Gli scrittori della porta accanto
La forma del sole
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[Libri] La forma del sole, di Giulia Mastrantoni

[Libri] La forma del sole, di Giulia Mastrantoni

La forma del sole, di Giulia Mastrantoni - Gli scrittori della porta accanto

Recensione di Elena Genero Santoro. La forma del sole, di Giulia Mastrantoni, StreetLib, 2017. Il tentativo di ritrovare la luce dando valore alle cicatrici, la voglia di trasformare in lezioni di vita interiore le piccole paure del quotidiano.

Una raccolta di racconti tutti diversi fra loro, alcuni realistici, altri dal taglio fantasy o paranormal.
Non mancano i vampiri e nemmeno gli gnomi, troverete l’oroscopo e persino delle poesie.
È un girare di amori,
sono tutti diversi,
alcuni si sono persi.
Giro giro tondo.
Girerà anche per te.
Eppure in questo panorama vario riconoscerete dei trait d’union.
Innanzitutto lo stile leggero e fresco di una giovanissima promessa della scrittura, quale Giulia Mastrantoni è. Scrittura fresca, ma non acerba, anzi, molto curata e accurata, puntigliosa, senza una sbavatura. Stile leggero, ma non disimpegnato. Infatti c’è un messaggio in ogni racconto.
Per esempio c’è una storia surreale che sembra far temere la fine del mondo e che racconta di un certo Steve che il mondo l’ha cambiato per davvero…
Marzia doveva farsi assumere da Steve e impedire che il suo strano marchingegno appena inventato prendesse piede nel mondo. Sarebbe stata la fine dei rapporti tra gli umani, se quella macchina infernale fosse approdata sul mercato internazionale. Quell’aggeggio avrebbe potuto cambiare la vita di tutti e segnare un punto di non ritorno nella storia dell’umanità. Non potevano permetterlo. Quello strumento sarebbe diventato una fonte di tortura e un incubo perenne. Sarebbe stato una droga e una maledizione. Uno spreco e una costrizione. Un di più, eppure una futilità necessaria. Non doveva accadere. Steve andava fermato immediatamente.
Ma c’è un messaggio più generale e trasversale ne La forma del sole: ragazze, abbiate cura di voi. Non permettete all’universo maschile di calpestarvi. Donate amore, ma non lesinate mai sull’autostima. Sorridete alla vita, sorridete al futuro, amate e amatevi.
Non cedete alle tentazioni facili dell’autocommiserazione e dell’isolamento. Rialzatevi e dimostratevi che, nonostante le cicatrici, forse proprio grazie a quelle cicatrici, siete diventati migliori. Più forti. Più consapevoli di ciò che desiderate per il futuro. Non c’è niente di male nel sanguinare per un po’ di tempo. Abbracciate il dolore e lasciate che faccia il suo corso. Non durerà per sempre e, posso garantirvelo, dopo sarà bellissimo. Dal mondo dei nuovi inizi è tutto.


La forma del sole - Gli scrittori della porta accanto

La forma del sole

Ci sono libri che aprono ferite, altri che le guariscono. E poi ci sono loro, le storie scritte per isolarsi dal mondo, per recuperare il sorriso e la voglia di vivere, imparando a convivere con le cicatrici. La forma del sole è nato come un tentativo di ritrovare la luce, laddove c’erano troppe ombre, valorizzando ogni cicatrice e intessendovi sopra delle storie che ne demistificassero la realtà del passato. Ѐ la voglia di trasformare in lezioni di vita interiore le piccole paure del quotidiano, le piccole delusioni che fanno male all’anima, ma che possono tramutarsi in arcobaleni che seguono la tempesta.
Questi racconti cercano un riparo dal mondo, una stanza colorata in cui esista solo lo spazio per pensare a come trasformare in luce il pensiero più svogliato. Sono privi di qualunque pretesa, ma si fanno portatori della speranza di rendervi felici. La felicità non sta nel mondo esterno, quanto nella nostra capacità di sorridere della vita, imparando che, anche quando non tutto va come vorremmo, c’è quella meravigliosa possibilità chiamata futuro che può regalarci una vita nuova. Sono racconti che fanno ironia in modo delicato, lasciando che la fantasia faccia il resto. Ci sono Brad Pitt e il Bianconiglio che rincorrono il tempo perduto, un vecchio che prepara cioccolate calde alle storie d'amore a brandelli e vampiri che non sono protagonisti della loro storia. Ci sono anche stralci di oroscopo, perché il futuro è un grande punto interrogativo che ci accompagna in ogni momento.
La forma del sole è la ricerca di un mondo parallelo e felice, in cui i pensieri colorino ogni angolo della mente.

