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In primo piano

"Oltre i confini del mondo" di Ornella Nalon



In una terra infuocata dal sole africano, Assireni ed Eleonora, due donne che il destino non è riuscito a piegare.
In una terra infuocata dal sole della Tanzania, una Masai consuma la propria essitenza tra obblighi e impegni dettati da ataviche tradizioni che riconoscono, nella donna, i soli ruoli di moglie obbediente e madre devota. Assireni deve accettare tutto in silenzio, ma il suo equilibrio interiore ne risente.
Riuscirà a compiere un’unica scelta: quella di mettere al mondo una sola figlia, alla quale dedicherà tutto il proprio impegno per garantirle una totale emancipazione e, con essa, la possibilità di essere fautrice del proprio destino.
In parallelo, all’altro capo del mondo, una serie di vicissitudini, sconvolgeranno l’agiata e ovattata esistenza di Eleonora che la porterà a mettere in discussione tutto il proprio vissuto. La sua decisione di partire per una missione in Tanzania, sarà una fuga dalla propria effimera ricchezza, alla ricerca di un ideale che vada a colmare il proprio vuoto interiore.
Assireni ed Eleonora; due donne che il destino non è riuscito a piegare. Quello stesso destino che le ha fatte avvicinare e le ha messe a confronto; tanto diverse per i loro trascorsi eppure, emotivamente, del tutto simili.







Oltre i confini de mondo

Editore:  0111 Edizioni
Genere: Mainstream, Narrativa di viaggio
ISBN:  978-88-6307-654-7


Costo Ebook: 2,99 € 
Amazon
Ibs
LaFeltrinelli

Costo Cartaceo: 13,50 €
Amazon
La Banda del Book
ibs
contatta l'autore per ricevere copie autografate









Recensioni dal web - Oltre i confini del mondo

1.
Capirsi nel confine della parola

Ornella Nalon è nata a Mira, in provincia di Venezia, dove risiede e scrive animata dalla suggestiva vista della riviera del Brenta. Oltre i confini del mondo (0111 Edizioni 2014) è un romanzo singolare pur nella chiarezza della storia delineata nel suo schema basico. Un prototipo che la letteratura ha spesso inglobato come modello: due universi che si incontrano casualmente attraverso due persone all’apparenza inconciliabili, sia per iscrizione geografica che per cultura, che per formazione. Assireni, donna smarrita, poco più che quarantenne, appartiene al popolo dei Masai, assiepato in un villaggio sugli altopiani della Rift Valley, ameno territorio tra un lago e un monte, in Tanzania, nella sperduta Africa orientale dove le case sono costruite con il fango e i rami. Questo popolo nilotico è composto da nomadi e allevatori transumanti dotati di una struttura gerarchica, apicale. In una sede ospedaliera della zona si dà assistenza sanitaria alle popolazioni provenienti dai paesi limitrofi. Qui ci si ammala e si muore facilmente. Eleonora fa parte del personale sanitario dell’ospedale. E’ un medico chirurgo sessantenne e Assireni le confesserà i fatti determinanti della sua esistenza, riconoscendo ben presto, nella donna italiana, una figura complice. Al racconto impudico delle esperienze si intrecciano gli struggenti ricordi, un veicolo sentimentale, accadimenti che si assomigliano. E’ la vita interiore e affastellata il senso di questo libro. Affiorano distanze colmabili come in un elastico emotivo, dove il proprio malessere si allaccia alla somiglianza annidata dietro un’immagine opaca, in una fisicità come tante. Dicevamo di due universi che si attraversano. L’Africa non è solo un continente, è stato detto. L’Africa è la terra delle contraddizioni, e per conoscerla bisogna viverci, essere pronti a mettersi in discussione, a soppesare le cose con la coscienza, umilmente, primitivamente. E in Africa sembrerebbe che le persone abbiano più propensione nel mettersi a nudo di fronte all’altro, da animali selvatici e incuranti di ogni pericolo. E’ proprio ciò che succede ad Assireni e ad Eleonora, come ad altri individui più defilati del romanzo di Nalon. “Mi piace parlare con te, mama. Riesco a raccontarti tutto quello che ho trattenuto dentro di me per anni e che non ho mai avuto il coraggio di dire per paura di essere considerata ingrata, o peggio ancora pazza. Tu fai apparire normale quanto io ritenevo malato. Sapessi quale liberazione è, per me. Ma ora devo andare”. La confessione sembra letta dalla pagina di un diario intimo, di una persona che parla con se stessa davanti allo specchio replicandosi a partire dalla bocca e dalla voce, come direbbe Jorge Luis Borges, per cui gli specchi sono “esecutori del patto di moltiplicare i riflessi”. La scrittura di Ornella Nalon è ariosa, ma con punte di drammaticità. La trasparenza, per le due donne, diventa una maniglia alla quale aggrapparsi. David Grossman, scrittore israeliano, nel bellissimo romanzo Che tu sia per me il coltello (Mondadori 1998) fa dire alla sua protagonista: “La somiglianza che esiste è tra due tazze rotte nello stesso punto”. Ecco, questa definizione potrebbe essere decisiva per capire Assireni ed Eleonora. La giusta misura della comprensione fiorisce da un temperamento che non può essere frainteso. La parole si fondono in un abbraccio ideale lavando e ripulendo l’anima di entrambe. Un’anima sfavillante, non più estranea, perché finalmente svelata nel lessico privato, liberata da una morsa troppo stretta, sigillata dalla stessa cicatrice.
di Alessandro Moscè

