Gli scrittori della porta accanto
Un errore di gioventù
Un errore di gioventù
Un errore di gioventù, un romanzo di Elena Genero Santoro

Un errore di gioventù, un romanzo di Elena Genero Santoro

Un errore di gioventù, un romanzo di Elena Genero Santoro

Libri Comunicato stampa. Un errore di gioventù (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), di Elena Genero Santoro: un intreccio di storie e persone con i tempi narrativi tipici di un film.

Ne parlò con la mamma e lei le ripeté di stare tranquilla, che la pediatra aveva detto che con la crescita tutto sarebbe passato, che presto si sarebbe sentita un maschio come tutti gli altri. Cioè, era “sbagliata”, ma prima o poi sarebbe guarita spontaneamente. I suoi desideri, le sue aspirazioni, la sua natura femminile, tutto si sarebbe affievolito da sé, una volta che fosse cresciuta. Così si pose in un atteggiamento di attesa. Aspettava di diventare finalmente il maschio che sarebbe dovuta essere, con tutte le pulsioni del caso. Nel frattempo andava alla scuola di calcio, che odiava, sotto l’occhio vigile di suo padre che la faceva sentire una fallita ogni volta che sbagliava un passaggio, il che capitava di continuo. Ogni volta che si apprestava a indossare scarpette chiodate e pantaloncini, sentiva uno spasmo nel bassoventre.
Solo che non succedeva. Per quanto si impegnasse, per quanto cercasse di passare inosservata agli occhi di suo padre, la trasformazione non avveniva. Non si tramutava in un maschio solo perché lo desiderava, o perché gli altri se lo aspettavano. E il suo senso di inadeguatezza cresceva a dismisura. Poi arrivò l’adolescenza e a quel punto fu ancora peggio. Quando le uscì la barba, quando le venne la prima erezione spontanea, fu una tragedia. Vedeva il suo corpo cambiare e diventare qualcosa di cui aveva orrore. Non accettava quel guscio orrendo, con il pene ingrossato, con i peli dappertutto. Ma ora era un vero disastro. Anche perché l’atteggiamento ostile di suo padre proprio non la agevolava. A un certo punto smise di mangiare. Chissà perché si era convinta che se non si fosse nutrita, anche le brutte novità che stavano invadendo il suo corpo avrebbero perso vigore e si sarebbero fermate. Il tutto con grande costernazione di sua madre che, allarmata, pensò di rivolgersi a uno psicologo. Ma Teresa non voleva che un estraneo si intromettesse nei fatti suoi, voleva solo che la sua famiglia la capisse e la approvasse.

Elena Genero Santoro, Un errore di gioventù


Un errore di gioventù

Un errore di gioventù

di Elena Genero Santoro
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa
ISBN 978-88-6307-515-1

Sinossi

Futura è incinta per la seconda volta e a Patrick sembra che il loro mondo sia perfetto, ma una notizia dal passato potrebbe scombinare tutto. Patrick infatti viene contattato da una sua ex, Arlene, che gli confessa di avere una figlia quasi adolescente, che potrebbe essere sua. Lui però, appreso ciò, non ha il coraggio di rivelarlo alla moglie. Inoltre anche una seconda notizia è destinata a portare dolore. Futura e Patrick sono da anni gli amici di penna di Luis, incarcerato in Alabama per un omicidio commesso quindici anni prima sotto l’effetto di stupefacenti e condannato a morte. Ora l’iter processuale è terminato e l’esecuzione è stata fissata proprio nel giorno in cui per la gravidanza di Futura è previsto il termine. Solo Mac, che è un amico di Patrick e Futura, ma anche un personaggio pubblico, potrebbe avere qualche chance per ottenere la grazia per Luis, ma prima dovrebbe mettere da parte i propri pregiudizi.

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Elena Genero Santoro



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Recensione: Un errore di gioventù, di Elena Genero Santoro

Recensione: Un errore di gioventù, di Elena Genero Santoro

Recensione: Un errore di gioventù, di Elena Genero Santoro

Libri Recensione di Stefania Bergo. Un errore di gioventù, di Elena Genero Santoro (PubMe). Un romanzo con i tempi narrativi tipici dei film, coinvolgente, grazie anche all’abilità narrativa dell'autrice.