di Giulia Mastrantoni | Gli scrittori della porta accanto per StreetLib | Racconti
ISBN 978-8826054421 | ebook 0,99€ | cartaceo 8,99€
Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag.
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni.
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.
Immagina di aver sognato, PubGold.
Diventa realtà, PubGold.
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[Libri] "La forma del sole" di Giulia Mastrantoni, pag. 69 | #104

[Libri] "La forma del sole" di Giulia Mastrantoni, pag. 69 | #104

La forma del sole, di Giulia Mastrantoni - Copertina

La forma del sole, di Giulia Mastrantoni, collana Gli Scrittori della Porta Accanto, 2017. Una raccolta di racconti per lenire ferite e riuscire a vivere bene con le proprie cicatrici.

120 pagine  | cartaceo 8,99€ | ebook 0,99€

Avrei potuto continuare a mettere giù pagine e pagine di fantasie, di sogni e di desideri, ma non ho voluto farlo perché il mondo non ha bisogno dell’ennesima storia d’amore fittizia, che accade solo nella testa di chi scrive. Ci sono talmente tante bugie nel mondo, che aggiungerne un’altra mi sembrava inutile. Volevo parlare di speranza vera a chi avrebbe letto il mio romanzo. Volevo infondere fiducia e coraggio alle gocce che, come me, si sentivano delle perdenti, ma volevo che fosse una fiducia che avesse davvero origine dalla realtà. Insomma, “Abbasso le parole facili” era il mio motto e quel romanzo continuava a non accingersi a vedere la luce. Ed io aspettavo.
Ero disperata e allora ho iniziato a fare di tutto: a saltare le lezioni, a pensare incessantemente al goccio, a scrivergli bigliettini anonimi, a nascondermi durante i temporali, a vivere in solitudine. Insomma, davvero, ero l’ombra di un’ombra di un’ombra di una goccia. Ero innamorata di lui, che non mi considerava neppure, e non pensavo di poter avere una vita senza quel goccio.
Sarò sincera: ho sofferto tanto e me la sono sempre presa con me stessa. Non sapevo cadere dalle nuvole, non sapevo farmi amare ed ero una fifona. Ora ringrazio ogni sera il destino che non ha voluto che scrivessi quel maledetto romanzo d’amore. Non solo sono riuscita a imparare a cadere, ma ho anche imparato a volare. Ho imparato a piroettarmi in aria e a scendere in impennata. E tutto questo da sola, perché io non ho bisogno di nessun goccio. La fiducia in me stessa l’ho trovata dentro di me e ho lavorato sodo per tirarla fuori. Ora è la mia corazza, la mia armatura, la cosa di cui vado più fiera e che mi spinge a non mollare. Nella storia della mia vita non c’è nessuna passionale ricerca dell’amore e nessun torrido ricordo. Ci siamo solo io, la mia voglia di vivere e il coraggio di andare avanti. Se l’amore arriva, è il benvenuto. Ma se non arriva, io ho me stessa e mi basto. Mai più perdere notti insonni per il goccio sbagliato. Se è amore vero, fa tutto da solo. Altrimenti, meglio lasciar perdere. Anche voi potete essere l’arcobaleno della vostra vita, perché disponete di tutti i colori per creare un disegno meraviglioso e indimenticabile. Createlo e siate fieri di vivere al suo interno. L’eroe che vi serve è dentro di voi. Dal mondo dell’aria e delle nuvole è tutto.

~ 69 ~

Quarta di copertina
"La forma del sole" di Giulia Mastrantoni.