2.
“Oltre i confini del mondo” è un libro che apparentemente parla di Africa. In realtà, dell’Africa che conosco e dove ho vissuto per più di due anni non c’è molto, se non il delicato accenno alle abitudini culinarie, la velata denuncia di quelle sociali e il considerarla alla fine “casa”, malgrado sia un luogo dove spesso ci si scontra con una realtà di carenze assistenziali oltre la nostra comprensione.
Io credo che l’Africa, in questo libro, sia solo un pretesto. Il pretesto per raccontare la storia di due donne che chiunque potrebbe descrivere come profondamente diverse e averle collocate oltre i confini una dell’altra vuol
sottolineare che questa diversità sia data solo dal differente luogo di nascita. In realtà, Assireni ed Eleonora hanno molto in comune. Sono due donne che fondamentalmente si sentono parimenti strette nei loro abiti. Quelli di Assireni colorati, tipici della tradizione Masai, quelli di Eleonora da ribelle scolaretta borghese. Due donne la cui vita è stata segnata da una profonda perdita e dal desiderio genetico di scrollarsi di dosso secoli di tradizioni o semplicemente uno stato d’apatia. Non si sarebbero comunque mai incontrate se Eleonora non avesse deciso di mollare tutto e recarsi in un ospedale missionario in Tanzania, per dare un senso alla sua vita. Lo stesso ospedale in cui Assireni ha riversato tutte le sue speranze per garantire alla figlia un futuro migliore del suo, lontana dai villaggi perduti nella savana e dal destino certo di donna succube, non istruita e privata del piacere sessuale.
Avendo vissuto in prima persona tutto questo, è stato per me evidente che l’autrice si sia cimentata, in maniera comunque eccellente, nel racconto di una storia inventata ma realistica, trasponendola in un luogo di cui non ha esperienza diretta se non quella nozionistica. Il romanzo è scorrevole, tocca argomenti profondamente coinvolgenti senza però entrarci mai del tutto, sorvolandoli con leggerezza e rapidità. Quello che conta, infatti, non è il contesto ma il racconto della vita delle due donne e della loro riservata amicizia. Il finale appare troncato, ma forse l’intenzione dell’autore è proprio quella di lasciare decidere al lettore la conclusione, o meglio il proseguo, di questa tenera narrazione. In definitiva, un romanzo che consiglio a chi voglia trascorrere qualche ora in compagnia di un buon libro che parli d’Africa, senza però toccarne il lato pietistico o drammatico, ma lanciando uno spiraglio di luce anche lì, oltre i confini del mondo.
di Stefania Bergo

