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Recensione: Le memorie di una gatta, di Lodovica San Guedoro

Recensione: Le memorie di una gatta, di Lodovica San Guedoro

Libri Recensione di Davide Dotto. Le memorie di una gatta di Lodovica San Guedoro (Felix Krull). Tra l'apologo e il romanzo biografico, racconta le avventure della gatta Muzzi e le imprese letterarie della sua padroncina.

E fu così, cari lettori, che una micia campagnola si fece cittadina, fu così che, strappata da Pietrafitta e dalla Valle dei Grilli, dovette rinunciare all'ebbrezza delle cacce nei prati felici e nei boschi silenti, alla beatitudine delle sieste sotto parasoli di foglie di zucca, alla contemplazione dei sereni chiari di luna dai muretti di pietra, ai cipressi aguzzi e alle statue danzanti, alle dolci brezze delle sere estive, alle lucertole smeraldine, agli uccellini variopinti, ai sani topolini e conobbe Roma ...
Il punto di vista prevalente è quello di Muzzi, una gatta nera disdegnosa e aristocratica, figlia di un’imponente persiana dal pelo rosso ruggine, con un bel po’ di ricordi da passare sulla carta.
Con la sua padroncina ha in comune un intero universo, con lei condivide lo strumento per rappresentarlo, la letteratura, da cui ha assorbito «una certa arte narrativa». Muzzi mette per iscritto le sue memorie senza negare ciò che è, confidando di non essere meno sapiente degli umani, neppure se compiono errori. Già alla prima pagina si pone al sicuro, mostrando più di un volto: il coraggio e la curiosità del predatore nato, che non snobba provvidenziali vie di fuga.
Noi gatti abbiamo, è mia convinzione, molto più savoir-faire degli esseri umani e questo si dimostra non solo in una circostanza come quella che ho appena descritto, si dimostra di continuo: quando c'è da ottenere o trarre vantaggi e quando c'è da sistemare situazioni critiche, quando c'è da appianare liti e quando c'è da far dimenticare malefatte, quando c'è da far scomparire malumori dalle fronti aggrottate…

La gatta Muzzi di Lodovica San Guedoro è focalizzata sul presente che fotografa senza posa. 

La sua è una filosofia di vita coerente col resto. Per non smentirsi lascia aperte diverse porte, mette nel sacco eventuali detrattori, contempera la volubilità di umori che richiedono nuovi calcoli e strategie.


Col tempo ho, infatti, capito che il coraggio o la fifa danno l'impressione di esistere per sé stessi, mentre sono dipendenti da altre cose; sembrano essere di più o di meno, mentre ad essere di più o di meno sono proprio queste altre cose. 
Tra l’apologo e il romanzo biografico, è ben lungi dal narrare una storia qualunque. Proprio perché biografico, Memorie di una gatta di Lodovica San Guedoro trasborda e tracima dai confini più consueti. Vi è tra le righe un mischiarsi e sovrapporsi, pur in un’unica voce, di punti di vista che spostano il baricentro del racconto. 
Facendo da filtro alle esperienze culturali della sua padroncina, l’attenzione si focalizza presto sulle battaglie per la ricerca di un editore, la pubblicazione, la stampa delle sue opere, le presentazioni, le recensioni. Muta il protagonista e la funzione della gatta Muzzi, divenuta accorato e strenuo patrocinatore delle sue imprese. Non cambia lo spirito, la tenacia, né la comune «ingenua certezza di essere nel giusto».
Mutano i luoghi, tra il qui e ora (il borgo di Pietrafitta), e la realtà urbana di un inquietante altrove, tra una bucolica oasi di pace in cui rinchiudersi senza danno, e dove si raccolgono le energie necessarie per affrontare, nuovamente, le sfide del mondo esterno. È in quest’oasi che la voce della gatta Muzzi riprende il sopravvento e si fa memoria altrui, testimone di una realtà soffocante ed estranea alla quale si vorrebbe pur appartenere nell’unico modo possibile: l'avventura letteraria.


Le memorie di una gatta

di Lodovica San Guedoro
Felix Krull
Narrativa
ISBN 978-3-939901-22-8
Cartaceo 14,93€
Ebook 7,00€

Sinossi
Quello che vedete è un libro che mai avrebbe potuto essere scritto da una cane. Perché il fedele amico dell’uomo (o della donna) saprà forse proteggere la casa, fiutare le tracce di una volpe oppure riportare un bastone gettato lontano – ma, proprio per questa sua attitudine ad obbedire ed eseguire, gli vengono a mancare quell’indipendenza e quell’autosufficienza, ma sì anche quella sovranità, che rendono possibile l’atto creativo. Noi gatti, invece, oltre ad affezionarci ad un essere umano al punto di gioire e soffrire intensamente con lui, sappiamo anche come mantenere la freddezza e la distanza che ci vogliono per dare forma alla materia. Questo è pure il parere di mia madre, la scrittrice San Guedoro, che non a caso compare spesso nelle mie memorie...

Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.

About Davide Dotto

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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