Ci sono libri che aprono ferite, altri che le guariscono. E poi ci sono loro, le storie scritte per isolarsi dal mondo, per recuperare il sorriso e la voglia di vivere, imparando a convivere con le cicatrici. La forma del sole è nato come un tentativo di ritrovare la luce, laddove c’erano troppe ombre, valorizzando ogni cicatrice e intessendovi sopra delle storie che ne demistificassero la realtà del passato. Ѐ la voglia di trasformare in lezioni di vita interiore le piccole paure del quotidiano, le piccole delusioni che fanno male all’anima, ma che possono tramutarsi in arcobaleni che seguono la tempesta.
Questi racconti cercano un riparo dal mondo, una stanza colorata in cui esista solo lo spazio per pensare a come trasformare in luce il pensiero più svogliato. Sono privi di qualunque pretesa, ma si fanno portatori della speranza di rendervi felici. La felicità non sta nel mondo esterno, quanto nella nostra capacità di sorridere della vita, imparando che, anche quando non tutto va come vorremmo, c’è quella meravigliosa possibilità chiamata futuro che può regalarci una vita nuova. Sono racconti che fanno ironia in modo delicato, lasciando che la fantasia faccia il resto. Ci sono Brad Pitt e il Bianconiglio che rincorrono il tempo perduto, un vecchio che prepara cioccolate calde alle storie d'amore a brandelli e vampiri che non sono protagonisti della loro storia. Ci sono anche stralci di oroscopo, perché il futuro è un grande punto interrogativo che ci accompagna in ogni momento.
"La forma del sole" è la ricerca di un mondo parallelo e felice, in cui i pensieri colorino ogni angolo della mente.


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"La forma del sole", racconti di Giulia Mastrantoni

"La forma del sole", racconti di Giulia Mastrantoni

"La forma del sole", racconti di Giulia Mastrantoni

Collana Gli scrittori della porta accanto per StreetLib

A dicembre 2016, il gruppo si affaccia all'editoria indipendente, appoggiandosi alla piattaforma StreetLib, per lanciare una propria collana di pubblicazioni collettive e di singoli autori.
La collana Gli scrittori della porta accanto raccoglie una selezione di libri inediti o seconde edizioni sottoposte a un accurato editing. Appartengono alla collana anche tutte le pubblicazioni collettive de Gli scrittori della porta accanto, come la raccolta di racconti illustrati Un racconto per capello, la raccolta di ricette ispirate ai libri L'appetito vien leggendo, la raccolta di poesie dedicate ai papà Caro papà… Le parole non dette e Storie inventate in un giorno di pioggia, che racchiude tutti i nostri inediti d’autore pubblicati fino a marzo 2017 sul sito www.gliscrittoridellaportaaccanto.com.








LA FORMA DEL SOLE

LA FORMA DEL SOLE

Autore: Giulia Mastrantoni
Editore:  StreetLib
Collana: Gli scrittori della porta accanto
Genere: Racconti
ASIN: B075HV41V9




Costo Ebook: 0,99€ 
StreetLib
Amazon
Kobo

Costo Cartaceo: 8,99€ 
StreetLib








Ci sono libri che aprono ferite, altri che le guariscono. E poi ci sono loro, le storie scritte per isolarsi dal mondo, per recuperare il sorriso e la voglia di vivere, imparando a convivere con le cicatrici. La forma del sole è nato come un tentativo di ritrovare la luce, laddove c’erano troppe ombre, valorizzando ogni cicatrice e intessendovi sopra delle storie che ne demistificassero la realtà del passato. Ѐ la voglia di trasformare in lezioni di vita interiore le piccole paure del quotidiano, le piccole delusioni che fanno male all’anima, ma che possono tramutarsi in arcobaleni che seguono la tempesta.
Questi racconti cercano un riparo dal mondo, una stanza colorata in cui esista solo lo spazio per pensare a come trasformare in luce il pensiero più svogliato. Sono privi di qualunque pretesa, ma si fanno portatori della speranza di rendervi felici. La felicità non sta nel mondo esterno, quanto nella nostra capacità di sorridere della vita, imparando che, anche quando non tutto va come vorremmo, c’è quella meravigliosa possibilità chiamata futuro che può regalarci una vita nuova. Sono racconti che fanno ironia in modo delicato, lasciando che la fantasia faccia il resto. Ci sono Brad Pitt e il Bianconiglio che rincorrono il tempo perduto, un vecchio che prepara cioccolate calde alle storie d'amore a brandelli e vampiri che non sono protagonisti della loro storia. Ci sono anche stralci di oroscopo, perché il futuro è un grande punto interrogativo che ci accompagna in ogni momento.
"La forma del sole" è la ricerca di un mondo parallelo e felice, in cui i pensieri colorino ogni angolo della mente.



