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La Roma dei romanzi, mostra fotografica di Antonella Pela

La Roma dei romanzi, mostra fotografica di Antonella Pela - Fotografia

FotografiA Di Paola Casadei. La Roma dei romanzi, la mostra fotografica di Antonella Pela a Montpellier.

La prima volta che l’ho incontrata, aveva ai piedi delle doc nere a pois bianchi e i capelli blu. Poi i capelli sono stati anche rossi, e verdi. Un look originale per una persona dalle 1000 iniziative, vivace e instancabile.
Una laurea in antropologia, un passato multitasking tra fotografia ed esperienze professionali di livello, Antonella Pela vive in Francia da oltre dieci anni e da tre vive a Montpellier. Ex fotografa per Umbria jazz, al suo arrivo a Montpellier ha fondato l’associazione Italia a due passi, che svolge attività di formazione professionale e promuove attività culturali, come esposizioni di fotografia, incontri letterari, atelier di scrittura. Propone anche degli atelier di cucina del territorio. 
In un ambiente solo in apparenza solare, ma difficile da penetrare, Antonella Pela sta catturando adepti e studenti desiderosi di imparare la nostra lingua e conoscere la cultura italiana anche grazie ai viaggi che organizza ogni anno. Ma non solo. Ora scrive favole per bambini (Il gatto che creò le stelle è appena stato pubblicato) e traduce (Piège en Ombrie de Claire Arnot è il suo primo libro).
Il 23 marzo 2018, la serata di chiusura della sua mostra fotografica annuale è stata arricchita dalla presenza di uno scrittore e sceneggiatore italiano, Luca Poldelmengo.


Il titolo della mostra era La Roma dei romanzi. Ma anche la Roma dei tanti abitanti più o meno romani, che la popolano. 

I soggetti delle foto sono vari e variopinti, e l’autrice ha cercato di mostrare in chiave anche ironica e del tutto anticonvenzionale la città eterna. Antonella Pela è una fotografa della strada, della gente, la street photography è il suo campo di azione. 
È stata originale e ironica anche nelle note che accompagnavano ogni scatto; per esempio, sotto la fotografia dei turistici centurioni davanti al Colosseo, la frase di Ennio Flaiano:

 «Non attribuiamo i guai di Roma all'eccesso di popolazione. Quando i romani erano solo due, uno uccise l'altro». 
Aforismi di Giulio Andreotti, Pierfrancesco Favino, Monica Vitti accompagnavano in modo simpatico le foto.
Da un lato all'altro della bella sala della Maison des Relations Internationales, c'erano i colori e i personaggi più strani che troneggiavano sulli pareti, dal venditore di castagne asiatico alla suora indiana davanti l’edicola, dall’altro lato si trovavano invece foto in bianco e nero dei quartieri meno fortunati, meno turistici, quelli in cui un romanzo noir come quelli dell’ospite italiano trova una sua perfetta ambientazione.
Presentando la sua mostra, Antonella Pela ha spiegato ai Francesi:
Raccontare una città come Roma non è certo un’impresa facile; vicina ai tre milioni di abitanti, se voleste divertirvi a intervistare uno a uno ogni singolo cittadino, ognuno di loro vi racconterebbe una storia diversa dello stesso soggetto. Set cinematografico e sfondo letterario, la metropoli è di per sé uno schermo gigante su cui ogni giorno vengono proiettate le vestigia del passato, contaminate da un presente scomposto e dissacrante. Roma evapora e si ricostituisce in migliaia di mondi, si destreggia tra l’immaginario, l’immaginifico, la nostalgia e l’arroganza del suo primato di «città eterna», ammaliando e ingannando, come una moderna Sirena, abitanti e viaggiatori. Non sfidatela al gioco delle tre carte. Distribuirà carte truccate e, ammesso che troviate quella giusta, sarebbe anch’essa un’illusione, un espediente. Il suo passato è un Museo, un’Accademia a cielo aperto è il salotto buono, quello in cui bisogna entrare in punta di piedi, per rispetto. Ma siamo sicuri che il telo sia stato messo lì per proteggere e non per nascondere? Il suo presente è il divenire, continuo e implacabile.
E per voi, cosa significa Roma?



Paola Casadei
In origine farmacista e direttore tecnico di laboratorio omeopatico, ha lasciato Forlì per trasferirsi prima a Roma, poi a Montpellier, quindi per dodici meravigliosi anni in Africa (otto in Sudafrica e quattro in Mozambico), dove ha insegnato musica e italiano. Ora risiede a Montpellier con la famiglia.
L'elefante è già in valigia, Lettere Animate Editore.
Malgré-nous. Contro la nostra volontà, traduzione, Ensemble Edizioni.
Dal buio alla luce. Il bisso marino e Chiara Vigo, traduzione, Cartabianca Editore.
Les fivettes, traduzione, Einaudi.

About Davide Dotto

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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