3.
Cos’è che rende veramente felice una donna? E’ la domanda che ad un certo punto della propria vita si pone Eleonora, bella dottoressa veneta, che fin dalla nascita vanta uno stile di vita agiato. Il danaro non è mai stato un problema per la sua famiglia borghese e, nemmeno per il marito medico, che ricambia il vuoto delle sue prolungate assenze per motivi di lavoro, con tanti regali per lei ed il loro adorato figliolo, che cresce viziato ma circondato da poco affetto. Così che dopo la morte improvvisa del figlio per overdose, Eleonora, stravolta dal dolore, abbandona il marito per sempre e si rifugia “Oltre i confini del mondo”, nella Tanzania più vera e sconosciuta, dove incontra e conosce Assireni, una donna Masai con la quale avrà modo di confrontarsi. Scopriremo così la cultura del popolo Masai, che considera la donna una proprietà del maschio, cultura ancora fortemente legata ad antiche usanze tribali, e dal confronto che ne deriverà la dottoressa italiana si porrà un’altra domanda esistenziale: “ma siamo poi così diverse?”. Ne nasce un intreccio emotivo, da cui traspare che le vite di queste due donne, così diverse per culture e tradizioni e per colore della pelle, camminino invece in parallelo, stiano quasi in simbiosi. Un libro che va inteso come viaggio interiore nell’animo umano, in cui il mondo Masai e le sue tradizioni fanno da sottofondo e si contrappone coi lussi e gli agi del mondo occidentale. Una storia semplice, che invita alla riflessione, descritto in toni pacati e scorrevole, che si lascia leggere facilmente, e mi sento di consigliare vivamente a chi ama le biografie, le storie di donne coraggiose e a chi è affezionato all’Africa.
di Silvia Pattarini

4.
Eleonora rappresenta la tipica donna dei nostri tempi. Bella, con una grande carriera, una vita agiata, un dolce marito, un figlio, una ricca famiglia alle spalle. E nonostante tutto questo è insoddisfatta. Così, dopo tristi avvenimenti che sgretolano letteralmente la famiglia che si era creata, decide di partire, di andare "oltre i confini del mondo" per fare della sua professione di medico una opera di volontariato e dare così un senso alla propria vita. In Africa incontra Assireni, una donna Masai che le racconta la sua storia, il suo doloroso vissuto e le sue esperienze che sono impensabili agli occhi di un'europea. E' così che Eleonora si ritrova ad analizzare la sua vita, con una cauta e sensibile opera di introspezione, a comparare il suo vissuto con quello della Masai, a vederne le somiglianze nonostante i mondi diametralmente opposti. Uno splendido viaggio interiore, nella comunità Masai ma anche nella nostra vita di tutti i giorni. Consiglio questo libro a chi non è assetato di descrizioni di paesaggi e a incalzanti avventure bensì di viaggi interiori, perché il libro scorre leggero e lento, quasi a voler pian pianino aprire gli occhi del lettore e portarlo a valutare la propria esistenza, paragonandola a quella di Assireni o di Eleonora. Ho letto il romanzo in due giorni, è ben scritto e scorrevole e, a mio avviso, offre uno spunto per un possibile continuo, uno spin-off del genere letterario. Mi sono chiesta, quando sono giunta alla fine: cosa faranno adesso Assireni e la figlia Sabra? Realmente Sabra lavorerà come medico all'interno dell'ospedale vicino al villaggio Masai della madre?
di Valentina Gerini

5.
Una bella storia, molto commovente e toccante, che narra di due donne apparentemente assai diverse, cresciute in mondi che non hanno nulla in comune (sono una donna africana cresciuta in una tribù e una dottoressa italiana che si è stabilita in Africa per dedicare la sua vita alla missione) ma le cui vicissitudini osservano invece un parallelismo inimmaginabile. Entrambe hanno lottato per affermare se stesse in quella che era la società in cui sono cresciute, entrambe ora fanno un bilancio della propria esistenza e raccolgono i frutti di ciò che hanno seminato. Hanno conosciuto il dolore, la perdita di persone care, e hanno fatto i conti con la loro condizione di donna. Un libro scorrevole, asciutto, che forse poteva essere più sviluppato in alcuni punti, ma che non risparmia qualche lacrima in certi passaggi struggenti.
di Elena Genero Santoro

