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Recensione: Branchie, di Niccolò Ammaniti

Recensione: Branchie, di Niccolò Ammaniti

Libri Recensione di Ornella Nalon. Branchie di Niccolò Ammaniti, Einaudi, edizione 2010. Uno spassoso romanzo breve che ha il sapore di una goliardata. 

Di Niccolò Ammaniti ho letto da poco Io non ho paura e sono rimasta affascinata sia dalla storia che dal suo stile di scrittura. Quando, su una bancarella, ho trovato il suo libro Branchie l'ho subito fatto mio e ho cominciato a leggerlo il prima possibile. Assoluta sorpresa! I due libri sono all'antitesi. È come voler comparare il caldo al freddo, il dolce al salato, il giorno alla notte.
In Branchie ho scoperto uno spassoso Niccolò Ammaniti autore di una storia umoristica con alcuni picchi di pura demenzialità che trasmette la sensazione di assistere a quei cartoni animati in cui tutto è possibile e nessuno si fa mai male.
Marco Donati è un giovane con la passione dei pesci e che grazie a questi si sarebbe costruito anche una produttiva e soddisfacente attività. Il condizionale è d'obbligo poiché da quando viene a sapere di essere ammalato di cancro ai polmoni, il suo interesse per il lavoro e per tutto il resto scema sino a farlo diventare una persona apatica che affoga le sue paure nell'alcool.
Con questa premessa si potrebbe pensare a una storia dagli sviluppi drammatici e infatti, per una quindicina di pagine è quello che ho creduto anch'io, ma la svolta si realizza quando a Marco arriva per posta la commessa di una facoltosa signora indiana per costruire nella sua villa il più grande e fornito acquario dell'India. Il compenso è decisamente lauto, ma più che altro il giovane pensa che questo potrebbe essere lo stimolo per concludere la sua vita in bellezza.

È da quando mette piede in India, che al protagonista di Branchie di Niccolò Ammaniti accade di tutto. 

 Scopre che la sua potenziale cliente non esiste all'indirizzo che gli ha dato, a più riprese viene inseguito da un gruppo di persone vestite d'arancione che lo vogliono rapire, ma dopo rocambolesche fughe riesce sempre a seminarli. Avrà a che fare con la più sordida delle persone, un certo Subotnik, che non solo si arricchisce con il commercio di organi e di parti anatomiche di persone che rapisce, ma prova anche piacere nel praticare le sevizie. Scopre che la madre è complice del malefico uomo perché in cambio si è completamente rifatta il corpo e il viso, coronando il suo sogno di tornare giovane e sexy.
Unica nota positiva: conosce un gruppo di musicisti, la Banda dell'Ascolto Profondo (BAP), tra cui una ragazza che gli ruberà il cuore, che ama esibirsi nei tombini per produrre un nuovo tipo di musica con effetto rimbombante. Si unirà a loro suonando un didgeridoo ricavato da una grondaia. A questo punto, il genere letterario non può che risultare chiarissimo.
Resta solo da dire che Niccolò Ammaniti sa coinvolgere con il suo tono scanzonato e un po' ruffiano, poiché fa raccontare la storia in prima persona a Marco Donati che spesso si rivolge direttamente al lettore, a volte in via confidenziale.

Spassosi gli stacchi in cui Niccolò Ammaniti passa dalla più assurda delle avventure, alla descrizione classica e poetica del paesaggio, come fosse il più formale dei romanzi.

È chiaro che egli si sia divertito a scrivere la storia quanto noi a leggerla, e sono convinta che questo libro costituisca una sua goliardata, tant'è che si tratta della sua prima opera letteraria (anche se revisionata) scritta nel 1993 quando stava ancora frequentando l'università. Ecco perché mi sentirò un po' ridicola a riportare i messaggi che vi ho scorto come: l'importanza dell'amicizia e dell'avere uno scopo per dare un senso alla vita, e non per ultimo, il trionfo del bene sul male. Non credo sia stato nei suoi propositi trasmettere tutto questo, anche se poi, in fondo, l'importante è ciò che ogni lettore sa trarre da quanto legge e se anche fosse soltanto qualche ora di svago, il libro avrebbe già un suo senso.



Branchie

di Niccolò Ammaniti
Einaudi
Narrativa
ISBN 880622171X
cartaceo 11,00€
ebook 6,99€

Sinossi
Protagonista di Branchie è Marco Donati, un ragazzo che studia il comportamento dei pesci, malato terminale, con madre ossessiva e fidanzatina. Dall'abulico trascinarsi da una festa all'altra nella Roma dei quartieri alti, Marco precipita in una avventura senza limiti, come un cavaliere senza paura, in un'India che sembra il capolavoro di un falsario pazzo. Road movies, videogames, quiz col domandone nei momenti piú critici, demenziali sport estremi, manie generazionali e molto altro, tutto Ammaniti frulla come in un «tramezzino ripieno di baccalà, broccoli, maionese e cipolle al curry».

Ornella Nalon
Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, 0111 Edizioni.
Una luce sul futuro, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto.

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