Un errore di gioventù.
In realtà, in questo libro, di errori di gioventù ce ne sono tanti. Infatti, ciò che accomuna i personaggi della trama, oltre ad una qualche parentela o conoscenza seppur indiretta (i famosi “sei gradi di separazione”), è l’aver commesso un errore in gioventù o anche solo nel recente passato.
La trama è articolata ma fluida, un intreccio di storie e persone che nelle prime pagine il lettore non abituato a leggere libri con molti personaggi potrebbe faticare a seguire, avendo Un errore di gioventù i tempi narrativi tipici di un film, per i continui cambi di scena e di luogo.
Londra, Torino, Cristini, Atmore, scandiscono i suddetti cambi di scena dando il titolo ai diversi capitoli e soprattutto una precisa collocazione geografica alle vicende.
I personaggi sono ben caratterizzati e riconoscibili più dall’indole e dalle riflessioni personali che dal nome.

I protagonisti sono molti, anche se Futura e Patrick aprono le danze e concludono il romanzo, assurgendo a ruolo dominante nei confronti degli altri.

I quali risultano essere il fratello o la cognata o l’amico di questa coppia di genitori in attesa della secondogenita Emma.
Le storie narrate non hanno nulla di straordinario. O forse sono straordinarie proprio perché sono realistiche, apparentemente ordinarie, mentre invece toccano temi molto delicati e accompagnano il lettore in profonde riflessioni attraverso le domande che i personaggi stessi si pongono.
Gli errori di gioventù più stridenti sono l’omicidio di un ragazzo come conseguenza di una serata adolescenziale tra droga e alcool, una probabile figlia tredicenne frutto di un’unica notte non protetta, un matrimonio con una donna forse sopravvalutata. Ma attorno a questi, gravitano altri errori, comportamenti in cui ogni lettore si può rispecchiare, che rendono il romanzo coinvolgente, grazie anche all’abilità narrativa di Elena Genero Santoro.

Mi sono affezionata ad alcuni personaggi, più di altri. 

Come ad esempio Luis, il condannato a morte per il suo grave errore di gioventù, che mi ha fatto pensare all’omone del Miglio verde, con cui condivide le sembianze e il colore della pelle. Mi è piaciuta anche Teresa, nata e cresciuta in un corpo da uomo, mentre in realtà si è sempre sentita donna, e ha avuto il coraggio di affrontare la trasformazione, non solo da sola ma anche contro tutti, consapevole e determinata. Ho invece provato un’antipatia a pelle per Manuela e il suo essere concentrata su se stessa, la sua superficialità e il culto dell’apparenza, e per Fabiana, asfissiante e con un’idea di coppia assolutamente adolescenziale, senza flessibilità né fantasia.

I tempi e il finale mi hanno ricordato le commedie Hollywoodiane, in cui, dopo amare vicissitudini e colpi di scena che tengono il lettore inchiodato per la curiosità dell’epilogo, tutto (o quasi) finisce bene. 

In questo caso, i diversi personaggi si ritroveranno attorno al migliore dei finali, che paradossalmente è invece un inizio: la nascita di Emma. Presenze fisiche e spirituali di chi, in un modo o nell’altro, ha “risolto” la propria esistenza con un lieto fine o un’acquisita serenità e consapevolezza necessarie per continuare a sopravvivere. Anche ai proprio errori di gioventù…

Un errore di gioventù di Elena Genero Santoro

Un errore di gioventù

di Elena Genero Santoro
PubMe - Collana Gli Scrittori della Porta Accanto (seconda edizione)
Narrativa
ISBN 9788833664378
ebook 2,99€

Sinossi

Futura è incinta per la seconda volta e a Patrick sembra che il loro mondo sia perfetto, ma una notizia dal passato potrebbe scombinare tutto. Patrick infatti viene contattato da una sua ex, Arlene, che gli confessa di avere una figlia quasi adolescente, che potrebbe essere sua. Lui però non ha il coraggio di rivelarlo alla moglie. Ma anche una seconda notizia è destinata a portare dolore. Futura e Patrick sono da anni gli amici di penna di Luis, detenuto in Alabama per un omicidio commesso quindici anni prima sotto l'effetto di stupefacenti e condannato a morte. Ora l'iter processuale è terminato e l'esecuzione è stata fissata proprio nel giorno in cui è previsto il termine della gravidanza di Futura. Solo Mac, un amico di Patrick e Futura, nonché personaggio pubblico, potrebbe avere qualche chance per ottenere la grazia per Luis, ma prima dovrà mettere da parte i propri pregiudizi.



Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Mwende. Ricordi di due anni in Africa, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
La stanza numero cinque, PubMe Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
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Un errore di gioventù, di Elena Genero Santoro: incipit

Un errore di gioventù, di Elena Genero Santoro: incipit

Incipit #201 Un errore di gioventù, di Elena Genero Santoro (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto).