6.
Un dialogo tra due mondi diversi attraverso due donne diverse, così diverse da essere fondamentalmente uguali.
Nelle nostre teste pensiamo che le nostre civiltà siano molto differenti , ma se scaviamo in profondità , se non ci soffermiamo in superficie ,leggendo ciò che Ornella scrive e descrive, possiamo arrivare a capire quanto siano più vicine di quel che pensiamo. Ad esempio il leone che uccide il padre di Assireni potrebbe essere tranquillamente il braccio di una gru che uccide il padre di chiunque di noi. La vita, ovunque nel mondo, in fondo è una lotta per vivere e sopravvivere. I padri così diversi ma così ugualmente assenti, per lavoro o per il diritto a sopravvivere.
Eppure mamma Nora ci dimostra quanto sia bello, libero ed affascinante il dialogo con Assireni, per cultura diversa, ma interiormente simile. Entrambe volitive e per certi versi controcorrente. Contro quei destini che in Tanzania non si possono cambiare , specialmente se si è donne. La lotta improba all'infibibulazione, purtroppo ancora legge in fondo al mondo. Due donne, due destini ed una sola terra. L'autrice riesce a teletrasportarmi in Tanzania ed a farmi partecipare alle giornate polverose, ricche di quella polvere che crea una patina che rimarrà a lungo in questa testa ancora troppo occidentalizzata . Grazie per avermi colorato un poco di più la mia fantasia africana...
di Giorgio Orsenigo

7.
"Oltre i confini del mondo" è un romanzo che affronta dei temi impegnativi ma lo fa in maniera molto leggera, come una carezza che sfiora la vita drammatica di due donne.
Due donne che provengono da due culture diametralmente opposte, ma che comunque trovano un punto di comunione perfetto nella loro sofferenza e insoddisfazione.
Eleonora, medico occidentale, dalla vita sempre molto agiata e costretta alla superficialità si trova ad un certo punto a cercarne il vero senso.
E Assireni, a cui non è mai mancato il senso che avrebbe voluto dare alla sua vita, si trova a costretta a subire le scelte di una cultura retrograda e maschilista, in cui le donne vengono considerate poco più di una capra.
Entrambe cercano disperatamente di riscattarsi, e a modo loro ce la faranno grazie all’amore più grande che una donna possa provare. Quell’amore che unito alla lunga vita vissuta, all’esperienza e al coraggio che man mano si acquisisce, darà loro la forza di fare il grande salto.
Due storie molto simili e allo stesso tempo molto diverse, bellissime e feroci insieme, così come è bello e feroce il luogo in cui si svolge la narrazione: l’Africa.
Questa madre Africa che racchiude l’essenza di ogni animo umano. Naturalmente perfetto e infinito, ma che la società tenta di plasmare e complicare, tormentando uno spirito che è invece teso interamente alla felicità, lasciandolo in un paradosso che solo in pochi fortunati riescono a superare.
Un libro che mi è piaciuto molto: scritto in maniera semplice e scorrevole, e che offre molti spunti di riflessione.
Lo consiglio.
di Stefania Trapani

8.
Due vite che corrono parallele a una distanza di migliaia di chilometri.
Poi accade qualcosa e il medico in carriera si accorge che non ha da mettere nulla sul piatto della bilancia. La donna di successo sposata con un professionista e madre di un figlio, si ritrova con le mani vuote. Con l’animo svuotato di ogni sentimento. Deve partire. E lo fa inseguendo un’altra vita che non è la sua, ma quella di una donna Masai che vive in Tanzania, il nuovo Paese in cui lavora. Quando raccoglie le sue memorie si accorge di cosa voglia dire non cedere al destino che altri ti hanno imposto e questo le servirà per ripartire, oltre i confini del mondo.
di Antonio Traficante

9.
Qual è il metro per misurare una tragedia? Qual è la dimensione del dolore? Quale fatalità può essere così sconvolgente da strappare l’anima a una persona, stracciarla in mille pezzi e disperderla al vento?
Non v’è risposta a tale domanda, poiché ognuno di noi porta nel proprio cuore una risposta differente.
Eppure, quello di una madre che perde il proprio figlio quando egli è nel fior fiore degli anni, è un dramma la cui gravità risulta comprensibile anche a chi non si ritrova a condividerlo. Qualcosa capace di distruggere chi ne viene coinvolto, oppure rivoluzionarne drasticamente l’esistenza.
È così che Eleonora, la protagonista di questo breve ma coinvolgente romanzo, decide di superare lo straziante evento lasciandosi alle spalle la vita che aveva vissuto fino a quel giorno.
Raccolta la sua vita in una scarna valigia, diretta in un luogo al di fuori del mondo che lei conosce, metterà alla prova la nuova se stessa dedicandosi anima e corpo a un’attività umanitaria.
E proprio lì, dove l’oscurantismo e la discriminazione regnano incontrastati, incontrerà Assireni, una donna dotata di un coraggio quasi sovrumano.
Il coraggio di perseverare giorno dopo giorno di un’intera esistenza, di accettare in silenzio le prevaricazioni di una società nella quale un donna è di fatto una proprietà, di superare e sopravvivere ad avversità apparentemente insormontabili pur di offrire alla persona che lei ama più di ogni altra al mondo la possibilità di vivere una vita migliore di quella che a lei è toccata in sorte.
Un romanzo scritto in modo semplice e scorrevole, ma capace di suscitare emozioni profonde. Da leggere con gli occhi e con il cuore.
di Mariulin

