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Recensione: I ricordi non si lavano, di Aurora Frola

Recensione: I ricordi non si lavano, di Aurora Frola

Libri Recensione di Elena Genero Santoro. I ricordi non si lavano di Aurora Frola (Edizioni della Sera). Tratto da una storia vera, un percorso di riabilitazione, la storia di Angelica, bambina abusata, adolescente arrabbiata, giovane donna borderline.

Ci sono tanti autori non-famosi, se non alle prime armi, che scrivono romanzi gradevoli e apprezzabili, anche se magari, tecnicamente ancora un po’ acerbi. Io non conosco il background culturale di Aurora Frola, so solo che questo è il primo libro che pubblica.
I ricordi non si lavano sarebbe un’opera notevole anche per un autore navigato. Il fatto che sia un romanzo d’esordio la rende addirittura eccezionale.
È tratta da una storia vera, ma non è autobiografica. Racconta di un percorso di riabilitazione.
Dopo aver tentato il suicidio, Angelica, giovane donna di intelligenza normale, diagnosticata borderline, inizia, in una clinica psichiatrica, una degenza per disintossicarsi da alcol, cocaina e benzodiazepine.
L’impatto con la clinica è duro, Angelica si trova circondata da donne con molteplici problemi psichiatrici: dalla depressione alla schizofrenia, a disagi meno definiti che rendono le altre degenti a volte bizzarre, a volte impossibilitate a comunicare, a volte cattive. Molte di loro sono meno lucide di lei, hanno un rapporto molto personale con la realtà.
Eppure Angelica pian piano si ambienta, ed ecco che entriamo nelle pieghe della sua storia personale, capiamo cosa l’ha portata lì, cosa ha ridotto in quello stato una ragazza normodotata e laureata con il massimo dei voti.


Cosa ha scatenato in lei il mostro? Chi è il suo mostro?

A ritroso scopriamo che Angelica ha avuto una lunga relazione con Luciano, uomo mediocre che a un certo punto diventa addirittura violento. Eppure Angelica non lo condanna, o non del tutto, anzi, si prende persino una parte di colpa: la violenza, in quella relazione era reciproca, anzi, addirittura l’ha scatenata lei.
E poi il rapporto con la madre, che non riconosce in lei la figlia-bambola che aveva desiderato, che non riesce ad accettarla così com’è.
Ma il vero mostro è una bambina di otto anni, ripetutamente abusata a livello sessuale. È la bambina arrabbiata che ancora c’è dentro di lei e che ha perso l’abitudine di parlare, di difendersi, perché tanto non viene ascoltata.
A riprova del fatto che un bambino rotto, non amato e non recuperato non sarà un adulto felice e arriverà ad avere disturbi psichici.

Aurora Frola racconta questa storia in prima persona, con una grande sensibilità, piena capacità di immedesimazione e una penna matura, che usa miriadi di espressioni evocative ed efficaci.

Persino i personaggi secondari, le altre “pazze”, le “bambole rotte” che ruotano intorno ad Angelica, vengono inquadrate in pieno con pochi tratti essenziali.
Non si legge, e per fortuna, una critica alle cliniche psichiatriche. Angelica viene inserita in una comunità le cui regole a volte le vanno strette, ma che non si può definire un lager.
La clinica. Angelica, e anche le altre “matte”, all’inizio fanno fatica ad ambientarsi. La clinica, con le grate alle finestre, rimane comunque una prigione. E tutte le altre donne problematiche intorno sono estranee inquietanti. Ma dopo poco questo punto di vista oscilla: la clinica diventa un porto sicuro da cui non si vorrebbe più andare vie perché solo lì si può essere ciò che si è e le “matte” sono le uniche donne vere, senza maschere. Il che rende difficile l’idea di uscire, dopo i novanta giorni previsti della degenza.

Riusciranno le ricoverate, e Angelica stessa, a imparare camminare di nuovo con le loro gambe, ad alzarsi da quel giaciglio comodo e a ricostruirsi una vita fuori dalla clinica? Riuscirà Angelica a mantenere i propositi di non assumere più sostanze?

Gli psicofarmaci, i sedativi. Vi è una critica, in I ricordi non si lavano, verso la facilità con cui vengono prescritti da certi dottori come se fossero la panacea di tutti i mali. Invece, secondo Angelica, i farmaci si limitano ad addormentare il mostro interiore, ma non aiutano a combatterlo. Angelica ora conosce il suo mostro, vede bene il suo nemico e la battaglia è appena all’inizio.
Il dolore è un mostro che ci accompagna. È qualcosa che cresce dentro di noi, si trasforma e ci annienta se non lo gestiamo. Trova canali diversi per uscire. Sempre nuovi. Dobbiamo imparare ad accudirlo, stargli dietro, coccolarlo. È un cucciolo che sa mordere se non riceve attenzioni.
Aurora Frola, I ricordi non si lavano
I ricordi non si lavano, di Aurora Frola è un romanzo che io ho amato davvero molto, consigliatissimo a chiunque.

I ricordi non si lavano di Aurora Frola

I ricordi non si lavano

di Aurora Frola
Edizioni della Sera
Narrativa | Non-fiction
ISBN 978-8897139256
Cartaceo 11,85€

Sinossi

Un segreto sepolto, che vuole riemergere. Una ragazza rotta, con un mostro dentro. La voglia di vivere che si agita dentro. Nascosta. Angelica ha venticinque anni quando tenta il suicidio. Fallisce. Perché in fondo lei non vuole morire. È una clinica psichiatrica a raccogliere i suoi pezzi. Un lungo viaggio all'interno di se stessa e dei suoi tormenti. Disturbi di personalità, autolesionismo e dipendenze. Angelica lotterà contro tutto questo per l'ultima volta, svelando il suo passato, attraverso flashback scabrosi e privi di filtro. Una battaglia contro i ricordi, un'analisi attenta sulle lacerazioni di una famiglia disfunzionale, che non l'ha cresciuta, ma distrutta. Sua madre, un'algida manipolatrice, schiava delle apparenze, cerca da sempre di trasformarla in una bambola soprammobile, mentre un orco travestito da zio, si insinua nella sua vita, spacciandosi per un uomo gentile e premuroso. "I ricordi non si lavano" è la storia di un'infanzia che non nutre, ma uccide. È la testimonianza di tutte le ferite invisibili dell'anima, quelle mai guarite, quelle che ad un tratto si riaprono. Emozioni, colate sulle pagine. Parole, come proiettili, dritte allo stomaco di chi legge.
Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag.
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni.
Gli Angeli del Bar di Fronte, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
Il tesoro dentro, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
Immagina di aver sognato, PubGold.
Diventa realtà, PubGold.
Ovunque per te, PubMe.
Claire nella tempesta, Leucotea.

About Elena Genero Santoro

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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