L'autrice

Giulia Mastrantoni
Giulia Mastrantoni
Nasco a Frosinone nel 1993, mi laureo in Inglese e Francese a Udine e nel frattempo vivo tra Italia, Inghilterra, Canada, Germania e Australia, sia per motivi di studio che per tirocini di vario genere.
Dato che scrivere è quello che mi rende viva, durante gli studi collaboro all’inserto Scuola del Messaggero Veneto, scrivo per il mash up online SugarPulp e per la rivista dell’Università di Trieste Sconfinare. Attualmente scrivo articoli e recensioni per Gli Scrittori della Porta Accanto e Berlino Magazine, mentre porto avanti i miei progetti letterari.
A proposito di questi ultimi, i miei racconti fanno parte di svariate antologie, sono pubblicati su vari siti e sono stati trasposti in audio per alcune radio. Ma è nel 2015 che arrivano i traguardi importanti.
Vinco il primo premio per la sezione Narrativa Giovani al concorso internazionale Napoli Cultural Classic e mi classifico seconda al Premio Marudo. Nel maggio dello stesso anno, pubblico la raccolta di racconti Misteri di una notte d’estate con Edizioni Montag.
Nel 2016, viene pubblicato il mio romanzo breve Veronica è mia, per Panesi Edizioni, e inauguro la collana digitale di racconti brevi Short Tales. Nel frattempo, vengono pubblicate diverse traduzioni di romanzi di autori emergenti da me curate.
Nel dicembre 2016, per concludere l’anno in bellezza, mi classifico terza al premio letterario Lugalè per romanzi brevi.
Per non farmi mancare nulla, nel 2015, ho co-condotto il programma radio #rockYOU per band emergenti in FVG e negli anni precedenti mi sono dedicata all’interpretariato per vari festival di cinema e letterari. Nel 2017, sono stata conduttrice Radio Book per Gli Scrittori della Porta Accanto, sbarcando sul pianeta delle webradio grazie alla collaborazione con Radio Big World. Annoiarmi non mi piace proprio.
Questo mese è uscito anche un altro mio romanzo, One Little Girl. From Italy to Canada per Genesis Publishing in edizione digitale in inglese.
In prossima pubblicazione c'è una nuova opera: La felicità nel cassetto per Echos Edizioni in versione cartacea.
Tra i progetti per il futuro: scrivere, viaggiare e imparare il più possibile. Perché non esiste un traguardo, ma solo una vita da vivere appieno. 
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[Libri] "La forma del sole" di Giulia Mastrantoni, recensione di Andrea Pistoia

[Libri] "La forma del sole" di Giulia Mastrantoni, recensione di Andrea Pistoia

La-forma-del-sole-Giulia-Mastrantoni-recensione

La forma del sole, di Giulia Mastrantoni, Echos Edizioni, 2017. Ironia, sensibilità e spessore narrativo in una raccolta di racconti e qualche poesia: le mille sfaccettature contraddittorie e variopinte della realtà e dei sentimenti. 

