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Valentina Gerini presenta: Ponsacco Los Angeles, sulle tracce di Bruce Springsteen

Valentina Gerini presenta: Ponsacco Los Angeles, sulle tracce di Bruce Springsteen

Presentazione Libri | Intervista a cura di Silvia Pattarini. Ponsacco los Angeles. Sulle tracce di Bruce Springsteen, il nuovo romanzo di Valentina Gerini, Gli scrittori della porta accanto per StreetLib, 2017: quattro amici inseguono il loro sogno, da un paesino della provincia toscana, alla California.



PONSACCO LOS ANGELES
Sulle tracce di Bruce Springsteen

di Valentina Gerini
Gli Scrittori della Porta Accanto per StreetLib
Young Adult
ISBN 978-8826491752
cartaceo 10,99€
ebook 2,99 €

Quattro amici, quattro sogni, quattro strade differenti e due grandi passioni comuni: Bruce Springsteen e le serate alcoliche. "Ecco di cosa profuma la nostra amicizia: di erba fresca, di campi in fiore, di primavera. Dentro è soffice come il pelo di un gatto, ma fuori ha una corazza croccante come la crosta del pane caldo appena sfornato" - Marisa "L'ultima cosa che loro ricorderanno di me e di questa scena è ciò che più mi rappresenta: la chitarra con su appiccicato un adesivo di Bruce Springsteen. E ricorderanno anche il saluto di una che sta andando a costruire il proprio futuro a Los Angeles" - Valeria "Con loro non ci sono mai stati tabù o segreti, o quasi. Sono la mia parte femminile, mi fanno vedere sempre l'altra faccia della medaglia e riescono a farmi entrare nella mente delle ragazze" - Giulio "Ho smesso di bere ogni sera perché tanto al domani ci si penserà domani. No, adesso al domani ci penso oggi e bevo solo se il giorno dopo non ho assolutamente niente da fare. Questo, ne sono convinta, vuol dire crescere" - Fabiana.


L'autore racconta



Ciao Valentina, finalmente eccoti graditissima ospite nella mia rubrica, qui siamo in famiglia. Oggi è il tuo giorno, presentati ai nostri affezionati lettori: la tua fama ti precede, ormai sappiamo bene chi sei, ci racconti soprattutto chi non sei?
Non sono una che sta ferma e non sono una che ama la monotonia e la routine. Una ne penso e mille ne faccio, mi piace essere sempre in movimento e le mie giornate, anche quando non lavoro, raramente sono noiose.

Parliamo della tua ultima fatica letteraria “Ponsacco-Los Angeles. Sulle tracce di Bruce Springsteen”. Intanto complimenti per la copertina, è meravigliosa! È stata una tua scelta?
Sì, cioè non del tutto. Io ho dato indicazioni e suggerimenti alla nostra Stefania Bergo che è riuscita a tirar fuori una copertina da urlo!

Hai proprio ragione, Stefania è bravissima! “Ponsacco-Los Angeles. Sulle tracce di Bruce Springsteen” ci spieghi il perché di questo titolo così originale?
Il titolo deriva dal sogno di uno dei quattro personaggi del libro: andare in America, più precisamente a Los Angeles, a cercare Bruce Springsteen. In realtà volevo chiamarlo "Pisa-Los Angeles". Poi il mio amico giornalista Giampaolo, che come me è ponsacchino, mi ha suggerito di mettere nel titolo il paese in cui è ambientata la storia per destare (si spera!) più curiosità nel lettore. “Se scrivi Pisa tutti sanno dov’è, ma se scrivi Ponsacco qualcuno si chiederà dove sia e magari si incuriosirà nel leggere la storia”, mi ha detto. E mi è piaciuta l’idea. Così ho modificato il titolo.

Quanto tempo hai impiegato a scriverlo e perché hai voluto raccontare la storia di Valeria, Marisa, Fabiana e Giulio?
Ci ho messo molto tempo, circa due anni, intervallando fasi di scrittura a fasi di stasi. L’ho iniziato a novembre 2015, sulle memorie dei tempi del liceo, delle avventure vissute con i miei amici storici. Una volta finita la prima bozza, che era molto più snella e lineare del libro pubblicato, l’ho stampata e rilegata alla bell’e meglio per regalarla come regalo di Natale ai miei amici del liceo, ai quali mi ero ispirata. Regalo quanto mai apprezzato! Poi, dopo averlo lasciato decantare, l’ho ripreso in mano e l’ho cambiato, migliorato, allungato, inserendo alcuni personaggi e modificando anche il corso della storia.

Quanto c’è di autobiografico e quanto di romanzato?
Come detto poco fa, mi sono ispirata alle serate che trascorrevo con i miei amici del liceo rielaborando in forma romanzata sia i personaggi che gli avvenimenti. Una forma molto romanzata direi! Perché sì, io e miei amici eravamo birbanti al liceo, ma non proprio quanto Valeria, Giulio, Marisa e Fabiana!

