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Recensione: Questione di virgole, di Leonardo G. Luccone

Recensione: Questione di virgole, di Leonardo G. Luccone

Libri Recensione di Davide Dotto. Questione di virgole. Punteggiare rapido e accorto, di Leonardo G. Luccone, Laterza 2018. Fin dove può spingersi la creatività di un autore nell'uso della punteggiatura? 

Qualcuno è convinto che le virgole siano usate quando è bene fare una pausa.
Non è del tutto vero. La funzione della punteggiatura è molto più articolata e complessa. Quando pensiamo a una pausa abbiamo in mente di solito la lettura di un brano o un discorso verbale, dimentichi delle dinamiche del testo scritto.
Fate una prova: prendete un testo ben scritto, leggetelo ad alta voce e vi accorgerete subito che le pause per la respirazione o per riprendere fiato non corrispondono sempre ai segni di punteggiatura, e nemmeno la durata delle nostre pause o il ritmo che abbiamo impresso alla lettura è proporzionale al peso dei segni.
Se trascriviamo un parlato è facile cadere in trappola e collocare virgole dove non vanno. Questo il vero nervo scoperto. La punteggiatura indirizza la lettura e, lungi dal governarla, contribuisce a darne il ritmo.
A cosa serve la punteggiatura, esattamente? Essa mette in luce i rapporti gerarchici tra le parti del discorso, rivelandosi opportuno baluardo contro pericolosi equivoci: «Grazia impossibile, giustiziarlo!», «Grazia, impossibile giustiziarlo!».
Per il resto c'è spazio - e non poco - per lo stile autoriale. La punteggiatura è in grado di impreziosire o pregiudicare un testo, a dimostrazione che essa è legata tanto al contenuto, quanto alla struttura e al ritmo.
Poteva succedere qualsiasi cosa, in quell’istante.
- Alessandro Baricco, Oceano Mare
Gente andava e veniva, e facevano baccano.
- Cesare Pavese, Il compagno
Le virgole di questi esempi non sono grammaticalmente necessarie, ma nemmeno superflue: sono una firma.

Fin dove può spingersi la creatività di un autore?

È una regola assodata che la virgola non possa separare il soggetto dal verbo. Tuttavia si considerino i seguenti esempi:
Il profluvio di parole con cui la bionda mi aveva strappata al sofà, non m’impedì di sentirmi anche qui un’intrusa, eppure sapevo da un pezzo che in questi casi c’è sempre chi sta peggio.
- Cesare Pavese, Tra donne sole
L’idea che per tutta l’estate avevan corso le autostrade stretti insieme sulla moto, mi fece una rabbia.
- Cesare Pavese, Il compagno
Che cosa ci sia dietro la mano, è questione controversa.
- Italo Calvino, «La penna in prima persona», da Le più belle pagine scelte da Calvino
Le virgole segnate in rosso non dovrebbero esserci dato che si intromettono tra un soggetto (anche se espanso) e il verbo. La cosa tuttavia non è così scontata come sembra. La seguente riflessione è chiarificatrice e spiazzante al medesimo tempo.
Come regolarsi di fronte alla tendenza a separare con una virgola il soggetto dal verbo, oppure il verbo dall’oggetto diretto o indiretto, quando gli elementi in questione sono contigui? Questa domanda ammette risposte differenziate, secondo che l’uso della virgola debba essere regolato unicamente dai rapporti sintattici tra i costituenti del nucleo della frase (il che avviene in situazioni non marcate pragmaticamente) o, al contrario, dalle relazioni che compongono la struttura informativa della frase stessa (il che avviene in condizioni di marcatezza semantico-pragmatica).
- Bice Mortara Garavelli, Prontuario di punteggiatura

Difficile stabilire una volta per tutte quando ci troviamo di fronte ad errori o a licenze meritevoli di attenzione.

Si aggiunga che non è ininfluente il tipo di componimento che abbiamo davanti: un testo scientifico o giuridico è più rigido di un saggio divulgativo (quale una recensione); un'opera letteraria ci mette a confronto con deroghe alquanto più spinte e al limite dell'eresia:
Lui, non raccontava mai nulla - Carlo Cassola
Si considerino le varianti: «Lui non raccontava mai nulla.», «Non raccontava mai nulla, lui.»
Il prete, non poteva dirle nulla - Pier Paolo Pasolini
Si considerino le varianti: «Il prete non poteva dirle nulla.», «Non poteva dirle nulla, il prete.»
Però, di tante belle parole Renzo, non ne credette una - Alessandro Manzoni
I precedenti rappresentano casi in cui il soggetto, messo in evidenza, motiva la difformità a una convenzione più che consolidata. Nel caso di Manzoni, Renzo è messo in evidenza nel momento in cui è assorbito nell'inciso. Se appaiono grammaticalmente scorrette, sono giustificate dal contesto, dal contenuto e dalla struttura della frase.

Sono solo alcune delle riflessioni cui conduce la lettura di Questione di virgole. Punteggiare rapido e accorto, di Leonardo G. Luccone. 

Pur non essendo una grammatica, da una parte è un discorso generale sulla punteggiatura, dall'altra una guida pratica che fa incetta di casi presi a prestito da letteratura, saggistica, quotidiani. È il modo migliore - l'esempio appunto - per capire che, se esistono regole sulla punteggiatura, esse non sono rigidamente codificate, ma derogabili in presenza delle più disparate situazioni e non destinate, quindi, ad applicarsi meccanicamente. Come ampiamente dimostrato, le esigenze del testo e la logica dell'interpunzione si intersecano e si condizionano a vicenda più di quanto si creda.


Questione di virgole
Punteggiare rapido e accorto

di Leonardo G. Luccone
Laterza
ISBN 978-8858130650
Cartaceo 13,60€
Ebook 9,99€

Sinossi
La virgola e il punto fermo hanno fagocitato il punto e virgola e i due punti. I catastrofisti dicono che rimarremo solo con il punto (o 'soli con il punto'): più che una scrittura telegrafica è un ritorno al telegrafo. Eppure, con una sola virgola ben messa si può illuminare una pagina. Allora, cosa si può e cosa non si può fare con questi segnetti meravigliosi? E soprattutto: come li hanno usati gli altri, quelli bravi e molto più autorevoli di noi? Questo libro tenta di fare chiarezza. Con semplicità e metodo, e la guida di mirabili scrittori, racconta gli usi corretti ed errati di virgola e punto e virgola, a partire da casi reali tratti da romanzi, saggi, articoli. Incontreremo autori che usano la punteggiatura in modo automatico e naturale, come se fosse il respiro del testo; altri che la usano come un'arma, come manifesto estetico ed esistenziale. Affronterete le incertezze della vostra punteggiatura, ad una ad una, anche quelle che non sapevate di avere. Sfideremo gli 'atroci dubbi', eviteremo le trappole, disinnescheremo le mine - con leggerezza e senza paura di sbagliare, perché la creatività ci permette di allargare i confini delle norme. Provate a tirare l'elastico: che i vostri segni-lucciola diventino fari per illuminare le vostre idee. Pronti a rifare la punta alla punteggiatura?

Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.

About Davide Dotto

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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