Un libro di Giulia Mastrantoni è sempre sinonimo di qualità. Ecco perché quando scrive un’opera nuova, non posso far a meno di buttarmi a capofitto nella lettura e restarne ogni volta piacevolmente soddisfatto. Infatti, come previsto, La forma del sole’ non mi ha deluso affatto. Anzi, è stata persino una ventata d’aria fresca che mi ha risvegliato il piacere di leggere un buon libro (o, per essere più precisi, racconti e poesie). Giulia li scrive muovendosi tra i vari generi e stili con una naturalezza e disinvoltura senza eguali, dimostrando quanto un bravo scrittore lo sia in ogni campo e prova letteraria. 
I vari racconti dipingono ambientazioni ed episodi di vita quotidiana e sempre diversi, i quali stupiscono e fanno riflettere. Già, perché l’autrice non si limita a narrare una storia fine a sé stessa, giusto per rendere il volume più corposo, ma cerca sempre di spingere il lettore a focalizzarsi su un particolare, su un concetto, su una morale, che metta in gioco le proprie convinzioni, anche le più profonde, e ad abbracciare nuovi punti di vista. A volte va ulteriormente oltre, spiazzando il lettore grazie ad un’abile mossa di ‘depistaggio’ che si conclude con uno stravolgimento della trama, un ribaltamento delle carte in tavola, sul finale, sinonimo di un colpo di genio narrativo e di un’arguta immaginazione. 
Il racconto della goccia d’acqua che ha bisogno di una sua simile più ‘esperta’ per imparare a volare, l’intreccio ricco di colpi di scena amorosi tra alcune persone, una provetta ‘Harry Potter’ istruita per salvare l’umanità da un pericolo mortale o l’uomo che prepara cioccolata calda alle storie d’amore infrante, sono solo alcuni dei tanti racconti che mi hanno conquistato per la loro capacità di mostrarmi le mille sfaccettature contraddittorie e variopinte della realtà e dei sentimenti
Ogni racconto è scritto con una tale sensibilità che è spontaneo chiedersi come una ragazza così giovane possa essere già così saggia e profonda. Senza contare che ciò che si percepisce in ogni racconto (al di là che questo faccia intenerire, strappare un sorriso o commuovere) è l’essere scritto con il cuore. Lo dimostra palesemente il fatto che ogni volta che concludevo la lettura di un racconto avevo il desiderio di leggere il successivo sperando che avesse la stessa ironia, sensibilità e spessore narrativo (e ci riusciva. Oh, sì che ci riusciva!). 
Questo è uno di quei libri che meritano di entrare nella mia libreria personale, tra i libri che adoro e che vorrei rileggere al più presto. Vivamente consigliato.


La-forma-del-sole

La forma del sole

È la voglia di trasformare in lezioni di vita interiore le piccole paure del quotidiano, le piccole delusioni che fanno male all'anima, ma che possono tramutarsi in arcobaleni che seguono la tempesta. Questi racconti cercano un riparo dal mondo, una stanza colorata in cui esista solo lo spazio per pensare a come trasformare in luce il pensiero più svogliato. Sono privi di qualunque pretesa, ma si fanno portatori della speranza di rendervi felici. La felicità non sta nel mondo esterno, quanto nella nostra capacità di sorridere della vita, imparando che, anche quando non tutto va come vorremmo, c'è quella meravigliosa possibilità chiamata futuro che può regalarci una vita nuova. Sono racconti che fanno ironia in modo delicato, lasciando che la fantasia faccia il resto. Ci sono Brad Pitt e il Bianconiglio che rincorrono il tempo perduto, un vecchio che prepara cioccolate calde alle storie d'amore a brandelli e vampiri che non sono protagonisti della loro storia. Ci sono anche stralci di oroscopo, perché il futuro è un grande punto interrogativo che ci accompagna in ogni momento. 

di Giulia Mastrantoni | Echos Edizioni | Racconti
ISBN 978-8898824885 | cartaceo 9,50€
Andrea-Pistoia

Andrea Pistoia
Nasco in una solare giornata di luglio a Vigevano. A dodici anni scoppia l’amore per la letteratura. Affronto la scuola come un condannato a morte. In compenso la mia cultura extra-scolastica cresce esponenzialmente. Dopo due anni vissuti a Londra, torno in Italia come blogger, giornalista, recensore di fumetti e sceneggiatore di un fumetto online per una nota casa editrice. Chitarrista dei ‘Panama Road’, direttore editoriale di una fanzine online.
Ancora e mai più (nelle mutande),
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La forma del sole, di Giulia Mastrantoni: incipit

La forma del sole, di Giulia Mastrantoni: incipit



Incipit #118 La notte era scesa lentamente sulla campagna e tutti se n’erano andati dal pub. Tutti eccetto un vecchio.


