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In primo piano

27 anni fa moriva Osho ma i suoi libri, al di là delle presunte "frasi", continuano a essere letti in tutto il mondo, di Angelo Gavagnin

osho-idee-frasi

Oggi ricorre il 27° anniversario della morte di Osho, per Valcarenghi assassinato per le sue idee semplici ma rivoluzionarie. I suoi libri continuano a essere ristampati e letti in tutte le lingue del mondo. 

Da qualche tempo, vedo su Facebook gruppi dedicati a Osho, Maestro indiano degli anni ottanta, inizialmente conosciuto con il nome di Bhagwan Shree Rajneesh, di cui oggi ricorre il 27° anniversario della morte.
Personalmente, ho avuto la fortuna di poterlo incrociare nell’arco della mia vita e ho frequentato l’Ashram dove viveva, a Poona in India, in vari momenti, dal 1979 fino al 19 gennaio 1990, giorno della sua morte, che ho celebrato alla maniera indiana poiché, per fatalità, ero presente. 
Alcune delle pagine di cui accennavo prima, le vedo con un po’ di fastidio in quanto mi sembra che usino il nome e le foto del Maestro spirituale in maniera irriguardosa, a volte anche un po' ridicola, non certo umoristica, come egli stesso avrebbe apprezzato; di sicuro, l’umorismo di Osho era un’altra cosa. Tuttavia, mi rendo conto che questa insofferenza sia un mio problema, Osho non si sarebbe mai offeso, anzi ne avrebbe riso. Chissà se avrebbe riso anche vedendo quelli che postano: “le più belle frasi di Osho”. Sinceramente, a me non viene da ridere, considero quei post del tutto privi di senso.
Forse quelle persone non sanno che ci sono in commercio circa 650 libri di Osho e che quasi tutti sono trascrizioni di suoi discorsi registrati, per un totale di 4800 ore di tracce audio in lingua inglese e 4000 in hindi 2500 ore (dal 1977 in avanti) di registrazioni video. Capirete bene che, avendo registrato ogni cosa che ha detto, per tutta la vita, troveremo tutto e il contrario di tutto.

Una delle sue affermazioni più famose è “Sono qui per confondervi”.  

osho
Ci diventa chiaro subito che coloro che dicono “l’ha detto Osho” di lui hanno capito ben poco.
Osho ha commentato tutte le religioni esistenti parlando di Gesù, che considerava un Maestro Illuminato, al pari di Buddha, Maometto, Ramakrishna, Mahavira ecc...
Ha parlato di politica, droga, sesso, famiglia, psicologia.
Un sapere immenso che, come un fiume in piena, è poi finito nell’oceano del silenzio. 
Gli ultimi anni si sedeva semplicemente in meditazione insieme ai presenti e quella era la vera comunicazione.
Finiti gli argomenti possibili, ha risposto per anni, tutti i giorni, alle domande di chi era presente nell’Ashram, ma al contrario di altri Maestri, il suo era un approccio pratico e perciò rivoluzionario; la comprensione intellettuale era solo una prima parte del lavoro, che doveva per forza sfociare nella meditazione e nella vita vera.

In tutto il mondo nacquero comunità a lui ispirate, posti dove i “Sannyasin” vivevano insieme.

Un tentativo di cambiamento vero, pratico, del quale la società dell’epoca ebbe paura. Questo avvenne soprattutto in America dove Osho aveva costruito una comune grande quanto una regione italiana, autosufficiente, con tanto di piccola compagnia aerea e aeroporto. 
Rajneeshpuram non era in America. Era una nazione a sé, libera dal sogno americano. Forse fu per questo che i politici americani le dichiararono guerra.
Osho 
Le comunità di Osho vivevano secondo un sistema di valori differente da quello su cui basano le comunità occidentali. Ognuno era spinto a mettere in comune ciò che aveva: beni, soldi ma anche solo proprio tempo e il proprio lavoro. 
In internet girano quasi sempre i soliti argomenti che parlano delle Rolls Royce, dei rolex, del sesso, vedendo le comunità da lui create come sette. In effetti, a quei tempi, Osho non era per tutti, se ti fermavi alla prima apparenza nemmeno ti avvicinavi. Come ogni Mastro Zen mostrava la luna, ma la indicava con un dito talmente grosso che se volevi vedevi solo quello. 
Anche dal punto di vista religioso, Osho poteva far paura, perché non ha fondato una sua religione, come sarebbe stato plausibile, né si ispirava a una religione particolare esistente, ma dava una lettura dei testi sacri più moderna e al passo coi tempi, il che poteva far paura a coloro che ancora ragionavano con schemi che risalgono a migliaia di anni fa e che usavano la religione come uno strumento per tenere sotto controllo le menti dei poveri credenti.

Operazione Socrate

di Majid Andrea Valcarenghi
OM Edizioni
ISBN 978-8895687391
cartaceo 15,30€

La diffusione delle idee di Osho poteva contribuire a scardinare il sistema. Ecco perché è stato assassinato.

Come Ghandi e Martin Luther King, anche Osho è stato assassinato, anche se pochi ancora lo dicono. Lo spiega bene Majid Andrea Valcarenghi nel libro “Operazione Socrate”. 
Una cosa è però sicura: uccidendolo non si sono sbarazzati di lui. I suoi libri vengono continuamente ristampati e letti in tutte le lingue del mondo. 
Prima di morire aveva detto che sarebbe stato contemporaneo tra duecento anni e probabilmente aveva ragione. Staremo a vedere. 
Questo è ciò che ha voluto fosse scritto sul suo samadhi all’Ashram di Poona:

OSHO 
MAI NATO
MAI MORTO 
HA SOLO VISITATO
QUESTO PIANETA TERRA
11.12.1931
19.01.1990

Angelo-gavagnin

Angelo Gavagnin
Ho lavorato al Porto di Venezia, un lavoro che mi lasciava periodi di libertà che ho usato per viaggiare in Thailandia, Malesia, Sri Lanca, ma anche Cuba e Santo Domingo. Sono stato varie volte in India. Ho conosciuto il Maestro Indiano Osho e ho assistito alla sua cremazione tra canti e balli. Sono diventato papà all'età nella quale di solito si diventa nonni e così sono finiti i viaggi e mi è venuta voglia di scrivere.
Non sono nato e mi sento molto bene, IlMioLibro.

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