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Cronaca di una morte annunciata, di Gabriel Garcia Marquez: pagina 69

Cronaca di una morte annunciata, di Gabriel Garcia Marquez: pagina 69

Pagina 69 #147 Cronaca di una morte annunciata, di Gabriel Garcia Marquez, Mondadori. Un romanzo magistrale che sa fondere i toni della tragedia antica con il ritmo di una detective story in una grandiosa allegoria dell'assurdità della vita, l'apoteosi della fatalità.

Ogni volta che i gemelli passavano di là a quell'ora, specialmente ogni venerdì quando andavano al mercato, entravano a prendere il primo caffè.
Spinsero la porta del patio, incalzati dai cani che li avevano riconosciuti nella penombra dell'alba, e salutarono la madre di Prudencia Cotes in cucina. Il caffè non era ancora pronto.
"Lo lasciamo per dopo" disse Pablo Vicario, "adesso andiamo di fretta."
"Me lo immagino, figlioli" disse lei, "l'onore non aspetta."
E invece aspettarono, e questa volta fu Pedro Vicario a pensare che suo fratello stava perdendo tempo apposta.
Mentre prendevano il caffè, Prudencia Cotes irruppe in cucina con tutta la sua adolescenza portando un rotolo di giornali vecchi per risvegliare il fuoco del fornello. "Io sapevo cosa volevano fare" mi disse, "e non solo ero d'accordo, ma pensavo che non mi sarei mai sposata con lui se non compiva il suo dovere di uomo."
Prima di lasciare la cucina, Pablo Vicario le tolse di mano due fasci di giornali e ne diede uno al fratello per avvolgere i coltelli.
Prudencia Cotes rimase ad aspettare in cucina finché non li vide uscire dalla porta del patio, e continuò ad aspettare per tre anni senza un istante di abbattimento, fino al giorno in cui Pablo Vicario uscì dal carcere e divenne suo marito per tutta la vita. "State bene accorti" disse loro.
Cosicché Clotilde Armenta non aveva tutti i torti quando le parve che i gemelli non fossero più decisi come prima, e servì loro una bottiglia di gordolobo de vaporino con la speranza di dargli il colpo di grazia.
"Quel giorno mi resi conto" mi disse, "di come siamo sole noi donne nel mondo!"
Pedro Vicario le chiese in prestito gli arnesi per radersi del marito, e lei gli portò il pennello, il sapone, lo specchio da appendere e la macchinetta con una lametta nuova, ma lui si fece la barba con il coltello per squartare i porci. Clotilde Armenta pensava che questo era stato il colmo della sua boria di macho. "Sembrava un bandito del cinema" mi disse. Eppure lui mi spiegò poi, ed era vero, che in caserma aveva imparato a radersi con il rasoio a mano da barbiere, e non era più riuscito a farlo in maniera diversa. Suo fratello invece, si fece la barba nel modo più umile, con la macchinetta prestata da Don Rogelio de la Flor. Per ultimo si bevvero la bottiglia in silenzio, molto adagio, fissando, con l'aria stordita di chi si sveglia troppo presto, la finestra spenta della casa di fronte, mentre andavano e venivano clienti finti a comprare latte senza averne bisogno e a chiedere cose da mangiare che non esistevano, con lo scopo di vedere se era proprio vero che stavano aspettando Santiago Nasar per ucciderlo.



Quarta di copertina
Cronaca di una morte annunciata, di Gabriel Garcia Marquez

Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, "villaggio bruciato dal sale dei Caraibi", lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Ángela vendicheranno l'onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall'aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l'alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l'esecuzione.
Basato su un fatto reale, Cronaca di una morte annunciata venne pubblicato nel 1981 (un anno prima del Nobel a García Márquez) e, pur nella brevità, rappresenta uno dei vertici della sua narrativa.


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