10.
Il romanzo "Oltre i confini del mondo" di Ornella Nalon è semplicemente bello. Affronta con genuinità il tema non facile della lotta in difesa dell’emancipazione femminile, partendo dall’Africa, dalla Tanzania dov’è ambientato, ma irradiandosi idealmente in tutto il mondo. La scrittura è elegante e fluida, la storia è affascinante. L’autrice scrive con padronanza di linguaggio e compostezza stilistica ammirevoli. I dialoghi tra Eleonora e Assireni, le due protagoniste, sono coinvolgenti e intensi. Le confidenze che si scambiano catturano l’attenzione del lettore per la sensazione che si consumi un momento di sacralità inviolata; attraverso le due donne infatti, i rispettivi mondi di origine si scrutano e si riconoscono nelle reciproche comunanze, uniti da valori e desideri condivisi nonostante l’evidente lontananza culturale. Il mondo Masai, in particolare, è narrato con scrupolo ma senza annoiare il lettore, senza appesantimenti. È interessante e ben strutturato lo sviluppo delle vicende che si intrecciano con maestria e senza forzature sino alla conclusione del libro, anche se alcuni passaggi, proprio alla fine, sembrano precipitosi rispetto alle attese che l’autrice è riuscita a creare, alla curiosità crescente di andare fino in fondo. È senza dubbio un libro che vi consiglio di leggere e che “si farà leggere” velocemente.
di Massimo Granchi

11.
A tratti commovente, è la storia di due donne Assireni ed Eleonora, che vivono in posti così lontani e diversi da sembrare pianeti distinti, ma che alla fine si incontrano come per magia, per aiutarsi e per capire la vita l’una, dall’altra. Storia emozionante di Donne forti e decise a lottare per il proprio destino, entrambe perdono un bambino, episodio che dopo l’iniziale periodo di sofferenza e disperazione, si trasforma in forza di carattere e chiarezza del proprio progetto di vita. Soprattutto per Assireni, che avuta, poi, una bambina, decide di lottare per la sua emancipazione e cocciutamente userà tutte le sua forze per ottenere il risultato. E’ dolce e scritto bene, si legge volentieri , senza troppi colpi di scena, la storia scorre lenta ma è una storia forte. Lettura che consiglio, fa bene allo spirito.
di Angelo Gavagnin

12.
Ho letto questo libro, che definirei “prezioso”, in breve tempo. Iniziato quasi per gioco e, pagina dopo pagina, mi sono ritrovata ad aver bisogno di sapere come andasse a finire. Molto spesso le strade che intraprendiamo non sono quelle che seguono le corsie della nostra anima, ma semplicemente quelle che ci troviamo già pronte davanti.
Ci vuole coraggio ad aprire gli occhi, ad opporsi alla ferrovia della nostra vita, a quel che altri hanno scelto per noi. Ma si deve uscire dai binari se si vuole esser fedeli a se stessi. Due donne, all'apparenza molto diverse si ritrovano a mescolare nei ricordi le proprie vite. Esistenze vissute in due mondi tra loro lontanissimi ma tragicamente vicini.
Frammenti di storie che si incrociano e che destano nel lettore un'emozione via via crescente. Donne e madri, madri e figlie, in un susseguirsi di cambi di prospettiva che fanno riflettere.
Romanzo al femminile, incentrato su varie figure di donna nei vari stati dell'esistenza. I rimpianti e la liberazione. A tratti un pugno nello stomaco.
Ottima la descrizione dei sentimenti, dei personaggi e delle atmosfere. Ben scritto, scorrevole, chiaro e diretto. I contenuti emotivi sono il punto di forza di questa opera.
Assolutamente da leggere.
di Tamara Marcelli

