanti al portone del suo condominio.
Prima di tornare a casa, per ottimizzare i tempi, mangio al volo un panino a un chioschetto a pochi passi dalla mia auto, poi salgo sul mio bolide e mi avvio verso la mia umile dimora.
Torno nel mio silenzioso appartamento e comincio a pensare al passato, al presente, al futuro e al futuro anteriore perché, modestamente, anche nei pensieri la mia grammatica è impeccabile. Sputo la mia saliva in aria e mi ci metto sotto per prenderla in pieno. Non è possibile che faccia battute simili; vuol dire che la mia creatività comica è ai minimi storici. O, più semplicemente, perché sono un perfetto idiota. Ma con questo deficit ci convivo ormai da anni.
Tralasciando le mie battute pietose, medito su come un rapporto di coppia aiuti a maturare o, al contrario, ad amplificare solo il lato peggiore di chi lo vive.
Penso al mio amico Herpes che ormai ha messo radici affettive con Chiara e non se la farà di certo scappare. Anche perché, onestamente, dove la trova un’altra che lo possa sopportare? E poi, penso a lei, che sarà anche una calamità naturale, una sbadata cronica con un’indole da inconsapevole piromane, ma ha avuto la fortuna di trovare un uomo come ce ne sono veramente pochi al mondo: fedele e innamorato pazzo.
Inevitabilmente la mia mente corre a Tamara, la mia smaialamica, che se n'è andata per sempre. Si è comportata proprio da stupida, insensibile e crudele con me: non mi ha neppure lasciato il numero di telefono di un‘amica alla sua altezza che lenisca il vuoto che sento dentro… il mio letto. Infine penso a me, che sono stato sempre uno spirito libero, anche quando avevo tra le mani la quarta abbondante di Tamara. Perché, ammettiamolo, chi non rinuncerebbe alla propria libertà per un seno del genere? Nessuno. Ma io sono un essere superiore, un supereroe, una divinità nordica, quindi certi limiti umani mi fanno ‘na pippa.
Andrea Pistoia, Da zero a 69



Da zero a 69

di Andrea Pistoia
PubMe - Gli scrittori della porta accanto
Romanzo breve
ISBN 9788833663241

Sinossi

Esistono ancora ragazzi volgari e maschilisti o sono solo personaggi di film politicamente scorretti? Esistono. Anzi, proliferano, specialmente nei locali notturni durante i week end, quando uomini seri ed equilibrati si trasformano in dei Mister Hyde con un unico chiodo fisso in testa.
Ne è dimostrazione lampante Odino che, dopo un incontro amoroso concluso nel peggiore dei modi, senza un appagante e glorioso happy ending, si libera dei pochi freni inibitori rimasti per seguire la propria megalomania. Gli danno man forte i suoi bislacchi amici: un estimatore delle “diversamente sexy”, un assiduo frequentatore di prostitute e un “cuore puro” tanto monogamo quanto sottomesso alla propria bella.
Contro una società che li vorrebbe adulti e responsabili, loro non possono che reagire da eterni Peter Pan perennemente sovreccitati. Goliardiche nottate tra bar di periferia e discoteche, alcool a fiumi e sesso usa e getta sono il miraggio che indica loro la strada verso quella che ritengono essere la Felicità... Mostrando una volta di più la loro natura di odiosi antieroi, cinici maschilisti, ridicoli playboy.

La colonna sonora del romanzo



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Confessioni di una #badmum, un romanzo umoristico di Elena Genero Santoro

Confessioni di una #badmum, un romanzo umoristico di Elena Genero Santoro

Confessioni di una #badmum, un romanzo umoristico di Elena Genero Santoro

Libri Comunicato stampa. Confessioni di una #badmum (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), di Elena Genero Santoro: le perle di saggezza di una mamma alle prese con la quotidianità.

All’inizio non volevo essere una #badmum. Rifiutavo l’idea con tutte le mie forze. Anzi, facevo di tutto per adeguarmi allo standard delle #goodmum. Non accettavo questa mia devianza.
Cercavo conforto nella religione ufficiale e compravo riviste su riviste per avere supporto da fonti autorevoli e competenti. A un certo punto mi ero persino abbonata a una roba come “Io e il mio #badchild” (nome di fantasia) e ogni mese attendevo trepidante l’arrivo del catechismo.
Sfogliavo le pagine bramosa di conferme, di rassicurazione e di consolazione. Ero una peccatrice in cerca di assoluzione. E trovavo perle tipo: “Non dovete preoccuparvi se decidete di smettere di allattare prima di aver perso tutti i capelli: lo capiamo benissimo, siete stanche, imperfette, non potete pretendere troppo da voi stesse, se non ce la fate…”, “Non angosciatevi se i vostri figli hanno degli orari sballati: capita a tutte – a voi povere imbecilli derelitte – che il caos prenda il sopravvento, ma voi non colpevolizzatevi, se arrivate solo fino lì non ci potete fare niente…”, “No panico se ogni tanto perdete la brocca e iniziate a urlare come un demonio impazzito. Siete umane, creature limitate, incomplete e perfettibili”.
Ma più mi imbottivo di dottrina ufficiale, più mi si insinuava il dubbio angosciante che la #goodmum cui aspiravo essere fosse molto lontana da me. Non riuscivo a sradicare il seme del male che avevo dentro.
I dubbi divennero certezze quando presi a seguire un reality in cui una Tata impeccabile (la Tata, questa figura mitologica) in tre giorni rimetteva in sesto famiglie devastate come la mia.
Ormai la mia autostima da #goodmum era sotto le scarpe, il mio senso di inadeguatezza regnava sovrano, quando successe un fatto. La Tata-capa, la sacerdotessa della dottrina più ortodossa, vendette l’anima alla Ferrero e girò uno spot per reclamizzare la Nutella come colazione perfetta per la famiglia perfetta. Ragazzi, la Nutella? La Nutella è il cibo migliore che l’Uomo abbia mai inventato, su questo non si discute, ma è anche il simbolo di ogni più perversa trasgressione alimentare!
Dove erano finite le verdure che la Tata-capa faceva ingurgitare con fermezza ai #badchildren durante il reality? Dov’era la coerenza? Dov’era la disciplina?
Ammisi finalmente con me stessa che ero sì una #badmum, ma ero orgogliosa di esserlo, perché non ero ipocrita. E da quella presa di coscienza il #badmum Pride è stato in continua ascesa.
Elena Genero Santoro, Confessioni di una #badmum