La faccenda si fa interessante, birbantelli ma non troppo dunque. Le meravigliose descrizioni dei paesaggi sono molto realistiche. Hai visitato personalmente i luoghi del romanzo?
Tolto il paese di Ponsacco, nel quale sono cresciuta e vivo, gli altri luoghi li ho personalmente visitati (come Roma) e altri invece li ho descritti grazie ad accurate ricerche in Internet. Più di tutti però ho cercato di concentrare le descrizioni su Ponsacco, perché è il vero fulcro della storia. Un paese di provincia, dove i quattro amici crescono, si formano, si divertono e da cui poi fuggono…

Ci ricordi i titoli delle tue precedenti pubblicazioni?
Il mio primo romanzo è stato Volevo un marito nero, ispirato a quando facevo l’assistente turistica in Africa e altri posti paradisiaci e poi ho mollato tutto per amore del mio “marito nero”. Il secondo è stato La notte delle stelle cadenti, che parla di gravidanza e maternità sullo sfondo della Repubblica Dominicana.

Presentazioni e Caffè Letterario  Leggi altre Interviste di Silvia Pattarini

Esiste un filo conduttore o di aggregazione nei tuoi romanzi?
Credo di sì, più che un filo conduttore esiste un tema unico, che per me è fondamentale: i viaggi!

A chi dedichi la tua ultima fatica letteraria?

La mia ultima fatica letteraria è senza dubbio dedicata ai miei amici del liceo.

Si dice che “in un buon libro la cosa migliore è tra le righe”. Tra le righe del tuo libro si cela qualche messaggio particolare, o il tuo obiettivo si limita a intrattenere piacevolmente il lettore?
Vivere e crescere in un paese, con i suoi limiti, i suoi personaggi strambi, le sue usanze, i suoi ritmi, i suoi paesaggi, è molto diverso da vivere e crescere in città. E ci tenevo a sottolineare due cose con questo romanzo: l’amicizia e la vita di paese.

Ci lasci un breve estratto da “Ponsacco-Los Angeles. Sulle tracce di Bruce Springsteen”?

Amici che per me sono come fratelli tanto che mia madre li considera proprio come figli. Si fa in quattro per farli sentire a loro agio quando vengono a casa nostra e le piace che loro la considerino una di famiglia. Rompe un po’ le scatole, come tutte le mamme, ma è così gentile e carina che non si può non amarla. Si chiama Sirvana, con la erre al posto della elle. I miei amici all’inizio non ci credevano. E invece si chiama proprio così. Il suo nome è la versione pisana del classico Silvana. Probabilmente quando venne registrata all’anagrafe era presente una persona che scriveva proprio come parlava: in ponsacchino. Lei non se ne è mai fatta un problema. Firma e porta questo suo nome con grande orgoglio. Mio padre invece si chiama Claudio, ma tutti in paese lo conoscono come il figliolo di Sego. Sego era suo padre, così chiamato perché magro come un grissino. Dunque quando nacque lui, in automatico gli fu affibbiato il soprannome il figliolo di Sego. Se invece di nascere a Ponsacco fosse nato in America sarebbe probabilmente stato chiamato Sego Junior. Ma torniamo a ieri. Con Giulio, Fabiana e Marisa abbiamo trascorso la serata in macchina a bere e ascoltare musica. Ci siamo diplomati da poco e siamo di fronte al grande bivio. Le nostre strade presto si divideranno perché abbiamo scelto scuole diverse in città diverse. Io, a dir la verità, non ho scelto nessuna scuola. Voglio trovare un lavoro a Ponsacco, il paesino in cui sono cresciuta, nella provincia di Pisa, e intraprendere il viaggio della ma vita.

Ramon Eder afferma: “Quando un libro ci fa sorridere questo libro vale più di ciò che costa.” Sei d’accordo con questa affermazione o ti è capitato di pensare la stessa cosa leggendo un libro particolarmente divertente?
Sì, sono d’accordo! Ed è proprio per questo che stavolta mi sono cimentata in un romanzo che non è sentimentale ma (almeno spero) comico. Per rafforzare l’aspetto della “ponsacchinità”, come la chiamiamo noi di Ponsacco, ho scritto i dialoghi del libro con alcune parole in dialetto, comprensibili a tutti o con note esplicative. Perché il toscano, generalmente, è un dialetto che fa sorridere!

Esatto, voi toscani siete uno spasso quando parlate. Sarebbe troppo scontato chiederti che target di pubblico ambisci conquistare, quindi giro le carte in tavola e ti domando : a chi NON consiglieresti la lettura del tuo ultimo libro? 
Non lo consiglio a chi non sa ridere e a chi non sa sognare. Ma, se mi concedi l’uso di una frase affermativa, lo consiglio a chi è cresciuto in un piccolo paese di provincia tanto quanto a chi è cresciuto in città, a chi ha vissuto l’adolescenza negli anni ’90 e primi 2000 ma anche a chi la sta vivendo adesso o l’ha vissuta da poco.

Un messaggio carino per i nostri affezionati lettori.
Ai nostri affezionati lettori dico grazie. Grazie di leggerci e di supportarci anche se i nostri nomi non sono così famosi spesso da arrivare in tutte le librerie fisiche.

Progetti per il futuro?
Il mio prossimo progetto, in uscita il 19 marzo, è un brevissimo libro che parlerà di avventure e storie strambe vissute da un’assistente turistica in località di vacanza: Storie di una assistente turistica. Stay tuned!

Allora arrivederci al prossimo libro e alle tue prossime avventure. Grazie Valentina per essere stata con noi, un grande in bocca al lupo per il tuo libro, comunque vada sarà un successo!
Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

About Silvia Pattarini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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