La forma del sole

di  Giulia Mastrantoni
Gli Scrittori della Porta Accanto
ebook 2,99€
cartaceo 9,50€



Lui rimaneva seduto lì fuori, sotto una luce elettrica che si rompeva in mille frammenti sul suo volto, filtrata dalle foglie di un salice troppo capelluto.
Avrebbe potuto benissimo essere un uomo qualunque, specialmente considerati la sua figura ricurva e lo sguardo vacuo, ma non lo era. Si chiamava Brad Pitt e era l’uomo per il quale tutte le donne del mondo avevano sospirato, almeno una volta nella vita.
Ora quel passato sembrava lontano anni luce, ormai; nessuna donna sospirava più per lui da decenni. Adesso Brad era solo un vecchiaccio in sovrappeso che tracannava vino nelle notti di inizio agosto. Da solo.
“Benvenuti a Hollywood”, pensò buttando giù un altro sorso e dando il benvenuto a un pubblico immaginario precipitatosi lì solo per lui. Sollevò il bicchiere e brindò alla salute di un passato che era stato brillante. Osservò le sue dita che stringevano il vetro di mediocre qualità. Mandò giù un’altra sorsata, senza preoccuparsi del fatto che ormai il recipiente fosse vuoto. Come pure la bottiglia lì accanto.
Angelina era solo un ricordo lontano, oramai. Quando la bellezza aveva iniziato a svanire, la donna si era ritrovata schiacciata sotto il peso di un mondo che ci vuole perfetti e smaglianti a ogni età. Non aveva retto a quelle costrizioni sociali che la spingevano a essere bella e aveva deciso di scappare il più lontano possibile. In un luogo dove nessuno avrebbe potuto prendersi gioco dei suoi scatti imperfetti che i paparazzi rubavano quasi quotidianamente alla sua privacy. Aveva scelto di fuggire al Polo Nord, perché nessuno potesse guardarla. E anche per un’altra ragione.
Brad afferrò la bottiglia e cercò di farne uscire le ultime gocce di vino. Sì, Angelina era andata via anche per un altro motivo. Non era stata casuale, la scelta del Polo Nord. Mentre scuoteva la bottiglia, maledì dentro di sé il giorno in cui le aveva mostrato quell’articolo. Cosa non si inventano i giornalisti, pur di vendere qualche copia in più.
In quell’articolo disgraziato, c’era scritto che il freddo impedisce la formazione delle rughe. E allora Angelina aveva fatto quello che solo una donna che ha vissuto sotto i riflettori per tutta la sua esistenza avrebbe scelto di fare: aveva sposato un aborigeno per ottenere la cittadinanza e aveva deciso di trascorrere i suoi ultimi anni lì, a combattere una vecchiaia che il mondo non voleva ammettere essere naturale.
Brad, nonostante l’articolo e nonostante la fuga di Angelina, aveva optato per una terza età dignitosa.
Poco importava se al mondo il suo corpo non piaceva più. Lui non avrebbe fatto nulla per opporsi all’avanzare naturale del tempo.
Era rimasto. Aveva deciso di restare e di affrontare quel mondo senza nascondersi dietro una perfezione artificiale. Aveva fallito.
Alcolizzato e burbero, il suo presente non era un turbinio di amicizie e di feste. Non era neppure lontanamente paragonabile a quello che era stato.
Brad sospirò. Maledetta vecchiaia. “Dignitosa, sì”, pensò guardando il calice di vino che gridava pietà. Lo lasciò andare. Lo aveva spremuto fino all’ultima goccia. Maledetto vino. Non aveva fatto alcun effetto. Era ancora sobrio.
Il barista, oramai, era abituato a ritrovare Brad addormentato e sbronzo il mattino successivo. Era una routine. Erano entrambi ben felici di fare colazione insieme, Brad con le aspirine per combattere il dopo sbronza, il barista con un cappuccino per combattere il sonno e allietare l’inizio di giornata.
E così tutto era andato in pezzi. La fama, l’amore, i suoi ideali. Non aveva cambiato il mondo. Non lo aveva convinto che invecchiare fosse naturale. Aveva solo perso tutto. Bell’affare.
Si alzò per sgranchirsi le ossa, che scricchiolavano pericolosamente. La mente, purtroppo, era davvero sobria. Non gli girava neppure la testa. Maldetto vino.
Si incamminò verso il laghetto e si specchiò sulla superficie dell’acqua.
La notte era giovane, era da vivere, era da abbraciare. Lui era da buttare. Osservò l’orologio. Maledetto vino. Aveva bevuto per ore e non gli aveva procurato alcun effetto. Era tardi e lui era perfettamente sobrio. Maledetto vino.
«È tardi, è tardi!»
«Lo so. Ormai non trovo altri pub aperti... »
«E cosa vorrebbe fare in un pub, di grazia?»
Brad si voltò. Ci mancava solo il buon samaritano di turno, a dirgli che non si deve bere, specialmente non alla sua età, e che la vita è bella e che coraggio, la vecchiaia non è mica così brutta.
Pensò che, almeno per stasera, potesse concedersi di mandare a quel paese chiunque si fosse permesso di spronarlo alla felicità. E che cavolo! Non gli era rimasto neanche il diritto di essere miserabile, ora?
Si girò e osservò lo spazio circostante, con l’insulto pronto e l’occhio non troppo sveglio.