Confessioni di una #badmum

di Elena Genero Santoro
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa umoristica | Humour
Copertina flessibile | 132 pagine
ISBN 978-8833668123

Sinossi

Cosa deve fare una madre per essere considerata una #goodmum con tutti i sacri crismi? Allattare fino allo svenimento e fino a perdere i capelli. Abituare il proprio Neonato all'indipendenza facendolo dormire sempre nella sua culla. Usare con i Signori Figli un tono fermo ma gentile e non alzare mai la voce. Al mattino svegliarli con estrema dolcezza per accompagnarli puntuali a scuola. Scegliere gli istituti scolastici con i programmi formativi migliori. E tante altre cose che i manuali di pedagogia elencano e che io mi guardo bene dal mettere in pratica. Perché io sono una #badmum e queste sono le mie #confessioni.
Che restino tra noi e tra quelli che seguono la mia rubrica su Facebook.



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Sei mesi di prova, il romanzo d'esordio di Federico Fantini

Sei mesi di prova, il romanzo d'esordio di Federico Fantini

Sei mesi di prova, il romanzo d'esordio di Federico Fantini

Libri Comunicato stampa. Sei mesi di prova (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), il romanzo d'esordio di Federico Fantini. Un giovane alla sua prima esperienza lavorativa, lo spaccato di una generazione che ancora coltiva il sogno di un contratto a tempo indeterminato.

Barba: rasata di fresco. Ascelle: lavate e deodorate. Alito: profumato di dentifricio alla menta. Camicia: stirata. La mamma ci ha messo anche l’appretto e adesso la stoffa è tesa e rigida dal colletto ai polsini. Pantalone: gessato, che cade morbido, ma non moscio, sul bordo delle scarpe lucide. Giacca abbinata, ovviamente. E cravatta intonata, di raso, lucida, ma di una nuance più tenue.
No, non sto andando a sposarmi. Ciò significherebbe che ho una ragazza, per lo meno, e non ce l’ho. No, non mi sto neanche preparando per essere il testimone. Vi do un indizio.
Se voi poteste vedermi adesso che sono uscito dal bagno, dove mi sono osservato tanto a lungo di fronte allo specchio appannato dall’umidità, notereste che tengo in mano un’elegantissima valigetta ventiquattro ore, nera, di pelle, regalo della mamma per la mia laurea. Sul naso ho appoggiati un paio di occhiali dalla montatura nera, molto seriosi e professionali. Afferro le chiavi della macchina, sorrido con un sorriso smagliante e sono pronto.
Non avete ancora capito? Oggi è il mio primo giorno di lavoro.
Federico Fantini, Sei mesi di prova



Sei mesi di prova

di Federico Fantini
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa
ISBN 978-8833666150

Sinossi

Non pago di essere nato e cresciuto nella città di R., ha pure trovato impiego a pochi chilometri da casa, per la gioia di sua madre, dalla quale ha un’intensa dipendenza psicologica. Ha una sorella maggiore, Emilia, e due nipoti scatenati. Gli piace chiacchierare con gli amici davanti a una birra e ha un rapporto controverso col caffè. Ha una passione sfrenata per i fumetti della Marvel e il sogno di un contratto a tempo indeterminato nella sua azienda, la “prima in Italia nel suo settore”.
Riuscirà a ottenere il tanto agognato posto fisso? Riuscirà a entrare nelle grazie della sua responsabile, Paola Zara?

«Il lavoro è come una scatola in cui chi è fuori vorrebbe entrare e chi è dentro vorrebbe uscire.»

Federico Fantini

Federico Fantini, classe 1990, è un personaggio che, non riuscendo a scovare un autore che parlasse di lui, ha deciso di diventare autore di se stesso e di scrivere un’autobiografia sul suo rocambolesco esordio nel mondo del lavoro. Questo è il suo primo libro, e, se non succede più nulla di folle, se la girandola di colleghi e parenti che lo circonda si darà una calmata, sarà anche l’ultimo.


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