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Body Art Therapy di Annamaria Mazzini: trasformare il cancro in un’opera d’arte

Body Art Therapy di Annamaria Mazzini: trasformare il cancro in un’opera d’arte

People A cura di Loriana Lucciarini. Body Art Therapy, intervista ad Anna Mazzini: «Io sono viva anche grazie all’Arte». L'arte come cura, come conquista per rinascere.

Ha già trasformato in tela tantissime donne; donne che sono diventate per il mondo icone, messaggio, esempio. Donne che brillano della luce della forza e hanno i colori del coraggio; i cui segni sulla pelle nuda sono lingue del fuoco della rinascita. Queste donne, innalzate a simbolo di vita, comunicano la propria immagine con un valore emotivo e catartico fortissimo.
La Body Art Therapy è l'arte a dipingere il corpo, dove l'arte stessa diventa cura e sollievo. Annamaria Mazzini lo fa in decori a pennello sui corpi delle donne segnati dalla malattia, dal cancro. Qui le cicatrici diventano la via dove il corpo, trasformato in tela, si sperimenta in percorsi d'arte. L'Artista, colpita ella stessa dal cancro, diventa l'alchimista che forgia, in immagini e colori, i tratti dell'esistenza straordinaria delle pazienti, con linee e segni che prendono vita da questo contatto intimo, dalla comunicazione delle paure e delle speranze più personale.

La genesi di un'opera è un momento speciale e unico, non sempre ripetibile e mai uguale.

L'arte dà voce alle mille sfaccettature dell'anima, è espressione del reale o nasce come creazione dai sogni. L'arte è comunicazione, ricerca, rottura degli schemi, sperimentazione, ritorno alle origini; è memento, accusa, espiazione, preghiera, speranza. L'arte, spesso, è anche cura.
La Body Art Therapy, si occupa di coniugare arte e terapia, vuole essere da supporto per chi intraprende un percorso di cure oncologiche, integrato alla pittura corporea per la gestione della ferita all'immagine di sé. Annamaria Mazzini è l'artista che, in Italia, lo ha realizzato e lo porta avanti. Nel catalogo della mostra fotografica dedicata al suo progetto, scrive:
L'energia dei colori aiuta la psiche a ritrovare il suo normale equilibrio e ha effetti psichici e fisici in grado di stimolare il corpo e calmare qualsiasi sintomo e contribuisce da solo al processo di guarigione.

Il progetto Body Art Therapy ci ha coinvolto subito per il suo carico emotivo e oggi la stessa creatrice, Annamaria Mazzini, è qui per illustrarcelo.

Il progetto Body Art Therapy ci ha coinvolto subito per il suo carico emotivo e oggi la stessa creatrice, Annamaria Mazzini, è qui per illustrarcelo.

Nasce a Roma nel 1968. Sin da bambina sviluppa delle forti capacità per i colori e una particolare attitudine alla pittura. Inizia la sua carriera con esperienze nel campo delle arti decorative e del restauro e lavora, oltre che in Italia, anche a Londra, New York, Florida, Los Angeles, Parigi e in altri Stati Americani.
Nel 2004 matura una forte personalità che la porta a un’esplosione di energia vitale, grazie a cui realizza un’incredibile produzione di opere di ritratti sul nudo femminile. È l'inizio di un viaggio attraverso il suo corpo, come se la tela fosse uno specchio in cui si rifrange l’aspetto esteriore fisico ma anche quello dell’anima; della vita stessa. 
Nel 2007, un radicale cambiamento la proietta verso una visione del tutto diversa della sua vita: dopo che un carcinoma colpisce il suo seno destro, lo stesso che Annamaria Mazzini aveva dipinto due anni prima. Da quel momento l'Artista veicola la sua espressione attraverso lʼuso di garze, di cui si era impossessata tempo prima durante il suo soggiorno in America, quasi a voler proteggere l'arte, le opere, come volesse proteggere la vita stessa. Ciò può apparire incredibile, ma si spiega come il percorso di genesi dellʼartista, utile a entrare in contatto con parti profonde di sé, con il nucleo vitale che è al contempo unione di materia e spirito; per giungere all'ispirazione con l’intuizione.


Ciao Annamaria, benvenuta nel salotto de Gli Scrittori della Porta Accanto per questa intervista. Lascio subito a te la parola per descriverci i punti salienti e le tappe di questo tuo lavoro artistico. Come nasce e perché?

Nasce da un momento di dolore vissuto anni fa, quando osservo la mia compagna di pagaia davanti lo specchio del bagno e colgo in lei uno sguardo velato di pianto, puntare verso l'immagine del suo seno, attraversato da una vistosa cicatrice. In quello sguardo colsi dolore, disperazione, rabbia, non accettazione. Ed io che ero lì, proprio lì, spettatrice di tutta quella sofferenza, in un momento ho visualizzato un dipinto prendere forma, come per magia, su quel corpo e ho maturato l'idea di trasformare il cancro in un’opera d’Arte.
Lo so che può sembrare strano da accettare ma io ho solo visto quello che il mio cuore voleva che vedessi. Sul perché ciò è accaduto, posso rispondere che ognuno di noi è alla ricerca della sua esistenza e del suo posto in questo mondo e a me, la risposta, è arrivata proprio quel giorno.
Se sono diventata una pittrice, sviluppando delle doti particolari, significa che questo devo mettere al servizio degli altri, così ho seguito il mio intuito, il mio cuore.