13.
Un libro che verrà sicuramente apprezzato da tutti coloro che amano viaggiare, che amano scoprire altri mondi ma soprattutto altre culture. Ornella Nalon scrive una storia toccante con una trama semplice ma non per niente scontata, con protagoniste due donne forti di carattere e che hanno vissuto vite difficili. Nella storia cresceranno e avranno il loro riscatto. La scrittrice usa un linguaggio semplice, - con dialoghi tra Eleonora, medico chirurgo sessantenne e Assireni, donna Masai, - ma anche termini tipici della cultura Masai che troverete tradotti nelle note alla fine della pagina. Insomma Ornella Nalon riesce a descrivere intimamente queste due donne così diverse, data anche la loro provenienza da due mondi opposti tra loro ma che troveranno anche dei punti di contatto tra loro, perché la sofferenza è universale e colpisce tutti. Condivideranno e si racconteranno le loro tragiche storie. Insomma sarete catapultati in questa cultura, completamente diversa da quella occidentale, ma così vera, pura e ricca di valori..
di Debora Libardi

14.
C’è aria di festa nel villaggio.

Ai confini del mondo, donne e uomini non si nasce, ma lo si diventa, attraverso un percorso iniziatico, un antico rito masai, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, ma che precedono l’avvento dell’Islam, nell’Africa subsahariana.

La fanciulla viene tenuta ferma, con le gambe divaricate, e, sollevandone la veste candida, le viene praticata una mutilazione che ne eliminerà la protuberanza clitoridea, retaggio di una fallace mascolinità uterina, e la renderà non soltanto adulta.

La renderà futura donna, moglie, madre e appartenete al proprio popolo, figlia vera, non più solo di ventre, ma anche di sacre tradizioni, che hanno il dovere di preservare il marito e lei stessa da un probabile tradimento, mutilando carne e sterilizzando il suo futuro piacere sessuale fin dall’età pubere.

Agli opposti confini del mondo, confini che ci appartengono, donne si nasce e, a volte, lo si deve diventare in modo altrettanto rituale e traumatico. Eleonora vuole (o deve?) essere bella e vestita con armi di seduzione, il giorno del suo diciottesimo compleanno. I suoi amici la festeggeranno, lei civetterà con tutti, si ubriacherà e finirà nel letto con uno sconosciuto. Rincaserà a notte fonda e non troverà nessuno sveglio in pena per lei, nessuno che le chiederà spiegazioni e valuterà una punizione.

Assiremi ed Elenora sono due donne diverse nei lineamenti, nell’età, nella cultura, nel ruolo. Eppure così simili, nella fame d’amore, nel peso denso del lutto e della colpa, nel senso di straniamento laddove si è nate e nel senso di riconoscimento con chi pare troppo distante. Sono due Donne che si specchiano una negli occhi dell’altra e si raccontano, una con la voce, una con un silenzio d’intesa.

Oltre i confini del mondo, di un mondo che non ha confini.

«Mi piace parlare con te, mama. Riesco a raccontarti tutto quello che ho trattenuto dentro di me per anni e che non ho mai avuto il coraggio di dire per paura di essere considerata ingrata, o peggio ancora pazza. Tu fai apparire normale quanto io ritenevo malato. Sapessi quale liberazione è, per me. Ma ora devo andare. […] Assireni non disse altro ma accennò un lieve sorriso e chino leggermente il capo in segno di saluto, poi aprì la porta e uscì nella calura del giorno che stava per finire. Eleonora rimase in piedi sull’uscio, a fissare quella donna con il capo lucido perfettamente rasato, con il lesso di vari colori che le avvolgeva il corpo alto e magro con un numero imprecisato di collane, bracciali e cavigliere di perle multicolore che sobbalzavano al ritmo del suo passo veloce».
di Emma Fenu

