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I fidanzatini di Peynet

I fidanzatini di Peynet

Arte Di Ornella Nalon. Due figure filiformi di un uomo con bombetta e capelli lunghi e della sua innamorata. I fidanzatini di Peynet: l'amore di coppia a San Valentino.

Dovendo scrivere un articolo sull'amore, mi sono chiesta quale fosse, secondo me, il simbolo che lo rappresentasse. Non ho pensato al classico cuore, a Cupido che tira le frecce, oppure al più materialistico solitario da un carato. No. La prima immagine che mi è venuta in mente, sono state due figure filiformi di un uomo con bombetta e capelli lunghi e della sua innamorata. Due disegni che, per anni, ho visto rappresentati ovunque e non solo in occasione della festa di S. Valentino. Certo ora, nell'era digitale, in cui anche il romanticismo, rispetto ai miei tempi, ha assunto una diversa connotazione e una differente forma di espressione, certi simbolismi potrebbero far sorridere, tuttavia è indubbio che Valentino e Valentina abbiano raggiunto un successo tale da entrare, a pieno titolo, nella memoria di tanta gente e nella storia del fumetto.


Era una sera di gennaio del 1942 che Raymond Peynet fu costretto a fermarsi alla stazione di Valence.

Raymond Peynet
Doveva aspettare un'ora per prendere il treno che l'avrebbe condotto a Clermond-Ferrant dove abitava con la famiglia, così decise di fare una passeggiata nei vicini giardini pubblici. In un punto del parco, notò un chiosco che, prima della guerra, ospitava la banda della città per tenere i suoi concerti.
Probabilmente, la sua mente tornò indietro al tempo in cui gli animi erano più sereni, i cuori non erano serrati dalla costernazione e dalle brutture del conflitto, e potevano recepire, dalle note musicali, nient'altro che messaggi di gioia e di speranza. Fu così che gli venne l'ispirazione di un disegno: trasse di tasca un foglio di carta e una matita e tracciò la figura di un violinista, dai capelli lunghi e bombetta e una coppietta di fidanzati, che ascoltavano la sua musica, rapiti. 
La vignetta prese il nome di “L'incompiuta” e venne pubblicata su “Ric & Rac”, la rivista per la quale Peynet lavorava. Il successo fu immediato e dette origine a una lunga serie di illustrazioni con l'omino smilzo e dai capelli lunghi come protagonista, di nome Valentino, sempre disposto a mettersi in gioco per fare trionfare l'amore. 
Dopo un anno dalla sua creazione, l'autore pensò di dargli una fidanzata e fu così che forgiò l'esile silhouette di Valentina. La coppia di fidanzatini sognanti era perfetta e riscattava il desiderio di credere ancora nei sentimenti, nella bontà, nella dolcezza e nella speranza di intere popolazioni martoriate.
Così, les Amoreaux cominciarono il loro viaggio in tutto il mondo. Le loro figure apparvero su libri, cartoline, francobolli, medaglie e statue ed ispirarono compositori di canzoni, tra cui Charles Aznavour e Georges Brassens. Negli anni cinquanta, la Lenci acquistò i diritti per fabbricare delle bambole con la loro riproduzione. Attualmente, ben quattro musei, nel mondo, sono dedicati agli innamorati di Peynet: a Karuizawa e Sakuto-cho, in Giappone, ad Antibes e Brassac-les-Mines, in Francia. Mentre ad Hiroshima, è stato dedicato loro un monumento.  Les Amoureux sono raffigurati anche nel noto muretto di Alassio.
Nel 1982, il chiostro di Valence, che ha ispirato il vignettista, è stato dichiarato monumento nazionale francese e porta una targa raffigurante i teneri fidanzatini che si tengono per mano.

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Ma chi è Raymond Peynet

Nato a Parigi il 16 novembre 1908, intraprese un percorso di studi che gli fece conseguire la carriera di disegnatore, dapprima presso un'agenzia pubblicitaria, per la quale illustrava etichette di profumi e scatole di cioccolatini e, successivamente, come fumettista per diversi giornali parigini. Nel 1930 si sposò con l'eterna fidanzata, che conosceva fin dall'età di sette anni. Con Denise Damour (nome che non poteva essere più indicato), rimase sposato per tutta la vita ed ebbe una unica figlia, Annie.
Il successo di Peynet, che gli conferì la fama mondiale, avvenne nel 1942, come anticipato in precedenza, quando la sua fantasia e il suo animo romantico gli suggerirono di disegnare due innamorati che volevano rappresentare la dolcezza, la serenità e quella punta di incanto di cui ogni essere umano necessita.
Peynet morì il 14 gennaio 1998, ricongiungendosi, così, alla sua amata “Valentina” che lo aveva lasciato qualche anno prima.
Un uomo che ha amato un'unica donna per oltre ottant'anni, quale miglior messaggio poteva lasciare se non due eterni fidanzati?
Io so che la vita reale è triste, ma di sognare abbiamo sempre bisogno. La poesia non è guerra, morte, malattia, essa vive tra i fiori, gli uccelli, la natura. Altri hanno scelto di darsi alla politica, io ho scelto di disegnare l'amore, la gentilezza, la tenerezza.

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Ornella Nalon
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