Guanti e panciotto bianchi, cipolla d’oro. Il Bianconiglio in carne e orecchie lo guardava con occhi luccicanti.

«Se lei avesse un po’ di cervello in più, mio caro, non avrebbe bevuto quel vino. Vodka, amico mio, vodka! Cosa si aspettava? Che un banale vino le procurasse una bella sbronza? Alla sua età, certe cose dovrebbe saperle, no?»
Brad lo guardò allibito. Possibile che l’alcol gli stesse facendo quell’effetto? Eppure, era sobrio.
«D’altra parte, è un bene che stasera si sia fermato al vino. Stasera deve essere sobrio, sa? Ci sono progetti per lei. Progetti, sì».
Brad si appoggiò a un tronco lì accanto. Se avesse dovuto rinunciare al vino, la sua vita sarebbe finita. Cosa gli era rimasto, se non l’alcol? Le allucinazioni non lo avrebbero fermato. Avrebbe continuato a sbronzarsi a piacimento. La salute mentale era secondaria.
«Eh certo. Ci mancava anche questa, no... », mormorò.
«Suvvia, non inizi ad autocommiserarsi. Il mio stipendio non prevede la mansione di consolarla e non ho intenzione di farmene carico come omaggio della ditta. Si alzi, avanti! Non abbiamo molto tempo. Venga con me».
Se Brad fosse stato giovane e bello, non lo avrebbe seguito. Figurarsi se in una deliziosa notte di agosto come quella non aveva di meglio da fare che correre dietro a un coniglio panciuto. Ma era vecchio. La gioventù lo aveva salutato da un pezzo e francamente no, non aveva niente di meglio da fare che correre dietro a un’allucinazione. Che è quello che facciamo un po’ tutti, poi.
Iniziò a camminare. Di sicuro, fare un po’ di moto non poteva nuocergli, pensò osservando la sua pancetta.
«Dove andiamo?», chiese consapevole del fatto che di certo non potesse andare peggio di così.
«Che domande! Nel Paese delle Bianconiglie», rispose quello.
«Dove?», biascicò l’altro immaginandosi tante conigliette che ballavano il can can. Ne era passato di tempo, da quando qualcuna di loro lo aveva approcciato con intenzioni poco pudiche.
«Nel Paese delle Meraviglie, amico mio. Mi piacerebbe un Paese delle Bianconiglie, ma non esiste. Sa com’è, a una cert’ora anch’io inizio a sognare… una coniglia con cui dividere la vita… avere dei nipotigli un giorno…», rispose il Bianconiglio.
Brad lo osservò. Aveva senso, chidere a quell’esserino bianco chi fosse? Probabilmente no. Sarebbe stata come una battuta da film mediocre. Optò per qualcosa di più originale, almeno secondo lui.
«Ma lei da dove viene?»
«Dal Paese delle Meraviglie, ma sono nato in Spagna. Ritmo caliente se baila in Spagna. Un peccato che qui non balliate così.»
L’assurdità della situazione non andava diminuendo.
«Io ballavo da giovane», replicò piccato. Tanto valeva insegnare il rispetto per le star in ascesa, a quell’allucinazione.
«Lei faceva tante cose da giovane, ma non mi dica che ballava. Quello non è ballare. Lei si muoveva più o meno a tempo, ma il ritmo spagnolo, quello se lo sogna», rispose un Bianconiglio sculettante che si affrettava verso una meta ancora sconosciuta a Brad. «Io posso vantarmi di averlo, modestia a parte», concluse annuendo.
Brad si fermò. Ma possibile che anche le sue allucinazioni dovessero prendersi gioco di lui?
«E ora? Ora cos’è che fa?», sbraitò il Bianconiglio. «Non si fermi, avanti! Si muova! Non cincischi, direbbe qualcuno.»
Ricominciarono a camminare.
«Vede, la sua vita, le vostre vite da star… Sono tutte uguali! Fate, fate, fate, correte, correte, correte, scalate, scalate, scalate, e raggiunta la cima non fate che scendere», lo rimbrottò.
Ormai l’allucinazione sembrava aver preso il via con le critiche, pensò Brad. Doveva sicuramente essere il suo subconscio che lo stava perseguitando. Maledetto io interiore con la sua stupidissima carenza di autostima.
«Io non volevo mica scendere», replicò Brad. «Crede forse che qualcuno di noi lo voglia? Solo che capita, la vita va così. Hollywood non vuole chi sa di stantìo.»
«Stantìo? Ma si senta! Ci credo che non la voglia più nessuno… Se lei è il primo a descriversi così, perché gli altri dovrebbero pensarla ancora giovane?»
Ma che subconscio era? Aveva sicuramente degli sdoppiamenti di personalità. Prima la frecciatina e poi il complimento.
Il bianconiglio si fermò e indicò qualcosa.
«Forza, salti.»
Stava indicando un grosso buco nero alla base di un salice piuttosto malandato e molto più grosso di quello sotto il quale Brad era stato seduto fino a poco prima.
Brad lo guardò. Quel salice aveva bisogno di un bravo parrucchiere, si disse. E saltò. Tanto peggio di così, pensò.

