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Cos'è la scrittura creativa?

Cos'è la scrittura creativa?

Professione scrittore Di Elena Genero Santoro. Esistono molti corsi di scrittura creativa sul web o laboratori, organizzati da scrittori o scuole prestigiose. Si tratta ovviamente di un investimento a volte molto oneroso. Ne vale la pena? Che cos'è davvero la scrittura creativa?

Non ho mai partecipato a corsi di scrittura creativa prestigiosi tipo quelli tenuti dalla scuola Holden o similari, per cui su questi non mi esprimo. Dico solo che ottocento euro al mese, qualora li avessi, non li spenderei nemmeno per apprendere i segreti di Fatima a puntate e che una laurea in ingegneria, con ben maggiori prospettive di guadagno, mi è costata molto meno. Ma sul contenuto dei corsi non posso sindacare, semplicemente lo ignoro e spero che tutto quello che scriverò a seguire non li riguardi.
Invece, da quando ho deciso di porgere la mia creatività attraverso la scrittura, ho cercato di completare la mia formazione con corsi di scrittura creativa più alla mia portata, attraverso libri, manuali e video. Qualunque contenuto titolasse “Corso di scrittura creativa” suscitava il mio interesse.
Alla fine manuali e video dicono tutti la stessa cosa: illustrano delle regole che andrebbero seguite per rendere il proprio manoscritto più fruibile. E ovviamente si raccomandano di badare all’ortografia e alla punteggiatura. Qualcuno consiglia addirittura come scrivere una lettera a un potenziale editore.

Le regole per la scrittura sono poche, ma sono sempre le stesse: privilegiare lo show, don’t tell, fare attenzione ai cambi di punti di vista, limare i dialoghi in modo da farli sembrare realistici scambi di battute, non noiosi monologhi, evitare le ripetizioni di concetti. 

Se possibile, usare belle espressioni. Insomma, a livello teorico ciò che si trova in questi manuali è tutto corretto, anzi, persino banale. Non potrebbe essere altrimenti.
Il difficile è poi accorgersi degli errori presenti nel proprio testo, perché poi un autore, da solo, non riesce a vedere i limiti del proprio romanzo o racconto. Per superare questo confine ci vogliono un occhio esterno e un bel bagno di umiltà.
Ho fatto un passo avanti in questa direzione tra il 2017 e il 2018 quando ho deciso di pagarmi un laboratorio ad personam con un piccolo editore che, lavorando sul mio testo, quindi non ragionando solo per massimi sistemi, mi ha mostrato tutti i punti in cui sbagliavo. Il laboratorio, lo ammetto, mi è stato molto utile e se ho imparato a pennellare meglio le mie storie, a renderle meno didascaliche e più visive, devo dire grazie a questa persona.
Ma tutto questo per me è tecnica. Utile, anzi, indispensabile, imprescindibile, ma tecnica. Peraltro, ho letto un libro pubblicato da questo editore, sul quale lui puntava molto, e l’ho trovato scritto divinamente, ma nella trama parecchio noioso, inutilmente lungo. Un libro pretenzioso, che ho evitato di recensire.

Ed è allora qui che mi pongo delle domande. A cosa serve un corso di scrittura creativa se non a imparare a creare qualcosa di avvincente?

Quello che mi sta divertendo più di tutto, che sto riscoprendo solo ora, è come nasce una storia. Sono ripartita dalle basi, dovendo aiutare i miei figli con i temi, o volendo trasformare i loro sogni in parole. Quando i bambini partono da un’idea, a volte non si accorgono di doverla anche sviluppare. Oppure, a fronte di un titolo, vanno fuori tema seguendo un flusso personale. È la stessa trappola in cui possono cadere anche gli autori adulti. Mi è già capitato in diverse occasioni di imbattermi in testi del tutto fuori tema. Magari si trattava di racconti per concorsi, contest, raccolte. Veniva imposto un argomento e gli autori, invece, andavano a parare su ciò che avevano già in mente di dire. Un esempio: se il titolo di una raccolta è “I preparativi del mio viaggio”, non si può parlare del viaggio, anche se si ritiene che sarebbe molto più entusiasmante.

È di qua che sono ripartita, facendo riflettere i bambini su ciò che un testo deve essere: la risposta alle domande che il lettore vorrebbe porre all’autore.

La folgorazione l’ho avuta una sera, quando mia figlia mi illustrava l’ispirazione che aveva avuto per un racconto. Ho iniziato a rivolgerle alcune domande, per permettere alla sua storia di avere una coerenza e una credibilità che di fatto non aveva. Voleva raccontare un mondo distopico in cui adulti e bambini vivevano separati e ignorando gli uni la presenza degli altri. Le ho chiesto: perché vivevano separati? Come facevano gli adulti a non sapere che c’erano dei bambini? Chi si occupava dei bambini? Mia figlia si è resa conto che, come l’aveva congeniata lei, la vicenda non funzionava. Che c’erano buchi da riempire, dettagli da perfezionare, pieghe in cui entrare. Che un particolare faceva la differenza, che da una minuzia potevano nascere nuove domande e nuove diramazioni da sviluppare.
Che è poi la stessa cosa che accade a me quando un buon editor mi fa notare: «Qui il capitolo è troncato di netto, sviluppalo» oppure «Perché non arricchisci il testo descrivendo esplicitamente la scena del matrimonio?» E ogni volta mi lancio nella sfida, mi domando: cosa può accedere in questa pagina, che non avevo ancora pensato, ma che il mio lettore, evidentemente, vorrebbe vedere? Ricomincio a farmi nuove domande, a chiedermi com’era il vestito della sposa, dove si è svolto il ricevimento e che musica hanno ascoltato. Et voilà una nuova estensione del mio mondo, che fino a quel momento non esisteva.
Ora che non ho più paura di cambiare le frasi, spostare i paragrafi, eliminare le ripetizioni, ecco come definirei la vera scrittura creativa: come un’educazione a porsi le domande giuste, per iniziare a progettare una storia con dei pieni e dei vuoti. A seconda di come si indirizza la sorgente luminosa, i corpi si colorano di luci e ombre.

Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag.
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni.
Gli Angeli del Bar di Fronte, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
Il tesoro dentro, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
Immagina di aver sognato, PubGold.
Diventa realtà, PubGold.

About Elena Genero Santoro

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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