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L'arte del viaggiare lento, di Paolo Merlini

L'arte del viaggiare lento, di Paolo Merlini - Recensione

Libri Recensione di Andrea Pistoia. L'arte del viaggiare lento. A spasso per l'Italia senz'auto, di Paolo Merlini, Ediciclo, 2012. Più di trenta viaggi in autobus o treno, dettagli sulle tratte, orari, costi. Poche descrizioni di luoghi e tradizioni, una guida per chi voglia viaggiare in Italia utilizzando solo mezzi locali.

Partiamo da una premessa: la scorsa estate mi ero messo in testa di fare un viaggio sul treno del Bernina. Al che ho cercato un po’ di info sul web. In un suo diario di viaggio, un recensore parlava di come aveva scoperto questo itinerario grazie al libro di Merlini.
Incuriosito, l’ho acquistato a scatola chiusa e… beh, forse sarebbe stato meglio se l’avessi aperta prima di acquistarlo!
Come sempre sono le aspettative a fregarmi: pensavo infatti si focalizzasse sui luoghi più caratteristici e meritevoli di una visita in Italia e limitrofe ma questo è rispettato solo in minima parte.
Ma andiamo con ordine.
Paolo Merlini è un appassionato di ‘viaggi in lentezza’, ovvero sfruttando non automobili o aerei ma mezzi più ecologici e tradizionali (treno in primis, ma anche autobus e bici). Da quando è stato preso da questo insolito hobby, ogni occasione è stata buona per raggiungere i luoghi più disparati del nostro bel continente. E mentre viaggiava, studiava con attenzione certosina mezzi, orari, stazioni e tempi, in modo da poter condividere tali informazioni con chi voleva seguire il suo stesso stile di vita.
Ne è uscito un libro di circa centosettanta pagine con tanti capitoletti dove descrive il tragitto da una meta ad un’altra sfruttando abilmente i vari mezzi di trasporto.
È sempre felice di saltare su un treno o bus e lasciarsi trasportare verso lidi lontani, alla scoperta di piccole e grandi città, di borghi e metropoli, di cittadine sperdute tra le montagne e paesi in riva al mare.


È talmente entusiasta di questo suo modo lento di viaggiare che contagia anche il lettore, stimolandolo a seguire le sue orme.

Il primo problema nasce proprio qui: essendoci più di una trentina di mete, ed essendo tutte narrate con lo stesso entusiasmo e voglia di esplorare, non si riesce a fare una cernita di quale tratta possa distinguersi dalla massa, possa essere veramente originale e degna di essere affrontata almeno una volta nella vita, e quale invece una tra le tante, magari interessante ma non quanto la prima. Per chiarirci: possibile che un viaggio sul treno del Bernina tra laghi, boschi e vette innevate fino a Saint Moritz possa essere paragonato ad un viaggio tra Brescia e il lago d’Iseo? Per fare un paragone, è come se un africano leggesse un libro sulle nazioni europee e vi trovasse sullo stesso piano artistico Parigi, Roma, Skopje e Podgorica. Ora, con tutto il rispetto per la capitale della Macedonia e del Montenegro, penso che Parigi e Roma siano un gradino superiore, a livello storico e culturale.
Ergo, tutto ciò mi ha lasciato molto perplesso.
In più, il libro si presenta sì formato da tanti capitoletti di quattro o cinque pagine ma non sono propriamente dei racconti; l’autore non entra troppo nei particolari dei posti visitati e di ciò che ha ammirato ma descrive più il viaggio in sé, gli spostamenti che ha dovuto compiere, i cambi di mezzi, le informazioni ricevute via internet o dai controllori, gli orari e i tempi di percorrenza e i consigli mirati per fare un buon viaggio, le carte per avere agevolazioni sui mezzi, integrazioni tra bus e treno e possibilità di portare la bici con sé. Senza contare che ogni capitolo si conclude con degli appunti, dove si trovano informazioni più precise o singolari sui siti internet della società che gestisce il trasporto, sulle linee alternative e sui fatti storici ed economici legati a quella linea ferroviaria. In pratica, ci sono più informazioni tecniche che paesaggistiche o artistico/culturali.


Capite anche voi che a questo punto diventa un libro di nicchia, ovvero apprezzabile soprattutto da coloro che sono estimatori di viaggi in treno e autobus. 

