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Scrittori: intervista ad Adriano Bellosguardo

Scrittori: intervista ad Adriano Bellosguardo

Caffè letterario Intervista a cura di Silvia Pattarini. Nel suo romanzo d'esordio, I tre giorni del Pescecane (Pufa editore), Adriano Bellosguardo narra sette storie scolpite sull’asfalto, sette racconti tra noir, romanticismo malinconico, rabbia e morte. E poi rinascita.

Buongiorno Adriano Bellosguardo, benvenuto e grazie per avere scelto il nostro web magazine culturale. Per rompere il ghiaccio, visto che ci troviamo in un caffè letterario virtuale, permettimi di offrirti virtualmente un caffè, un tè, una tisana, una bibita fresca o... cosa preferisci?

Buongiorno e grazie infinite per l’intervista. Prenderei un caffè.

Per scrivere un libro è necessario avere una storia da raccontare: raccontaci qual è stata quell’alchimia, quella scintilla interiore che ti ha spinto a scrivere I tre giorni del Pescecane.

Sono da sempre stato un amante della letteratura e dell’arte in genere. Ho cominciato a scrivere qualcosa intorno ai diciannove anni, ma non ho mai avuto fretta di propormi. Alla soglia dei trent’anni però, grazie all’incontro con delle persone che hanno saputo stimolarmi, ho deciso di provare a mostrare qualcosa di me. I tre giorni del Pescecane, che rappresenta il mio esordio letterario, è una raccolta composta da sette racconti. Ho scelto la modalità del racconto in virtù del fatto che mi regalava la possibilità di narrare vicende diverse tra loro. Le storie non sono legate tra loro, ma hanno in comune un movente. In tutti e sette i racconti il punto di non ritorno è l’elemento scatenante delle vicende. In sintesi mi sono divertito a scrivere delle brevi storie che avrei voluto leggere. In questa raccolta si potrà incontrare l’amore, la morte, la vendetta, la solitudine, l’ironia, l’atmosfera rarefatta dei bar, le città notturne, la natura, la musica, il gusto della parola. È stata senza dubbio un’esperienza magnifica.

Uno scrittore è prima di tutto un lettore: preferisci il classico libro di carta o meglio gli ebook?

Preferisco la carta, ma non mi ritengo un fanatico. Riconosco la comodità degli ebook, ma io, oltre che lettore, sono anche collezionista e quindi ho bisogno di comprare i libri in formato cartaceo e sistemarli con cura all’interno della mia libreria.

Hai ancora qualche sogno nel cassetto da realizzare?

Pensare al futuro non fa parte di me. Mi auguro di mantenere l’entusiasmo e la semplicità con cui mi godo questi angoli di bellezza della nostra esistenza.

Adriano Bellosguardo ti ringrazio tantissimo per essere stato con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo libro, augurandoti che sia un vero successo! In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!

I tre giorni del Pescecane

di Adriano Bellosguardo
Pufa editore
Racconti
ISBN 978-8894096965
cartaceo 12,00€

Sinossi
Adriano Bellosguardo nasce nel 1987, i “Tre giorni del Pescecane” rappresenta il suo esordio narrativo.
Vive in provincia, scrive in provincia, e la seziona in molti micromondi pronti ad esplodere nell’azione/reazione dei suoi pittoreschi personaggi da bar. Spesso questi si aggrappano alla schiena del lettore, lo preferiscono al suolo, in orizzontale alle loro armi, indifeso. Tutti colpevoli al loro cospetto, al loro giudizio.
Si toccano vite spesso marce in queste narrazioni, uomini e donne come giocattoli da evitare, con una sinistra maledizione musicale, ansie e vizi che si spingono ben oltre la comprensione, il buoncostume, il complimento degli Dei.
Attraversano bui intensi, fino a raggiungere la resa dei conti che offre la luce. Quella luce che è soluzione drastica, dramma urbano, solletico su ferita fresca. A quel punto è tutto offerto, svuotato, molle. Non ci sono più parole da pronunciare, non ci sono più ritorni, sequenza filodrammatiche.
È tutto deciso, i personaggi di Adriano Bellosguardo hanno perduto l’anima, e non ne chiedono un’altra in cambio, preferiscono così, vagare vuoti e storpi, un po’ reietti, un po’ Santi, come chi si tiene in tasca un soldo per tutta l’esistenza per l’ultimo giro di giostra, l’ultima vertigine sulla quale vomitare il proprio credo notturno.
Sette racconti scolpiti sull’asfalto, sotto luci a neon, lune fioche, bellezze astratte, sette racconti spesso in lotta tra loro, tra noir e romanticismo malinconico, tra rabbia e morte. E poi rinascita.
“Nessuno ha assistito alla mia rinascita, e trovo necessario nascondere le prove”.
Agisce tanto nel buio quanto nella luce. Sempre efficace nelle sequenze di causa ed effetto. Risolutore.
La narrativa di Bellosguardo ha raggiunto la superficie, alla luce si è esposto un artiglio. Ne siamo tutti testimoni, ma conviene tacere.


Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.
Il tempo di un caffè, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni.

About Silvia Pattarini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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