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[Libri] "La prima verità" di Simona Vinci, recensione di Beatrice Rurini

La-prima-verità-Simona-Vinci-recensione

La prima verità, di Simona Vinci, Eiunaudi, 2016. Un tema scabroso e intenso per un libro che racconta storie  di tragica e spietata bellezza. 

Tratto da storie vere, si propone come rivelazione e come denuncia. Ricco di parole forti e crudeli, di azioni raccapriccianti e di persone dimenticate, porta il lettore in un limbo che poco ha di umano. Ogni persona è un mistero e non si sa quanti misteri siano passati per questa zona di reietti. A tratti macabro e scandaloso, lascia col fiato sospeso pagina per pagina. 
Per scrivere una tesi, Angela si appresta a sbarcare sull'isola di Leros, destinata ad essere dagli inizi del '900 un'isola-ospedale. Con l'ingresso della Grecia in Europa, però, viene denunciato un estremo abuso di potere sui malati mentali, che arrivano ad essere abbandonati a loro stessi  e lasciati liberi di indursi persino la morte. Gli orrori sono parecchi, le documentazioni sui degenti scarse e mal organizzate, quindi ad Angela non serve altro che servirsi da sola, invadendo anche spazi  sconosciuti e off limits. 
Quello che sorprende è la schiettezza del racconto, quasi la scrittrice fosse essa stessa a contatto con la malattia mentale: una freddezza e un perfezionismo nella narrazione che sbalordisce  ed ammalia pur rimanendo nell'imbarazzante.

Il libro si divide in quattro parti principali, tante quanti i posti particolari nel mondo che ospitano degenti psichici. 

Uno è la Grecia, dove troviamo personaggi che interagiscono tra loro anche se alla fine faranno una pessima fine. E la narrazione salta da un'annata a un'altra per cercare di legare i personaggi.
Un altro è Budrio, luogo di provenienza della scrittrice, dove si trovano malati internati provenienti da parti estreme d'Italia e che, comunque, fanno parte della comunità senza dare fastidio, ma portando un po' di anormalità nel quotidiano.
C'è l'Africa e la sua casa di reclusione, dove la pulizia è tutto e il medico è unico in tutto il Paese, mentre i degenti sono legati al letto e il letto ancorato al muro. Le indecenze sono tenute nascoste ai visitatori e lo scandalo non tarda ad arrivare.
Ultima tappa è la personale storia della scrittrice che comunque dice che un po' di follia esiste in ognuno di noi e che la salvezza è proprio nella unicità
Tema scabroso e intenso, personaggi ben delineati sia fisicamente che psicologicamente, le descrizioni sono molto precise e le storie si integrano nel romanzo in modo perfetto.
L'ansia della scoperta è palpabile a ogni pagina e il rischio di abbandonare la lettura è alto. Da leggere solo se  preparati a una lettura intensa e cruda.

La-prima-verità

La prima verità

Nel 1992 Angela, giovane ricercatrice italiana, sbarca sull'isola di Leros. È pronta a prendersi cura, come i suoi colleghi di ogni parte d'Europa, e come i medici e gli infermieri dell'isola, del perdurante orrore, da pochi anni rivelato al mondo dalla stampa britannica, del «colpevole segreto d'Europa»: un'isolamanicomio dove a suo tempo un regime dittatoriale aveva deportato gli oppositori politici di tutta la Grecia, facendoli convivere con i malati di mente. Quelli di loro che non sono nel frattempo morti sono ancora tutti lí, trasformati in relitti umani.
Inquietanti, incomprensibili sono i segni che accolgono la ragazza.
Chi è Basil, il Monaco, e perché è convinto di avere sepolto molto in alto «ciò che rimane di dio»?
E tra i compagni di lavoro, chi è davvero la misteriosa, tenace Lina, che sembra avere un rapporto innato con l'isola?
Ogni mistero avrà risposta nel tesoro delle storie dei dimenticati e degli sconfitti, degli esclusi dalla Storia, nell'«archivio delle anime» che il libro farà rivivere per il lettore: storie di tragica spietata bellezza, come quella del poeta Stefanos, della ragazza Teresa e del bambino con il sasso in bocca.


di Simona Vinci | Einaudi  | Narrativa non-fiction
ISBN 9788806212681| cartaceo 17,00€ Acquista 

Beatrice-rurini

Beatrice Rurini
Del 1969, sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.

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