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In primo piano

Pag. 69 | #35 "Guida galattica per autostoppisti" di Douglas Adams

GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI Acquista
di Douglas Adams
Mondadori | 154 pagine

Il prostenico vogon Jeltz fece un sorriso lento, lentissimo. Non tanto per fare colpo quanto perché cercava di ricordarsi i necessari movimenti muscolari. Aveva fatto un urlaccio tremendo ai suoi prigionieri, e adesso si sentiva molto rilassato, e pronto a dimostrare un po’ della consueta insensibilità.
I prigionieri erano legati alle sedie di Degustazione Poetica. I vogon non si facevano illusioni riguardo all’accoglienza che le loro opere ricevevano generalmente. All’inizio i loro tentativi di composizione poetica avevano fatto parte del generale tentativo minaccioso e violento di farsi accettare come razza normalmente evoluta e civile, ma adesso l’unica cosa che li induceva a insistere nelle loro creazioni era esclusivamente la loro crudeltà.
Un sudore freddo imperlava la fronte di Ford Perfect, e scivolava attorno agli elettrodi che gli erano stati fissati alle tempie. Gli elettrodi erano collegati a una batteria di attrezzature elettroniche: intensificatori di immagini, modulatori di ritmo, residuatori di allitterazioni… Erano tutti strumenti studiati per dare risalto maggiore all’esperienza poetica, e per far sì che non andasse persa nemmeno la più piccola sfumatura del pensiero del poeta.
Arthur Dent, seduto vicino a Ford, rabbrividì. Non aveva la minima idea di cosa stesse per succedergli, ma sapeva bene che fino ad allora non c’era stata nessuna cosa che gli fosse andata a genio, per cui era improbabile che la situazione migliorasse.
Il vogon cominciò a leggere i fetentissimi brani di una poesia creata da lui.
“Oh, acciaccato grugnosco…” cominciò.
Ford si sentì invadere da insopportabili fitte: la prova appariva ben peggiore di quanto si aspettasse.
“…le tue minzioni mi appaiono / come ciancie di sebo su luride api.”

~ 69 ~

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