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Recensione: Fancy Red, di Caterina Bonvicini

Recensione: Fancy Red, di Caterina Bonvicini

Libri Recensione di Paola Casadei. Fancy Red di Caterina Bonvicini, Mondadori. Un noir hitchcockiano, un thriller psicologico, una storia d’amore e di desiderio indomabile, un romanzo storico, dalle miniere in Angola alla guerra di Sarajevo, dalla storia del Koh-i-Noor ai Pink Panthers, alle aste invalidate in Argentina.

«I diamanti sono condannati a guardare da vicino la miseria estrema e la ricchezza estrema. Solo loro conoscono intimamente questi due opposti che non si toccano mai. Solo loro conoscono davvero il mondo. E non lo possono nemmeno raccontare.»
Fancy Red di Caterina Bonvicini, dopo una dedica che mi è piaciuta molto («Alle mie amiche scrittrici»), si apre con questa immagine: un uomo, a Lindos, in Grecia, in una notte d'estate si sveglia in una lussuosa camera da letto che non riconosce. Sente una goccia sulla mano, poi un’altra. Sono le lacrime di una ragazza vicino a lui, sul bordo del cuscino, che sta piangendo. Distesa a terra, un'altra donna. È sua moglie Ludovica, o meglio Ludò: morta. «Sei stata tu?» chiede alla ragazza. «No, sei stato tu» risponde lei. 
Lui, Filippo, fa il gemmologo per Sotheby’s. Si descrive in questo modo: 
«Sono un gemmologo, e lo sono per vocazione. Lo ero anche prima di studiare. Da piccolo smettevo di piangere solo se qualcuno mi dava una collana in mano. I grandi pensavano che a calmarmi fosse il movimento, l’ipnotica oscillazione.
Invece erano le pietre, mi bastava toccarle.
Mi piace guardarli, i diamanti, non possederli: quando ho infranto questo patto con loro, è cominciata la mia fine.»
Dopo la rivelazione da parte della ragazza accanto a lui, Isabel, Filippo non sa cosa pensare; non ricorda niente. Guarda sua moglie, Ludò, a terra nel suo sangue, al naso porta il solito rarissimo diamante rosso montato come un piercing. Nel panico, la prima reazione dell’uomo è quella di sbarazzarsi del cadavere. Con l’aiuto della ragazza, decide di buttare il cadavere della moglie in mare, assieme al suo prezioso piercing.

Ludò, per tutti, è annegata durante una nuotata. Un bigliettino scritto da lei lo conferma e rappresenta un ottimo alibi.

Filippo e Ludò si erano incontrati in un caveau. Lei, giovane, inquieta, ambigua, complicata, ribelle e molto ricca, figlia – adottiva – di un grosso finanziere milanese, si era presentata lì per vendere tutti i gioielli della madre che da poco aveva ereditato. Tutti tranne il Fancy Vivid Red al naso. Sei mesi dopo l’incontro, i due, diversi in tutto, si sposano e a modo si amano con grande passione, nonostante alcuni tradimenti, sempre dichiarati, da parte di Ludò. E viaggiano tanto; li vediamo in Grecia, a Lisbona, a Cuba, nelle Fiandre, in Argentina: Ludò, donna indomabile, è sempre in cerca di qualcosa
Il suo Fancy Vivid Red, un diamante raro, dalle peculiari sfumature di rosso che lo rendono praticamente un esemplare unico e riconoscibile, non è solo un piccolo ammasso di atomi di carbonio: quel diamante, che doveva essere stato sepolto in mare assieme alla sua proprietaria, diventa un vero protagonista quando, alcuni mesi dopo la vicenda, riappare.
Il caso viene riaperto. Il padre di Ludò non si dà pace. E i sensi di colpa investono Filippo. Ma davvero lui sarebbe stato capace di fare una cosa simile a sua moglie? E chi è davvero Isabel?
Cercando di darsi delle risposte, l’uomo trova delle lettere che lei gli aveva scritto senza mai dargliele e riesce poco a poco a scoprire chi era la sua Ludò, da dove nascevano certi suoi comportamenti e quali drammi ha attraversato nella sua breve vita.
A partire da quel momento ho guardato al romanzo con occhi diversi.

Non ho più letto Fancy Red di Caterina Bonvicini come un romanzo noir, perché ci ho trovato dentro altri generi, una storia d’amore, un romanzo storico, un romanzo di guerra. 

E tutto il contorno mi piaceva più del noir che ha dato il via alla storia. È come se la trama fosse una traccia lineare a cui tornare di tanto in tanto, mentre tutto intorno si aprono mondi laterali, e il lettore viene condotto in modo studiato al dramma delle miniere in Angola, alla guerra di Sarajevo, ai RUF in Sierra Leone, alla storia del Koh-i-Noor, ai Pink Panthers, alle aste invalidate in Argentina.
Da dove nasce un romanzo che contiene tanto all’interno?
Ho letto qualche intervista alla Bonvicini; pare che il titolo della prima parte, L’odore dolce della miseria, sia il titolo di un racconto che lei aveva scritto in precedenza. E che ha fatto bene ad approfondire. E in un’altra (rilasciata a Gli Scrittori della Porta Accanto, a cura di Silvia Pattarini, GSDPA), Caterina Bonvicini spiega che ogni romanzo non solo ha una genesi diversa, ma: 
[...] ha tante genesi diverse. Nemmeno l’autore riesce a ricostruirle tutte. Se cerco fra i miei motori, posso mettere insieme un’ossessione per Sarajevo che risale ai miei diciassette anni e l’incontro con una gemmologa capitato per caso due anni fa, un amore dell’adolescenza e il mio viaggio di nozze in Argentina. Tutto così. Fancy Red è nato ufficialmente dopo una delusione editoriale.


