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In primo piano

[Libri] "Paula" di Isabel Allende, recensione di Ornella Nalon

Paula-Isabel-Allende-recensione

Paula, di Isabel Allende, Feltrinelli, 2014 (25a edizione). Un'autobiografia che è un grido di dolore, la testimonianza di vita in cui alla fortuna si contrappongono immani difficoltà e una grande tragedia. 

Ho trovato questo libro in una bancarella e l'ho preso subito, senza nemmeno leggere la quarta di copertina, affidandomi soltanto alla risonanza del nome dell'autrice. Mi attendevo un bel romanzo, la cui trama potesse essere una riuscita amalgama tra realtà e fantasia, nel rispetto dello stile conclamato dalla Allende nella sua prima, famosissima pubblicazione la “Casa degli spiriti che conoscevo. In realtà, “Paula” ha disatteso queste aspettative, ma non per tale motivo ne sono rimasta delusa.
Si tratta di un'autobiografia raccontata senza l'uso di alcun filtro, come fosse un diario da tenere nascosto in un cassetto anziché un manoscritto da dare alle stampe e in pasto al mondo intero.
In queste pagine Isabel racconta di sé, della sua famiglia d'origine e poi di quella da lei formata, senza escludere alcuno, allacciando i suoi racconti alla realtà politica e socio-economica dei loro paesi. Ne consegue di certo una narrazione intima, ma anche un ricco ritratto storico che percorre circa una cinquantina di anni.
La ragione che ha fatto scattare all'autrice la voglia di raccontarsi? Una delle più tragiche che possano succedere a una madre: una prolungata, angosciante assistenza a una figlia colpita da una grave malattia, Paula per l'appunto. La ragazza, a soli 24 anni, è stata colpita da una forma gravissima di porfiria che nel giro di un anno l'ha ridotta a un totale stato vegetativo.
È un mese che dormi, non so come raggiungerti, ti chiamo e ti chiamo, ma il tuo nome si perde nei recessi di questo ospedale. Ho l’anima soffocata di sabbia, la tristezza è un deserto sterile. Non so pregare, non riesco a legare due pensieri, meno che mai potrei immergermi nella creazione di un altro libro. Mi rigiro in queste pagine in un tentativo irrazionale di vincere il mio terrore, mi viene da pensare che se do forma a questa devastazione potrò aiutarti e aiutarmi, il meticoloso esercizio della scrittura può essere la nostra salvezza. Undici anni fa scrissi una lettera a mio nonno per dargli l’ultimo saluto nella morte, questo 8 gennaio 1992 ti scrivo, Paula, per riportarti alla vita.

Ed è così che, accanto al letto della ragazza immobile e assente, la Allende trascorre le sue ore. 

Ritorna indietro con la memoria a cavalcare le onde, a volte molto irruente, del suo passato che poi, con l'aiuto di una penna, fissa su di un foglio. Una pagina, due, tre... un anno è molto lungo e le pagine sono tante, sino a diventare il riassunto di un' intera vita, di tante vite.
Non nasconde nulla Isabel, nemmeno i particolari che potrebbero costituire delle occasioni di critica: come quell'alone di soprannaturale che accompagna lei stessa e la parte femminile della sua famiglia, il suo credo politico, il suo spirito femminista, le sue debolezze umane, i suoi errori. Non pratica il politicamente corretto, si dimostra per quello che è: una donna passionale, energica, avventata sino ad assumere qualche atteggiamento irresponsabile, impetuosa, fortunata per un certo verso, ma con dei picchi di sfortuna che fanno irrimediabilmente pendere la bilancia verso quest'ultima. La tragedia che colpisce la sua bimba intelligente e bellissima è il più eclatante degli esempi.
Questo libro è un grido di dolore, il marchio di una profonda ferita dell'anima, ma è anche la dimostrazione di una grande forza: quella della rassegnazione.


Paula

Paula

Paula, nata il 22 ottobre 1963, è una ragazza felice, innamorata del marito, appassionata del suo lavoro.
La sua è una vita semplice, che non ha niente a che vedere con quella di sua madre Isabel.
Due donne, due destini diversi.
Improvvisamente Paula si ammala di una malattia gravissima, la porfiria, che la trascina in un coma da cui non c'è ritorno. Isabel accorre al suo capezzale per cercare di trattenerla in vita, o forse per accompagnarla dolcemente verso la fine...
Con la scrittura la madre-scrittrice cerca di "distrarre la morte", cerca di trovare un senso a una tale insensata tragedia: grazie alla magia della parola evoca tutti i componenti della sua esuberante e bizzarra famiglia perché circondino Paula, superando i confini individuali di vita e di morte. 


di Isabel Allende | Feltrinelli | Biografia, Narrativa non-fiction
ISBN 978-8807885624 | cartaceo 8,50€

Ornella-Nalon

Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, 0111 Edizioni.
Una luce sul futuro, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto.

About Lisi

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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