Esperienza e condivisione ispirazione e cura. Annamaria Mazzini, è così che nasce il tuo progetto Body Art Therapy?

Esatto, proprio così, hai colto nel segno: è l’ispirazione che mi ha portato verso la condivisione e la cura. Quando ho iniziato ad ammalarmi e non avevo energia né forza di poter dipingere (il braccio destro aveva subito lo svuotamento del cavo ascellare e si era gonfiato, rendendo difficili i movimenti), la determinazione mi ha fatto trovare una nuova spinta a usare l'altro braccio. Ho afferrato il pennello, l’ho tinto di giallo e ho cominciato a dipingere quella tela. La vita, così l’ho intitolato quel quadro. Da quel momento i colori, la loro vibrazione, la creatività, la fantasia, la voglia di vivere, diventano miei alleati: mi fanno stare bene, così bene che affronto tutte le cure con un atteggiamento diverso. Con orgoglio ho superato 26 sedute di chemioterapia, 37 sedute di radioterapia e cinque anni di Enantone per la cura ormonale.

Body Art Therapy di Annamaria Mazzini: trasformare il cancro in un’opera d’arte

Il cancro può essere vinto. Si può sopravvivere a una malattia terribile come questa, le donne che hai coinvolto nel tuo progetto lo dimostrano. Eppure, la malattia lascia segni terribili, dentro e fuori. Come sconfiggerne i danni psicologici? C’è una cura per i segni nell’anima, oltre che per quelli del corpo?

Anche un supporto psicologico aiuta. Io faccio una cosa simile, quando faccio raccontare a queste donne la loro storia; in questo modo entro in profondità e conosco meglio la persona. Poi, essendoci passata in prima persona, riesco a capire la loro sofferenza e loro si sfogano e si disintossicano dei ricordi più brutti. È un grande beneficio per entrambe: quando ci si ascolta e si conversa entrando l’uno nell’altro.
Per curare i segni dell’anima invece consiglio di lasciarsi andare alle emozioni, alla creatività, alla fantasia, alle sensazioni, alla natura. L’anima guarisce senza che il corpo se ne renda conto ma reagisce di conseguenza. È un processo naturale. Secondo me non siamo nati per soffrire e quindi se cerchiamo si stare meglio… ci riusciamo.
Bisogna mettere tutta l’attenzione sulla persona che hai davanti, che si rende disponibile a essere modella per l'occasione: ogni cicatrice parla a modo suo, quindi occorre mettersi in “ascolto” dell’altro, anche dei messaggi che il corpo esprime.

Annamaria Mazzini, che riscontro hai avuto in tutti questi anni? Cosa ci puoi raccontare dalla tua esperienza?

Che il cancro mi ha cambiato molto la vita, mi sono alleggerita. Ora devo continuare ad andare avanti mettendo in pratica tutti i suggerimenti che mi ha dato la malattia. Continuerò ad essere la donna di sempre, ma con più consapevolezza e la pittrice di sempre, che ha cambiato genere. Resto la ricercatrice, che continua la sua attività con più curiosità e una sognatrice, come sono sempre stata... insomma: una persona che, della sua nuova vita, vuole farne un capolavoro, per sé e per gli altri.

Sei un'artista a tutto tondo e mille sono le attività che bollono in pentola. Ci puoi parlare degli altri progetti, ci puoi dare dei link e dei contatti per continuare a seguirti e tenerci informate sul tuo lavoro?

Con molto piacere!
Sto costituendo un’associazione di promozione sociale che, oltre al mio progetto, intende promuovere iniziative per fare del bene a se stessi e all’ambiente che ci circonda. Intendo dare il mio supporto e sostegno con la pittura attraverso delle immagini specifiche, utili a evidenziare l’importanza di fare prevenzione e aiutare la ricerca sul cancro.
Voglio colorare il mondo e portare messaggi colorati per renderle tutto più bello.
Qualcuno diceva: “La bellezza salverà il mondo” e io ci credo!
Se volete seguirmi, lascio i miei contatti. Nel frattempo, vi invito al prossimo appuntamento che mi vedrà ospite.



Loriana Lucciarini
Impiegata di professione, scrittrice per passione. Spazia tra poesia e narrativa. Molte pubblicazioni self e un romanzo Il Cielo d'Inghilterra con Arpeggio Libero. È l'ideatrice e curatrice delle due antologie solidali per Arpeggio Libero, la prima di favole per Emergency Di favole e di gioia nonché autrice con la fiaba Si può volare senza ali e la seconda di 4 Petali Rossi – frammenti di storie spezzate, racconti contro il femminicidio per BeFree. È fondatrice e admin di “Magla-l'isola del libro”. 
Una felicità leggera leggera, Le Mezzelane.
Ritrovarsi, Le Mezzelane.

About Davide Dotto

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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