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[Cinema] "The Danish girl", recensione di Ornella Nalon

THE-DANISH-GIRL


THE DANISH GIRL

Tom Hopper REGISTA
Lucinda Coxon SCENEGGIATORE
Gail Mutrux, Anne Harrison, Tim Bevan, Eric Fellner, Tom Hooper PRODUTTORE
2015 ANNO
Universal Pictures DISTRIBUZIONE
Alexandre Desplat MUSICA
Danny Cohen FOTOGRAFIA

CAST
Eddie Redmayne, Alicia Vikander, Matthias Schoenaerts, Ben Whishaw, Amber Heard, Sebastian Koch, Pip Torrens




"The Danish girl", ispirato alla vita di Mogens Einar Wegener, divenuto poi Lili Elbe, prima persona nella Storia ad essere identificata come transessuale e prima ad essersi sottoposta a una serie di interventi chirurgici per cambiare sesso.

Copenaghen, 1926.
Einer e Gerda sono una coppia di giovani sposi innamorati. Entrambi pittori, lui leggermente più affermato, è un paesaggista mentre la moglie dipinge, per lo più, ritratti su commissione.
Un giorno, una ballerina che doveva posare con un suo abito di scena è in ritardo e Gerda chiede al marito di indossarlo, dal momento che deve soltanto terminare di ritoccare qualche particolare degli accessori. Einer, dopo qualche resistenza, si rende disponibile e, nel momento in cui si ritrova in abiti femminili, scopre di sentirsi suo agio.
The-Danish-girl
Si presterà a posare ancora con abiti da donna per la moglie e queste saranno le occasioni che lo faranno dubitare, sempre con maggiore convinzione, della sua identità di genere maschile, sinché dovrà riconoscere l'esistenza di un suo bipolarismo sessuale. Alla fine, la sua componente femminile prenderà il sopravvento, non senza terribili conflitti interiori e sensi di colpa, e giungerà a volere sopprimere totalmente quella maschile.
Non c'è da stupirsi se questo film sia candidato a innumerevoli premiazioni tra cui l' Oscar, il Golden Globe e il British Academy Film Hawords. The Danish girl è un'opera che lascia il segno! Non tanto per il prodotto di per sé, di cui, per altro, non si può che parlare in maniera positiva, quanto per la portata della storia che racconta.

I molti messaggi del film, per abbattere i pregiudizi e celebrare l'amore e il rispetto per il prossimo.

Einer si fa portavoce di tutte quelle persone intrappolate in un corpo che non sentono proprio, ci dimostra la loro sofferenza nel riuscire ad accettarsi e ancora di più nel farsi accettare. Vuole abbattere le barriere della nostra ignoranza, indifferenza, diffidenza o, peggio ancora, discriminazione. Poco importa se la storia è ambientata temporalmente negli anni venti; di anni ne sono passati molti, ma l'accettazione e la conoscenza del diverso sembrano non avere subito delle sostanziali modifiche.
Ho trovato estremamente importante anche il messaggio trasmesso dal personaggio di Gerda la quale ci dimostra la forza e l'essenza dell'amore. L'amore vero, quello che oltrepassa i limiti del proprio essere, che antepone il bene dell'altra persona a se stessa. Lei riesce a trasformare il sentimento profondo verso il marito in comprensione, appoggio e sostegno, rimanendogli accanto in tutte le sue scelte.

Eddy-Redmayne-The-danish-girl


Attori, scenografia e fotografia.

Eddy Redmayne, che ho già visto nella sua magistrale interpretazione in “La teoria del tutto” per cui si è meritatamente guadagnato il premio Oscar come miglior attore protagonista, si dimostra un artista eclettico. E' molto convincente nella sua parte: uomo dolce e innamorato della propria moglie che deve sostenere un conflitto dilaniante con il suo alter ego femminile. Lili tarda a farsi avanti, ma quando lo fa, la sua presenza è dirompente e Redmayne ne veste i panni con persuasiva efficacia.
Alicia Vikander si è dimostrata strabiliante. La sua espressività non ha bisogno di parole: quando implora Lili di sparire per lasciarle abbracciare ancora una volta il marito, il suo viso segnato dalla sofferenza, i suoi occhi colmi di pianto trasmettono un senso di abbandono angosciante che tocca il cuore. Non conoscevo questa attrice, ma devo ammettere che sia entrata prepotentemente tra le mie preferite.
Moltissime, quasi tutte, le scene sono di interni, forse a volere sottolineare la forte componente introspettiva della storia narrata, l'assoluta prevalenza della sua valenza emotiva rispetto all'azione. Perché, in effetti, di azione ce n'è davvero poca e questo rende la pellicola, in alcuni momenti, un po' lenta.
Qualche scena di nudo appena accennato, poche e tenui anche quelle erotiche, rendono questo film adatto a qualsiasi genere di pubblico, purché sia disposto ad allargare la propria mente.




Ornella-Nalon

Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, da 0111 Edizioni.

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