15.
"Oltre i confini del mondo" di Ornella Nalon.
Eleonora, medico italiano, non ha più nulla che la leghi al suo paese. Dopo la morte del figlio, il divorzio da un marito, con il quale ogni comunicazione, anche verbale, sembra essere un lontano ricordo del passato e due genitori, a cui è legata più per una questione genetica che da amore vero, sente di aver perso sé stessa.
Assirei, africana, sottomessa da rigide tradizioni culturali, allevata con l'unico scopo di servire il marito, sottoposta all'infibulazione contro la propria volontà, assisterà inerme alla morte del suo primo figlio.
In uno scenario dell'Africa Subsahariana, non ben definito, tra Arusha e Nairobi, le due donne faranno la reciproca conoscenza. Scoprendosi più forti di prima, dopo essere riemerse dalle proprie ceneri.
Nel libro, non troveremo una spiccata descrizione dei paesaggi, né tantomeno, dei volti che rappresentano le protagoniste della storia, ma assisteremo a quel tanto che basta a rievocare in noi, luoghi, usanze, culture e sentimenti che ci accompagneranno nella, se pur breve, intensa storia di vite umane: oltre i confini del mondo.
di Sandra

16.
protagoniste femminili svolte in parallelo in due emisferi diversi della stessa umanità. Una donna italiana e una donna masai messe a dura prova dalla vita e dalla morte che tentano di trovare "una stanza tutta per sé " in culture che sembrano lontane, ma dove la lotta per l' emancipazione non ha ancora trovato una più ampia vittoria. Da una parte fame, sottomissione, infibulazione e dall' altra il male di vivere, il vuoto degli affetti, l' assenza di riferimenti portano entrambe le donne a scegliere di cambiare il corso degli eventi radicalmente, un corso che sembra già scritto dalla storia e dal destino, ma che alla fine viene deviato dimostrando che la forza il coraggio la determinazione portano sempre qualche frutto prezioso. Una duplice storia che fa riflettere e che invita ad allontanarsi dal proprio piccolo e sterile universo egocentrico per scegliere di vivere di relazione. Consigliato : una lettura davvero per tutti!
di Sonia Vela

17.
“Oltre i confini del mondo” di Ornella Nalon non è un libro che parla di viaggi in terre lontane, non nel senso classico del termine. È la storia di due donne, di due vite che si incontrano e si intrecciano in modo semplice ed eccezionale allo stesso tempo, come solo la sorte può far accadere. Assireni, donna del popolo Masai, racconta la storia della sua vita ad Eleonora, medico che in Tanzania svolge la sua opera umanitaria. Con una scrittura semplice ed immediata, leggera e diretta, l’autrice fa passare davanti ai nostri occhi le sofferenze, le sconfitte, le umiliazioni di due donne apparentemente molto diverse fra loro ma, in realtà molto simili. E poi ci sono le vittorie, quella di Assireni che passa attraverso l’emancipazione della figlia Sabra e quella di Eleonora che riesce ad ascoltare se stessa e a ritrovare una serenità perduta. Ornella Nalon affronta temi drammatici e sentimenti forti con la delicatezza e la partecipazione emotiva che solo una donna può avere. Sullo sfondo il paesaggio polveroso della Tanzania o quello incapace di affetti di un’agiata famiglia europea. Una narrazione che non ha bisogno di colpi di scena, che scorre fluida e accattivante, personaggi ben delineati e molti spunti di riflessione. Lo consiglio.
di Franco Filiberto

18.
Un dialogo tra due mondi diversi attraverso due donne diverse, così diverse da essere fondamentalmente uguali.
Nelle nostre teste pensiamo che le nostre civiltà siano molto differenti , ma se scaviamo in profondità , se non ci soffermiamo in superficie ,leggendo ciò che Ornella scrive e descrive, possiamo arrivare a capire quanto siano più vicine di quel che pensiamo. Ad esempio il leone che uccide il padre di Assireni potrebbe essere tranquillamente il braccio di una gru che uccide il padre di chiunque di noi. La vita, ovunque nel mondo, in fondo è una lotta per vivere e sopravvivere. I padri così diversi ma così ugualmente assenti, per lavoro o per il diritto a sopravvivere.
Eppure mamma Nora ci dimostra quanto sia bello, libero ed affascinante il dialogo con Assireni, per cultura diversa, ma interiormente simile. Entrambe volitive e per certi versi controcorrente. Contro quei destini che in Tanzania non si possono cambiare , specialmente se si è donne. La lotta improba all'infibulazione, purtroppo ancora legge in fondo al mondo. Due donne, due destini ed una sola terra. L'autrice riesce a teletrasportarmi in Tanzania ed a farmi partecipare alle giornate polverose, ricche di quella polvere che crea una patina che rimarrà a lungo in questa testa ancora troppo occidentalizzata . Grazie per avermi colorato un poco di più la mia fantasia africana...
di Cesare P.

