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Recensione: Un caso speciale per la ghostwriter, di Alice Basso

Recensione: Un caso speciale per la ghostwriter, di Alice Basso

Libri Recensione di Davide Dotto. Un caso speciale per la ghostwriter, di Alice Basso (Garzanti). L'ultimo romanzo della serie dedicata a Silvana Sarca, detta Vani.

Gli occhi di tutti i silenziosissimi presenti nella sala mi stanno ancora seguendo, dai tavoli, mentre marcio verso l’uscita. Mi volto e allargo le braccia, ed esclamo in inglese: «Cosa c’è? Volevate Alice? E invece stasera vi siete beccati il Cappellaio Matto!» Dopodiché imbocco le scale, in uno svolazzare di impermeabile.
Sarà anche stata una serata di merda, ma almeno ho fatto la miglior uscita di scena della mia vita.
Alice Basso, Un caso speciale per la ghostwriter
Con Un caso speciale per la ghostwriter di Alice Basso si conclude la serie di romanzi (cinque)  dedicati a Silvana Sarca, detta Vani. Ben conosciamo, ormai, il talento innato di immedesimarsi nei panni e – soprattutto – nella penna altrui. Sono doti da profiler che sin dall’inizio ne fanno una preziosa collaboratrice della polizia, in particolare del commissario Romeo Berganza.
Questa volta protagonista del mistero è Enrico Fuschi, datore di lavoro di Vani, capo delle «bicentenarie e prestigiose edizioni L'Erica» e, quindi, alto papavero dell’editoria italiana.
Interamente consacrato alla sua professione, non sembra aver coltivato relazioni sentimentali di sorta. Se ne ha avute, non hanno lasciato traccia. Sul suo passato regna l'assoluto riserbo e un ostinato silenzio. Enrico è invitato ad abbandonare «le proprie zone di sicurezza» e  dimensioni esistenziali fin troppo anguste. Magari riguadagnando gli archetipi celati nelle letture di infanzia di un tempo.
Degli altri personaggi sappiamo molto di più. Persino di quelli minori che, di romanzo in romanzo, si sono conquistati, alla bell'e meglio, il proprio spazio nel mondo.


Tra le pagine di Un caso speciale per la ghostwriter di Alice Basso gli affecionados trovano conferma della vitalità coinvolgente, dei chiaro-scuri della scrittura.

Abbiamo la conferma della profonda unità tra personaggi e intreccio, tanto da domandarci che storia leggeremmo se davanti a noi si muovessero altri attori o, che è lo stesso, cosa accadrebbe se Vani Sarca e Romeo Berganza si muovessero sulla scena di un qualsiasi giallo di Agatha Christie, o passeggiassero tra Regent's Park e Baker Street (possibilmente in prossimità del civico 221b) nella Londra della Regina Vittoria.
La serie è riuscita per il modo con cui i personaggi interagiscono tra loro, insieme alle rispettive microstorie che arricchiscono il quadro senza disperderlo. Per chiudere il cerchio, insomma, mancava proprio lui: Enrico Fuschi, del quale fino a ora era arduo stabilire il karma.
Occorrerà in ogni caso una vera e propria terapia d'urto: lo scontro finale tra le forze del male,  quelle del “lato sbagliato” (più che di quello Oscuro), e coloro che tenteranno di porre un freno alla svolta pro vanity press intesa a snaturare la missione originaria delle Edizioni L'Erica.
Solo allora Enrico, epigono di Severus Piton, uscirà fuori dalla sua boccia di vetro.
Complice l'insondabilità delle relazioni umane, le suggestioni di Pippi Calzelunghe e Alice delle Meraviglie, pure Vani uscirà dal suo involucro dark in tutto il suo splendore.

Un caso speciale per la ghostwriter

di Alice Basso
Garzanti
Narrativa
ISBN 978-8811602620
Cartaceo 15,21€
Ebook 9,99€

Sinossi 

Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell'editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell'uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l'aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all'uomo che l'ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, le vite di tutte le persone cui ha imparato a volere bene.

Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.
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