Gli scrittori della porta accanto

Un caffè con Loredana Limone

Il nostro Caffè Letterario è lieto di ospitare una scrittrice di fama internazionale, già nota al grande pubblico di lettori coi romanzi Borgo Propizio, E le stelle non stanno a guardare. Nel nostro salotto virtuale incontriamo Loredana Limone.

Buongiorno Loredana e benvenuta sul nostro sito letterario.
È un onore per me averti qui. Una grande avventura la tua passione per la scrittura. Cosa ti ha spinto a scrivere nella tua vita di tutti i giorni? Cosa ti affascina e ti ispira? È vero che hai iniziato il tuo percorso di scrittrice scrivendo fiabe per tuo figlio?
Grazie dell’ospitalità, Silvia, ma togli la parola onore, per piacere, non è proprio il caso con me.
Ho iniziato a pubblicare con le fiabe scritte per mio figlio, ma scrivo da quando ero bambina. Sin da allora mi ha spinto a farlo il bisogno di esprimermi; a ispirarmi è la vita stessa.

Un terremoto a Borgo Propizio” è il terzo libro della serie dedicata al piccolo fiabesco Borgo. Si incontrano gli stessi personaggi che i lettori hanno avuto il piacere di conoscere e amare nei libri precedenti. Questa volta un terremoto catastrofico distruggerà il paese, e con esso anche la vita degli abitanti verrà messa in discussione. Quanto ti ha coinvolta intimamente la stesura del romanzo? C’è qualcosa di autobiografico?
L’intera saga è di fantasia, con la realtà che fa capolino in vari punti, ma i sentimenti, e anche i dolori, sono i miei. L’autore, in genere, è dentro ogni personaggio. In merito al terremoto, io stessa, il 23 novembre 1980, sentii a Napoli quello dell’Irpinia e lo ricordo, perciò questo romanzo è un segno empatico verso tutte le vittime dei sisma. 

Qualcuno ha scritto che “Un terremoto a Borgo Propizio” è un romanzo per perdersi e poi ritrovarsi, in quella bellezza che solo lì si può trovare”. A tuo parere quali sono i punti di forza del romanzo?
Spero di meritare questo commento meraviglioso!
Be’, credo che i punti di forza del romanzo siano la sincerità, l’onestà intellettuale, la fluidità. Non ci sono forzature, né espedienti, né furbizia.

Il paese di Borgo Propizio assomiglia ai caratteristici paesini italiani in cui tutti si conoscono e in cui tutti si impicciano delle vite altrui: esiste davvero oppure è un luogo frutto dell’immaginario, o si identifica con un paese realmente esistente a te caro?
Ho scritto il primo Borgo Propizio durante un brutto periodo in cui volevo scappare dalla mia vita e mi sono rifugiata in un luogo che niente avesse a che vedere con essa. Infatti sono romanzi di evasione; il linguaggio è leggiadro, ridanciano. 

Una scrittura poetica la tua, scorrevole e condita sempre da una vivace ironia. La trama avvincente e coinvolgente, tra favola e realtà, quando tutto sembra distrutto un nuovo caso spunta all'orizzonte con una bella gatta da pelare per il Maresciallo Saltalamacchia: la morte di uno degli assessori. Tantissimi i colpi di scena e molte le verità svelate; difficile catalogarlo in un unico genere. Può essere definito un romanzo di denuncia (in cui il politico di turno non è in grado di gestire una situazione d’emergenza e i cittadini devono fare i conti con uno Stato che non li tutela)?
Di denuncia forse sì, ma non intenzionalmente. Più semplicemente direi: poiché a Borgo Propizio va in scena la vita che è fatta di cose belle e di cose brutte, in questo terzo romanzo è stato il turno di quelle brutte.
>> recensione di Samantha Terrasi

Quanto tempo ti ha impegnato la stesura di quest’opera?
Sono una scrittrice lenta, per un romanzo impiego circa un anno. 

Loredana preferisce leggere alla vecchia maniera, sfogliando le pagine e annusando il profumo dei libri, oppure si è lasciata sedurre dalle nuove tecnologie e legge utilizzando i nuovi supporti digitali?
Leggo il cartaceo, la tecnologia non appartiene alla mia generazione e la subisco fin dove non posso evitarla. 

Anche tu prima di arrivare al grande pubblico avrai lavorato sodo e incontrato non pochi ostacoli sul tuo cammino. Che consiglio daresti a un autore emergente che fatica a farsi conoscere, ma che ha tanta voglia di fare e tanti progetti per il futuro? Come si approda a un prestigioso editore?
Sì, ho fatto una lunghissima gavetta: dieci libri pubblicati con piccole case editrici prima di entrare nella grande editoria. Come sempre quando mi viene posta questa domanda, rispondo con lo stesso consiglio ricevuto dal compianto Pederiali in un per me fortunato incontro: avere pronto un romanzo inedito su cui puntare e affidarsi a un serio agente letterario. Mi sconsigliò i racconti, che definì poco amati dagli editori. 

La tua fama internazionale è indiscussa. In quante e quali lingue sono stati tradotti i tuoi libri?
Dire fama internazionale nel mio caso è un’esagerazione. Quella è ben altro rispetto alle mie traduzioni che sono solo tre: in Spagna, Bulgaria e Germania. Ma io ne sono orgogliosa e contentissima. 

Hai nuovi progetti per il futuro?
Ho consegnato Borgo 4 che chiude la saga. Ora mi sta frullando in mente una nuova trama… 

Dove possiamo trovare i tuoi libri? 
Si tratta di edizioni Salani più TEA per i tascabili. Si trovano dovunque in libreria e negli store on line >> tutti i libri di Loredana Limone


Loredana, mi ha fatto molto piacere conoscerti e approfondire i dettagli della tua ultima fatica letteraria, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri. 



Silvia Pattarini


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