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La tata ci ripensa, di Emma McLaughlin e Nicola Kraus

La tata ci ripensa, di Emma McLaughlin e Nicola Kraus

Libri Recensione di Elena Genero Santoro La tata ci ripensa, di Emma McLaughlin e Nicola Kraus, Rizzoli, 2010. Uno spaccato agghiacciante della tipica famiglia ricca e disfunzionale newyorkese, l’esasperazione di quello che tutti noi potremmo diventare.

Quando ho letto e recensito l’ultimo libro di Jo Jo Moyes, Sono sempre io, ambientato nella New York degli stra-ricchi di un decennio fa, il mio pensiero è volato in automatico al romanzo Il diario di una tata delle autrici Emma McLaughlin e Nicola Kraus, il quale, seppure con toni diversi, si svolgeva nello stesso contesto.


Ed è stato a quel punto che ho scoperto che Il diario di una tata, dal quale, nel 2007, era stato anche tratto un film, ha avuto un sequel, seppure meno noto: La tata ci ripensaIl diario di una tata è ambientato alla fine degli anni Novanta. Il sequel dieci anni dopo. 
Nanny (un nome, un programma), che nel primo libro era poco più che ventenne e faceva la tata per una ricca famiglia newyorkese per mantenersi agli studi, adesso è una professionista affermata ed è sposata proprio con lo studente sexy di Harvard di cui si era innamorata nel capitolo precedente. E noi lettori tiriamo un sospiro di sollievo, perché il primo libro si concludeva con molti punti aperti e molte angosce sospese. Il lieto fine della love story non era poi così scontato. 
Ma andiamo con ordine.

Negli anni Novanta, Nanny si ritrova a fare la baby sitter al piccolo Grayer X, che all’epoca ha quattro anni ed è un bambino tanto ricco quanto solo. 

I genitori non si curano di lui, lo usano come status symbol e Nanny deve sopperire a ogni loro mancanza, anche affettiva. Quello che all’inizio doveva essere un lavoro part time diventa un impegno totalizzante che lei prende molto a cuore. 
La signora X, completamente anaffettiva, le chiede sempre di più, persino di non presentarsi alla discussione della sua tesi di laurea per accompagnarli tutti in vacanza, e alla fine, dopo aver messo zizzania tra Nanny e lo studente sexy di Harvard, la licenzia costringendola a lasciare da sola di notte l’isola in cui stavano trascorrendo le ferie. 
Il diario di una tata, che viene classificato come un chick-lit, è in realtà un libro per certi versi angosciante, con una sfilza di episodi surreali (e proprio per questo, probabilmente, veri), e una scrittura non poi così lineare che ci accompagna con un senso di instabilità fino all’ultima pagina. L’unico pensiero positivo che salva il lettore dall’angoscia è il sapere che Nanny ora si è laureata, che non farà la tata per sempre, che avrà una vita migliore, che non sarà più la schiava di nessuno. Insomma, Nanny avrà una vita sua e non sarà più costretta a liquidare al telefono le amanti del signor X nel tentativo di assicurare a Grayer una famiglia più stabile.
Ed è in effetti quello che accade. 

Quando la ritroviamo, nel libro successivo, tutte le sue belle speranze si sono realizzate. 

Lo studente sexy di Harvard, che adesso ha anche un nome e si chiama Ryan, è diventato suo marito. Insieme hanno girato il mondo per lavoro, ma ora Nanny vuole tornare a New York, dove hanno comprato una casa da ristrutturare. 
Ma proprio a New York Nanny si imbatterà nuovamente nella famiglia X, sempre più disfunzionale. Scoprirà che i signori X hanno avuto un altro figlio, Stilton, che ora ha sette anni (ed è nato con un utero in affitto, da un donatore e da una donatrice), ma anche che il signor X ha appena lasciato la moglie per una nota attrice, e la signora X, devastata per lo scandalo e per l’umiliazione, non esce nemmeno più dalla sua camera da letto. 
Contestualmente Nanny viene assunta in veste di consulente dalla scuola superiore frequentata da Grayer e da tutti gli altri ex bambini, ormai adolescenti, figli di quei genitori anaffettivi e folli che si servivano del suo lavoro dieci anni prima.
La prima grossa differenza rispetto al romanzo precedente è che in La tata ci ripensa Nanny è meno coinvolta a livello emotivo. Il suo sguardo è un po’ più distaccato. Ma ciò non toglie che, per il bene di Stilton e Grayer, sarà parecchio impegnata, e dovrà ancora occuparsi di loro, nonostante il marito assente per lavoro e la casa inagibile, perché entrambi i signori X, a un certo punto, diventeranno irreperibili.