Quarta di copertina
"La forma del sole" di Giulia Mastrantoni, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni, 2017.

Ci sono libri che aprono ferite, altri che le guariscono. E poi ci sono loro, le storie scritte per isolarsi dal mondo, per recuperare il sorriso e la voglia di vivere, imparando a convivere con le cicatrici.
La forma del sole è nato come un tentativo di ritrovare la luce, laddove c’erano troppe ombre, valorizzando ogni cicatrice e intessendovi sopra delle storie che ne demistificassero la realtà del passato. Ѐ la voglia di trasformare in lezioni di vita interiore le piccole paure del quotidiano, le piccole delusioni che fanno male all’anima, ma che possono tramutarsi in arcobaleni che seguono la tempesta. Questi racconti cercano un riparo dal mondo, una stanza colorata in cui esista solo lo spazio per pensare a come trasformare in luce il pensiero più svogliato.
Questi racconti sono privi di qualunque pretesa, ma si fanno portatori della speranza di rendervi felici. La felicità non sta nel mondo esterno, quanto nella nostra capacità di sorridere della vita, imparando che, anche quando non tutto va come vorremmo, c’è quella meravigliosa possibilità chiamata futuro che può regalarci una vita nuova. Sono racconti che fanno ironia in modo delicato, lasciando che la fantasia faccia il resto. Ci sono Brad Pitt e il Bianconiglio che rincorrono il tempo perduto, un vecchio che prepara cioccolate calde alle storie d'amore a brandelli e vampiri che non sono protagonisti della loro storia. Ci sono anche stralci di oroscopo, perché il futuro è un grande punto interrogativo che ci accompagna in ogni momento. La forma del sole è la ricerca di un mondo parallelo e felice, in cui i pensieri colorino ogni angolo della mente.



★★★★★

Il buon giorno si vede dal mattino, dicono, e un buon incipit e una copertina accattivante possono essere il perfetto bigliettino da visita di un libro.
Secondo voi, quante stelline si merita il biglietto da visita di questo libro?

Tutti i nostri incipit:


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