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Recensione: Come ai nostri debitori, di Stefano Masini

Recensione: Come ai nostri debitori, di Stefano Masini

Libri Recensione di Davide Dotto. Come ai nostri debitori di Stefano Masini (Linea Edizioni). Un romanzo che narra retroscena veri e verosimili di fatti che si dissolvono al cospetto di una memoria incapace di trattenerli.

Chi sapeva ciò che io so, prima di me è stato probabilmente ucciso, proprio perché non lo divulgasse. Se ciò che so lo dico a duemila lettori, nessuno avrà più interesse ad eliminarmi.
Umberto Eco, Il pendolo di Foucault
E allora se per assurdo io mi facessi intervistare da qualche giornalista e raccontassi tutto, toglierei a quelli che hanno organizzato la cosa ogni possibile arma, non crede?
Stefano Masini, Come ai nostri debitori
Coprotagoniste del romanzo sono una Radio locale della Treviso degli anni Ottanta e l'editorialistica del periodo: rievocate e descritte da chi ne ha avuto esperienza diretta, consentono di entrare nel vivo del contesto di allora, ma anche di tirare le fila di quello odierno. Un’ottica non facile, per la verità, sia per chi ha concepito e scritto il noir, sia per chi si prepara a leggerlo col senno di poi.

In mezzo stanno processi e logiche destinati a perpetuarsi. 

Non importa se tutto cambia nell'avvicendarsi di personaggi, movimenti e sommovimenti di varia natura. A ragione potrebbe citarsi la frase di Tancredi, ripresa dal principe di Salina (nel Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa) e declinata in maniera esemplare dal commissario Fossa: «Il cambiamento è l’unica cosa a non cambiare mai». Come a dire il mutamento è di facciata, un turbinio incessante in cui forze di segno contrario pongono nel nulla ogni spinta possibile, in un senso o nell’altro.
Non manca de relato un grido d'allarme per una stagione (l'attuale) che delega la memoria e il pensiero ad «apparecchi esterni», grazie ai quali tutto è a portata di mano – alla luce del sole – senza però i «passaggi intermedi» a corredo di qualsiasi metodologia di ricerca: la Storia stessa, passaggio intermedio per antonomasia, si fa superflua; chi si concentra sull'ultimo capitolo o sull'ultima riga degli eventi non fa e non vede la sintesi, né osserva o collega gli indizi della realtà multiforme e gli sviluppi in corso.

Come ai nostri debitori di Stefano Masini narra retroscena veri e verosimili mettendo il dito nella piaga.

Non è sufficiente avere contezza dei fatti più immediati se essi si dissolvono al cospetto di una memoria incapace di trattenerli e persino di recuperarli.
Chi è stato testimone di quanto accadeva intorno può non aver colto né i segnali né i significati nevralgici. È pur vero che il trascorrere dei decenni contribuisce a dipanare le nebbie se si sa dove guardare:
Quando ci si ripensa a distanza di tempo, magari analizzandolo in un articolo, o in un libro, un evento storico acquista una logica e una chiarezza che sul momento non aveva.
Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran

I collegamenti tra passato e presente si percepiscono, spesso, solo quando le conseguenze e i contraccolpi si esauriscono. 

È da questi ultimi, appunto, che si ricostruiscono le connessioni di causa ed effetto inavvertite. Questo modo di procedere si chiama Storia, con essa ci si riappropria del bandolo di una matassa ingarbugliata:
Il presente lo conosco solo attraverso lo schermo televisivo mentre del Medioevo ho una conoscenza diretta.
Umberto Eco
Prima ci sono le chiacchiere di condominio:
Le grandi storie sono nel passato, o nel futuro. Il presente è la vita del condominio. C'è qualche spunto che diventerà importante, ma noi non possiamo coglierlo o, nel momento in cui si manifesta, non ha bisogno dello scrittore. Ne parleranno la televisione, i giornali, Internet.
Sebastiano Vassalli

Come ai nostri debitori è un’indagine più vasta di quella che esige un poliziesco. Non emergono sentimenti nostalgici, l’intento è molto concreto e, il metodo, affine all'inchiesta giornalistica.

Essa si estende a macchia d'olio coinvolgendo il Veneto e la stessa Treviso in una fitta rete di fatti e implicazioni che vanno dalla Mala del Brenta alla stagione delle bombe interessando l'attualità più tangibile, diventata materia di analisi e di studio di storici e di criminologi.
Il giallo diviene pretesto per raccontare qualcos'altro facendo leva su motivazioni ed esigenze più profonde, e l'imprescindibile nesso tra cultura (anche letteraria) e una qualche forma di militanza. Contiene quindi un di più che costituisce la cifra dell’autore e va al di là della pedissequa ma necessaria osservanza delle regole di genere.
Di solito arriva l’illuminazione decisiva che collega tutto senza lasciare resti. Nella realtà, invece, pur riannodando i fili – e in questo Stefano Masini non si è risparmiato – rimane «uno stato particolare di disordine».


Come ai nostri debitori

di Stefano Masini
Linea Edizioni
Narrativa
ISBN 978-8899644765
Cartaceo 13,60€

Sinossi

Cos'è accaduto alla festa del decennale della radio fondata dai compagni di scuola? Chi c'è dietro il feroce pestaggio di un omosessuale? Chi sta ricattando l'astro nascente della DC veneta, in procinto di diventare Ministro? A inizio estate 1989 la cortina di ferro dà segni di cedimento e a Venezia stanno per arrivare per il concerto del secolo i Pink Floyd. Nella sonnolenta città vicina il commissario Alberto Fossa, affiancato da un intraprendente ex infiltrato tra gli ultras, deve rimestare in acque assai torbide, tra luoghi malfamati, eversione nera, zone grigie delle forze dell'ordine, presunti emulatori di un sanguinario passato. Le sue indagini incroceranno ancora la giornalista televisiva Caterina che in quella classe, e in quella radio, dieci anni prima c'era finita per caso...
Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.
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