È proprio quell’ossessione per Sarajevo ha dato origine a una parte del romanzo che ho trovato particolarmente affascinante. Sono pagine intense, l’autrice deve aver letto tanto per conoscere e poter dare una simile testimonianza con tanta passione e precisione!

Infine la storia dei diamanti, di quelle pietre che si portano al dito ma che provengono dalla sofferenza di chi con le dita deve scavare nel fango per trovarli. 

Eppure, nonostante le condizioni di vita e di lavoro degli uomini che li cercano nelle miniere in condizioni disumane, il loro fascino resta invariato. Ho vissuto in Sudafrica, ho visitato le miniere di diamanti di Cullinan, vicino a Pretoria e conoscevo la storia del Cullinan, che Caterina Bonvicini fa raccontare a Filippo:
La storia del Cullinan mi è sempre piaciuta. Il 26 gennaio del 1905, il signor Frederick Wells, il responsabile della miniera sudafricana acquistata da Thomas Cullinan, rimuove con il suo coltello a serramanico una pietra che pesa più di mezzo chilo. Tutti pensano che sia solo un pezzo di vetro, invece è un diamante grezzo di tremila e centosei carati.
Ma come esistono spesso disparità economiche e sociali enormi al mondo, di certo non può esserne esente il mondo che gira intorno ai diamanti.

Ho trovato Fancy Red di Caterina Bonvicini un romanzo complesso e ricco, che vuole colpire e non lasciare indifferenti.

Ho apprezzato anche la nota finale dell’autrice, dove chiarisce molti punti sulle realtà di cui ha raccontato nel romanzo.
Nell’ultima piccola nota finale ci rivela di aver costruito il romanzo come un ottaedro (le otto facce triangolari diventano otto capitoli da tre paragrafi) perché è la struttura cristallina del diamante.
Io ho trovato utile l’informazione: una costruzione molto originale e diversa, come originale è questo romanzo.



Fancy Red

di Caterina Bonvicini
Mondadori
Giallo | Noir | Thriller
ISBN 978-8804702016
cartaceo 15,30€
ebook 9,99€

Sinossi
Lindos, Grecia. È una notte d'estate. Un uomo si sveglia in una lussuosa camera da letto che non riconosce. Sdraiata accanto a lui c'è una ragazza che sta piangendo. Distesa a terra, un'altra donna. È sua moglie Ludovica: morta. «Sei stata tu?» chiede alla ragazza. «No, sei stato tu» risponde lei. Lui è Filippo, fa il gemmologo per Sotheby's. L'incontro con Ludo risale a cinque anni prima: lei, giovane e ribelle, figlia di un finanziere milanese, vuole vendere tutti i gioielli della madre, appena ereditati. Tranne uno: un Fancy Vivid Red, il rarissimo diamante rosso che porta al naso, montato come un piercing. A Filippo i diamanti piace guardarli, non possederli, è la sua regola da sempre. Ma la infrange quando si innamora di Ludo e del suo Fancy Red. Lì comincia la sua fine. Nel giro di sei mesi lui e Ludo sono sposati. Si amano molto, di un amore geloso e passionale, fatto di tradimenti veri e presunti, in un gioco erotico che li porta ai quattro angoli del mondo, da Lisbona a Cuba, dalle Fiandre all'Argentina, alla ricerca dell'avventura perfetta. Di quella notte fatale in Grecia, Filippo non ricorda nulla. Sa solo che lui e la ragazza, nel panico, si sono sbarazzati del corpo, buttandolo in mare. Ludo, per tutti, è annegata durante una nuotata. Ma dieci mesi dopo il diamante ricompare e il caso viene riaperto. Il Fancy Red è tornato, come un fantasma destinato a perseguitare Filippo e a metterlo di fronte alle sue colpe. Può davvero essere stato lui a uccidere la donna che amava? E perché? Per gelosia? Quanto tempo ci vorrà prima che il padre di Ludo e la polizia lo scoprano? Chi è davvero la ragazza con cui lui e sua moglie hanno passato la notte? Fancy Red è un noir hitchcockiano, un thriller psicologico pervaso da una suspense costante, una storia d'amore il cui protagonista indiscusso è il desiderio, indomabile e capriccioso come Ludo e la sua pietra.

Paola Casadei

Paola Casadei
In origine farmacista e direttore tecnico di laboratorio omeopatico, ha lasciato Forlì per trasferirsi prima a Roma, poi a Montpellier, quindi per dodici meravigliosi anni in Africa (otto in Sudafrica e quattro in Mozambico), dove ha insegnato musica e italiano. Ora risiede a Montpellier con la famiglia.
L'elefante è già in valigia, Lettere Animate Editore.
Malgré-nous. Contro la nostra volontà, traduzione, Ensemble Edizioni.
Dal buio alla luce. Il bisso marino e Chiara Vigo, traduzione, Cartabianca Editore.

About Davide Dotto

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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