Chi cerca invece delle rotte fuori dall’ordinario che amalgami sapientemente info sui mezzi e indicazioni turistiche sulle mete ne resterà quantomeno perplesso.
Mi spiego con un esempio personale: di nuovo treno del Bernina. Avendo studiato e vissuto accuratamente il percorso che questo treno compiva, con tanto di analisi sulle fermate meritevoli e la singolarità dell’intero viaggio, posso analizzare a ragion veduta com’è stato descritto nel capitolo corrispondente. Appuro così che è riportato tutto in modo talmente generico ed approssimativo da non permettere al lettore di cogliere appieno la bellezza dell’esperienza. O meglio, ne fa un accenno ma così fugace ma non permettere di cogliere la reale singolarità e magnificenza del percorso. In pratica, un lettore occasionale non noterebbe il valore di questo viaggio rispetto agli altri contenuti nell’opera.
Non aiuta neppure il fatto che sia un libro senza alcuna foto. Questo gli fa perdere ulteriori punti in quanto, forse, se ogni capitolo avesse avuto qualche immagine paesaggistica di contorno, il lettore avrebbe potuto scremare un po’ i percorsi meritevoli di essere affrontati da quelli che possono essere accantonati.


Ciò non toglie, tengo a precisare, che il libro sia scritto bene, l’autore usa un linguaggio ricercato e passa da informazioni logistiche a paesaggistiche a storiche con una certa disinvoltura, fornendo anche qualche episodio di vita vissuta che alleggerisce la lettura.

Che dire per concludere questa recensione? Difficile dare un giudizio.
È un libro che ho apprezzato per quanto riguarda l’impegno e l’accuratezza con cui l’autore ha descritto i suoi viaggi e tutto ciò che ci sta intorno. È certamente singolare ed originale come trovata (anche se ultimamente ne ho trovato uno similare ma più in sintonia con le mie aspettative di lettore di questo genere). Ci sono certamente tanti viaggi suggeriti che potrebbero anche essere fonte di un approfondimento. Ciò non toglie che, onestamente, avrei preferito che l’avesse fatto l’autore al posto mio.
Voglio dire, io-lettore, ma soprattutto io-viaggiatore incallito, la prima cosa che ho pensato mentre leggevo e visionavo tutti gli itinerari è stato: "Ok, ho più di trenta viaggi da scegliere… ma dato che non posso farli tutti, quali sono i migliori? Come posso decidere? Andando per ogni capitolo a cercare su internet tutto il tragitto, le soste e i paesi consigliati e vedere se effettivamente sono di mio gradimento? Se dovessi fare un lavoro certosino come ho fatto sul treno del Bernina, quante sere e settimane devo investire per stilare una mia classifica? Non poteva almeno l’autore fare una cernita, una ‘hit parade’, consigliarmi una meta invece di un'altra, valorizzando ciò che di singolare e spettacolare offriva?"
Ecco perché, nella mia mente di lettore pratico, avrei preferito che fosse stato impostato in modo differente: capitoli un po’ più lunghi ma arricchiti da immagini e descrizioni più precise, non tanto sul trasporto ma sull’itinerario, con tanto di ‘voto’ alle soste più meritevoli di essere toccate (e non un dieci e lode a tutte, indistintamente) e di suggerimenti su ciò che c’è da visitare ad ogni tappa.
Ciò che posso consigliare è di cercarlo in libreria e, prima di acquistarlo (costa comunque 14.50€), leggervi un capitolo, giusto per farvi un’idea, e soppesare se vale la pena di comprarlo o meno.


L'arte del viaggiare lento
A spasso per l'Italia senz'auto

di Paolo Merlini
Ediciclo
ISBN 978-8865490419
Cartaceo: € 12,32

Sinossi
Rinunciare all'automobile è possibile. Un'idea semplice e "rivoluzionaria" è quella di viaggiare utilizzando i trasporti pubblici locali, una forma di erranza in perfetto equilibrio tra lentezza e comodità. Ogni giorno migliaia di autobus tessono una capillare rete di linee extraurbane che penetrano nel profondo della provincia italiana solcando, a velocità moderata, le belle strade della Penisola. Con biglietti economici, comodamente seduti a quasi due metri di altezza, si può godere del lungometraggio del Bel Paese che scorre lento fuori dal finestrino sentendosi un po' nei panni di Soldati, Piovene o Rumiz. È una forma di viaggio che si può praticare dai dodici ai novant'anni senza essere accompagnati dai genitori. "L'esperto di vie traverse" Paolo Merlini ci guida in questo nuovo modo di viaggiare, selezionando i percorsi più significativi, descrivendo le autolinee più efficienti lungo itinerari suggestivi, portandoci per mano alla scoperta di un'altra Italia, da attraversare senza fretta.
Andrea-Pistoia

Andrea Pistoia
Nasco in una solare giornata di luglio a Vigevano. A dodici anni scoppia l’amore per la letteratura. Affronto la scuola come un condannato a morte. In compenso la mia cultura extra-scolastica cresce esponenzialmente. Dopo due anni vissuti a Londra, torno in Italia come blogger, giornalista, recensore di fumetti e sceneggiatore di un fumetto online per una nota casa editrice. Chitarrista dei ‘Panama Road’, direttore editoriale di una fanzine online.
Ancora e mai più (nelle mutande), Youcanprint.
Di donne, di amori e di altre catastrofi, Youcanprint.

About Davide Dotto

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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