19.
Un libro che mi ha dato forza, per un racconto che ha saputo scaldarmi il cuore, mi ha fatto soffrire ma anche sorridere, mi ha ricordato la bellezza dell'intercultura in questo mondo che, purtroppo, vuol far vedere solo le cose terribili. L'amicizia, i sentimenti sinceri, la vita.. sono cose bellissime, non dobbiamo mai dimenticarlo.
di Isabella Cavallari

20.
La storia narra l'incontro di Assireni ed Elenora sono due donne diverse nei lineamenti, nell’età, nella cultura, nel ruolo. Eppure così simili, nella fame d’amore, nel peso denso del lutto e della colpa, nel senso di straniamento laddove si è nate e nel senso di riconoscimento con chi pare troppo distante. Sono due Donne che si specchiano una negli occhi dell’altra e si raccontano, una con la voce, una con un silenzio d’intesa.
Consigliatissimo: porta in un mondo lontano e poi riporta a casa, perchè il mondo non ha confini e le nostre storie si intrecciano.
di Emma

21.
Ho avuto il piacere di leggere uno scritto dal titolo “Oltre i confini del mondo” di Ornella Nalon.
E' la storia di due destini che si incrociano generando confronto e condivisione, due donne tanto diverse tra loro per nascita, lingua e ceto sociale che si comprendono grazie alla lingua universale che entrambe conoscono, quella del dolore.
Due donne che vivono una profonda solitudine che dona loro l'opportunità di “rinascere” continuando ciascuna a proseguire il proprio cammino.
Condividere una lettura è una sorta di dono che si offre agli altri per diffondere il sentire che il racconto od il romanzo ci ha regalato.
Mi piace definirli “doni per l'anima” perché il passaparola che ciascuno può praticare diventa un'onda di passioni che strada facendo si arricchisce lasciando traccia di sé nelle persone!
Lo consiglio!
Grazie Ornella Nalon
di Liliana Sghettini

22.
Un dialogo tra due donne, diverse tra loro ma legate dal sottile filo della sofferenza. Un dialogo che ciascuna di loro intraprende con se stessa, esplorando ricordi carichi di dolore. Due culture, due mondi, due esistenze. Una sola forza. L'accettazione e la consapevolezza di dover continuare a vivere, per sé e per gli altri.
Ho divorato pagina dopo pagina! Mi sono commossa, arrabbiata, ho sorriso e sperato. Bellissima lettura.
di LaFra1977

23.
Un libro che mi ha dato forza, per un racconto che ha saputo scaldarmi il cuore, mi ha fatto soffrire ma anche sorridere, mi ha ricordato la bellezza dell'intercultura in questo mondo che, purtroppo, vuol far vedere solo le cose terribili. L'amicizia, i sentimenti sinceri, la vita.. sono cose bellissime, non dobbiamo mai dimenticarlo.
di Caillean85

24.
La storia di due donne tanto diverse ma anche tanto simili nell'emotività del proprio vissuto. Due donne come tante ma con una forza d'animo ed una determinazione tali da renderle due meravigliose grandi donne.
Mi è molto piaciuto il modo in cui le vicende delle due protagoniste vengono intrecciate.
La narrazione è scorrevole e coinvolgente, capace di catturare l'attenzione e le emozioni.
di Beatrice


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UNA LUCE SUL FUTURO

Editore: StreetLib New!
Collana: Gli scrittori della porta accanto
Genere: Narrativa | Paranormal
ISBN: 978-88-6307-654-7
ebook 1,99€

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NON TUTTO È COME SEMBRA

Editore:  0111 Edizioni
Genere: Giallo
ISBN: 978-88-6307-816-9
cartaceo 14,50€
ebook 3,99€

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AD ALI SPIEGATE

Editore:  Montag
Genere: Narrativa per ragazzi
ISBN: 978-88-68920-11-1
cartaceo 11,40€
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