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[People] Il comico fiorentino che segue le orme di Pieraccioni, Valentina Gerini intervista Lorenzo Baglioni

Ciao Lorenzo, grazie per averci concesso questa intervista. Gli scrittori della porta accanto è un blog culturale, parliamo principalmente di letteratura ma ci interessiamo ad ogni tipo di arte e credo che anche la tua lo sia. Non è facile far ridere le persone, farle ridere di gusto intendo. Tu ci riesci. Sei sempre stato così anche da bambino? Raccontaci qualcosa di te e della tua infanzia. 
Mah… diciamo che mi sono sempre divertito a far sorridere i miei amici e le persone che mi stavano accanto. Non si può mai dire che di far ridere, è bene che lo dicano gli altri, perché poi appena pensi di essere divertente smetti di far ridere le persone. 

Ti seguo ormai da un po’ e mi sembra di ricordare che prima di fare il comico tu avessi intrapreso la carriera universitaria, giusto? Che cosa studiavi e quando è avvenuto il cambiamento di rotta? Quest’attività è adesso il tuo lavoro principale? 
Con i cinque anni di università a Firenze e il dottorato di ricerca in matematica all’università di Pisa, pensavo che quella sarebbe stata la mia strada. Poi, sei anni fa, feci, casualmente, un provino e fui scelto per interpretare il protagonista, Jimmy Rabbitte, di un musical che si chiamava “The commitments”. In quel momento ho capito che quello era ciò che avrei voluto fare. Così, ho continuato per questa strada senza mai abbandonare la matematica, perché la matematica mi appassiona ed è qualcosa a cui ho dedicato tanti anni della mia vita. Inoltre, l’attore è un mestiere che oggi c’è e domani non si sa… 

Ti è mai capitato, prima di diventare conosciuto, che ti dicessero “Ma invece di fare il bischero perché non ti trovi un lavoro vero”? Le persone hanno sempre creduto in te e in questo tuo sogno? E la tua famiglia?
Ti dico la verità: no. Forse perché le persone che mi seguono hanno sempre saputo che contemporaneamente studiavo e facevo l’attore. Nessuno ha mai pensato, seppur io faccia il bischero sul palco, che non stia lavorando seriamente come attore e comico. A casa sono tutti molto contenti che io faccia l’attore e sostengono anche la mia scelta di non abbandonare definitivamente la matematica.

Ci piacerebbe sapere quali sono i tuoi progetti futuri. Sappiamo che fai spettacoli e ti conosciamo soprattutto per i video in cui canti e interpreti canzoni divertenti, come quella sugli stereotipi delle ragazze di Firenze o quelle con il mese trascorso riassunto in pochi minuti. Ci dici qualcosa? Magari se ti piacerebbe fare cinema, televisione oppure preferisci il teatro…
Stiamo lavorando a un film. Con mio fratello e con Haider Rashid, il regista con cui ho fatto il mio primo film che s’intitola “Sta per piovere”, stiamo scrivendo una commedia. Ci sono tanti progetti anche per il web. C’è l’idea di portare in giro per la Toscana, e forse anche per l’Italia, il nostro spettacolo “Selfie”. Assieme al mio amico e collega Gregory Eve, conduco il programma “Le chiacchiere” su Lady Radio, che va in onda il lunedì dalle 19.30 alle 20.30. Insomma… di progetti ce ne sono tantissimi, forse troppi. Ma siamo contenti che ci siano tutte questi progetti in lavorazione.