Quel che ne esce è uno spaccato agghiacciante della famiglia-ricca-e-disfunzionale newyorkese. 

Genitori egocentrici fino all’esasperazione che mettono al mondo figli di cui non hanno nessuna intenzione di occuparsi. Figli adolescenti, frutto di tale educazione, che si danno al bullismo e alle droghe pur di attirare, senza riuscirci, l’attenzione dei genitori e che si preparano a essere gli adulti di domani. Famiglie più giovani e di neo formazione (le mogli sono le coetanee e amiche di Nanny) con mariti sempre alla ricerca di una scappatella e bisogno perenne di evadere. Inoltre, il rapporto conflittuale con gli insegnanti i quali diventano il capro espiatorio di tutte le nefandezze dei giovani bulli e che verranno sacrificati dalla scuola stessa, che non può permettersi di perdere i finanziamenti dei genitori degli allievi più (pre)potenti. Insomma, ogni comportamento (dall’intervento di chirurgia estetica alle promesse fatte ai figli) sarà dettato da un unico movente: il bisogno assoluto di salvare le apparenze.
Insomma, sembra che l’alta società newyorkese sia pervasa dalla schizofrenia e che non si salvi proprio niente. E in effetti, alla fine del romanzo non ci sarà redenzione per nessuno. La signora X dimostrerà ancora una volta di avere più a cuore il proprio benessere economico che l’affetto dei suoi figli. Il signor X rimarrà la figura squallida e inconsistente che avevamo già conosciuto nel primo libro. Le apparenze, però, saranno salve.
Nanny e Ryan spiccheranno come le uniche figure sane e costruttive.
Dunque il mondo qui rappresentato pare molto lontano dal nostro, ma forse, a ben guardare, è solo l’esasperazione di quello che tutti noi potremmo diventare, se avessimo qualche mezzo in più.

Postilla: quando ho scritto questa recensione, il libro mi sembrava per certi versi un'esagerazione. 

Descriveva alcune dinamiche in cui tutti noi possiamo ritrovarci, ma l'ambientazione newyorkese e la disponibilità economica dei protagonisti rendeva il racconto, seppure ispirato a qualcosa di vero, molto lontano da noi quaggiù.
Poi è uscito su internet il video dell'insegnante bullizzato dal suo studente del quale tanto si è parlato e tanto si è discusso, e allora ho pensato che forse la realtà newyorkese non è poi così lontana. Che l'insegnante che diventa il capro espiatorio delle frustrazioni che si accumulano in famiglia non è così irrealistico. Che i genitori molto impegnati hanno buon gioco a scaricare le responsabilità educative su altre figure, salvo poi contestarle. Che le nazioni in cui gli insegnanti non sono né valorizzati né rispettati non stanno preparando nel migliore dei modi gli adulti di domani. Ma soprattutto, che i libri sono belli e fantasiosi, ma la realtà supera sempre la fantasia.


La tata ci ripensa

di Emma McLaughlin e Nicola Kraus
Rizzoli
ISBN 978-8817040778

Sinossi
Molti anni sono passati dal giorno in cui Nanny, allora ingenua studentessa in cerca di un innocuo lavoretto part-time, aveva fatto il suo ingresso per la prima volta nel superattico di proprietà dei signori X, in qualità di babysitter. E non si può certo dire che Nanny serbi un buon ricordo dei mesi trascorsi a inseguire il piccolo Grayer e a tamponare i mille capricci e disastri di una famiglia tra le più ricche e nevrotiche dell'intera Manhattan. Ma oggi che Grayer, ormai sedicenne, è tornato a cercarla, Nanny non può sfuggire al richiamo del suo sguardo tenero e disperato: adesso più che mai Grayer ha bisogno di una Tata al suo fianco, di una presenza dolce e autorevole che lo ricopra d'amore e sappia fargli da guida. E Nanny si scopre disposta a tutto - a trascurare marito, carriera e perfino il progetto spaventosamente esaltante di un figlio tutto suo - pur di aiutarlo a navigare le acque per nulla tranquille di un'adolescenza, e di una famiglia, ormai completamente allo sbando. Perché, se il signor X se n'è andato con una attricetta pressoché minorenne; la signora X inghiotte psicofarmaci dalla mattina alla sera, e il fratellino di Grayer - nato da un utero in affitto non ha mai conosciuto nulla di simile a una vera mamma, la luce che guizza negli occhi cangianti di Grayer, del suo Grayer, induce Nanny a sperare che, almeno per lui, non tutto sia perduto...
Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag.
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni.
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.
Immagina di aver sognato, PubGold.
Diventa realtà, PubGold.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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