Un errore di gioventù

di  Elena Genero Santoro
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
cartaceo 13,34€
ebook 4,99€

«Hai misurato la pressione oggi?» domandò Patrick a Futura, prima ancora di salutarla, rincasando. Patrick era molto apprensivo. La prima gravidanza di sua moglie era finita con un cesareo d’urgenza in seguito a un’eclampsia e il fatto che sia madre che figlia fossero sopravvissute era stato un mero caso fortuito. E ora che
lei era al termine della seconda gestazione, lui era intenzionato a non ripetere l’esperienza e tentava di tenere tutto sotto controllo.
«Già due volte: centoquindici su settanta. Più di così!» rispose lei senza scomporsi, continuando a lavorare a maglia immersa nella sua poltrona. Ormai erano mesi che arginava l’ansia del consorte in molti modi. «E non ho il minimo accenno di mal di testa» puntualizzò per completezza di narrazione.

Patrick tirò un sospiro di sollievo. Allora si tolse il giaccone e le scarpe. Poi posò un bacio sulle labbra della moglie e uno sulla pancia, dopo essersi
accucciato di fianco a lei. Evviva. Un altro giorno concluso con bilancio positivo.

«Come va il golfino che stai realizzando?»
«Bene, mi pare. Sono a buon punto. Conto di finire entro breve» rispose Futura, senza alzare lo sguardo.
Patrick sorrise beato, guardandosi intorno. La sua mogliettina adorata. La loro deliziosa prima figlia. La loro casa nuova. Un’altra bambina in arrivo. E un buon lavoro. Finalmente tutto filava a dovere. Era tutto sotto controllo.
«A volte penso che siamo benedetti da Dio. È così favoloso, ora. Se Emma verrà al mondo senza problemi, dovremo veramente dire “Grazie” a Colui che sta lassù per tutto quello che abbiamo.»
Futura smise di sferruzzare e alzò lo sguardo.
«Sì, Dio va ringraziato, ovviamente. Ma, una volta tanto, non essere così modesto. Dio ci ha aiutato, ma anche noi abbiamo fatto la nostra parte. Abbiamo sempre rigato diritto. Quando eravamo studenti ci siamo impegnati, ci siamo dati da fare. Non ci siamo persi in festini, non abbiamo trascorso gli anni ubriachi, ma siamo arrivati in fretta all’obiettivo. Poi abbiamo iniziato a lavorare, subito, in modo serio. E per quanto riguarda il nostro rapporto, non abbiamo mai permesso all’orgoglio di uccidere il nostro amore. Quando siamo entrati in crisi, ci siamo sempre confrontati, non ci siamo lasciati attirare da soluzioni tanto facili quanto ingannevoli e, alla fine, ne siamo sempre venuti fuori. E che dire della tua malattia? Convivi con l’emofilia da quando sei nato, ogni volta che ti fai un graffio bisogna attuare una procedura. Ma non ti scoraggi e cerchi di non farmelo pesare, perché sei risoluto e ammirevole e io non potrei desiderare nulla di più nella
vita che un uomo come te. Dunque se adesso abbiamo creato un angolo di felicità tutto nostro, possiamo pure prenderci un po’ di merito. Diciamolo: siamo stati bravi. Fortunati, benedetti da Dio, ma pure bravi. Ti pare?»
Patrick ci pensò un attimo su. Forse Futura non aveva tutti i torti. In fondo si miete ciò che si semina ed entrambi avevano consacrato la loro esistenza a una condotta seria e scrupolosa. Il loro matrimonio aveva superato alcuni momenti neri, ma poi il sereno era tornato, sia perché l’amore non si era mai sopito, sia grazie alle loro scelte oculate. Forse sua moglie aveva ragione, in effetti. Ciò che avevano costruito non era solo merito del caso, della buona sorte, ma anche della loro attitudine a una vita sana e ordinata.
Quel pensiero gli parve rassicurante. Gli faceva supporre di avere un miglior margine di controllo della propria esistenza. Negli anni Patrick aveva imparato che quella padronanza non avrebbe mai potuto essere globale, che l’emofilia di quando in quando gli avrebbe sempre giocato qualche brutto tiro, ma ora tutto ciò lo turbava meno. Ciò che contava erano gli affetti e quelli li aveva costruiti su solide basi. Amava la sua sposa, con tutto il cuore ed era contraccambiato. Non l’aveva mai tradita, e non intendeva farlo. Adorava la sua primogenita e presto sarebbe diventato di nuovo padre. Non desiderava nulla di più di ciò che aveva e si sentiva felice.

★★★★★

Il buon giorno di vede dal mattino, dicono, e un buon incipit e una copertina accattivante possono essere il perfetto bigliettino da visita di un libro.
Secondo voi, quante stelline si merita il biglietto da visita di questo libro?
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