Lo spettacolo di Venerdì 12 Dicembre a Firenze, “Selfie”, ha riscosso un grande successo e in un articolo della Nazione ti hanno paragonato all’erede di Pieraccioni. Te lo senti tuo questo paragone? Una bella responsabilità ma anche un gran bel complimento, no? 
Le quattro date che abbiamo fatto a Firenze sono andate benissimo. Siamo contentissimi per il riscontro col pubblico che abbiamo avuto. L’accostamento con Pieraccioni mi ha fatto un piacere immenso. Sono imbarazzato perché è il mio mito ed è un mio punto di riferimento, mi viene da chiedermi se io sia all’altezza di questo paragone. Ma allo stesso tempo mi viene da dire: “Che figata!”, perché un paragone come questo è, per me, uno dei complimenti più belli che potessi mai ricevere. Da Pieraccioni, come da Marasco, ho saccheggiato tutto quello che potevo. Facendo delle cose simili ed essendo toscano è naturale si veda una somiglianza. 

Il tuo è il nome più conosciuto tra quelli della tua band. Ci dici chi altro ti aiuta negli spettacoli e sta percorrendo con te questa strada?
I ragazzi che si vedono nei video che pubblico fanno parte della band che suona con me durante gli spettacoli: Michele - mio fratello - che è coautore delle cose che faccio e suona il basso, Marco Caponi, che suona il sax, Emanuele Bonechi, che suona la batteria, Pietro Garracino, che suona la chitarra, Lorenzo Furferi, che suona la tastiera.

Hai un tuo sito, dove possiamo seguirti o ti appoggi principalmente alla tua pagina Facebook ufficiale Lorenzo Baglioni
Per seguirmi il canale ufficiale è la pagina Facebook. Su YouTube pubblichiamo i video che condividiamo poi sul social netword, quindi direi che Facebook è il modo più facile per seguire i nostri passi.


Sappiamo inoltre che sei impegnato con Iacopo Melio nella sua campagna per abbattere le barriere architettoniche #Vorreiprendereiltreno. Avete insieme rielaborato la famosa canzone di Iannacci, “Vengo anch’io. No, tu no!”, che in pochissimo tempo è diventata virale fino ad arrivare in TV, al telegiornale. Vorremmo concludere questa breve intervista parlando di questa importante iniziativa, per sensibilizzare i nostri lettori e far conoscere l’onlus #Vorreiprendereiltreno a chi ancora non sa cosa sia. Parlaci di questa sua iniziativa e di come tu abbia abbracciato la sua battaglia cercando di aiutarlo. 
Il progetto con Iacopo è una cosa bellissima di cui sono felice e anche orgoglioso. La sua è un’associazione che lavora tanto e molto bene con una guida sana, genuina e sapiente, come Iacopo. Il nostro progetto, la nostra canzone “Vengo anch’io - no tu no”, ha dato una grande visibilità all’associazione di Iacopino e questa cosa mi rende davvero tanto felice. Iacopo Melio è uno studente fiorentino di Scienze Politiche, che ha deciso di affrontare in maniera ironica il tema della disabilità e delle barriere architettoniche. Con la sua associazione lui ricorda a tutti quanto difficile sia la vita dei cittadini nel compiere anche i gesti più scontati, laddove ci siano dei problemi oggettivi di mobilità. Anche prendere un mezzo di trasporto pubblico, come il treno, diventa una vera impresa, se non, a volte, addirittura un’utopia. Lui ormai è un amico e mi stupisce  per la forza e la cura con cui, ogni giorno, porta avanti le sue battaglie.


Caro Lorenzo, a nome mio e de Gli scrittori della porta accanto, nonché a nome di tutti i nostri lettori, ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato e ti assicuro che verrò presto a vedere uno dei tuoi spettacoli perché, anche se sono pisana (ahimè ti è toccato essere intervistato da una pisana), adoro la tua comicità e la tua spontaneità. Ti facciamo i migliori auguri.




Valentina Gerini
Dopo la maturità scientifica e uno studio approfondito della lingua inglese inizia a lavorare all’estero. Le sue più grandi passioni sono i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ha fatto la sua professione, diventando accompagnatrice turistica; della scrittura il suo hobby, occupandosi degli articoli di copertina per un mensile dedicato alle storie di paese.
Volevo un marito nero, 0111Edizioni.
La notte delle stelle cadenti, Lettere Animate.

About Valentina Gerini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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