La grafica ai tempi del coronavirus: come sono cambiati loghi e quadri celebri

La grafica ai tempi del coronavirus: come sono cambiati loghi e quadri celebri

Arte Di Stefania Bergo. Il coronavirus ha stimolato la creatività dei grafici che si sono dilettati a cambiare loghi e quadri celebri per rafforzare il messaggio: #iorestoacasa.

La pandemia di coronavirus Covid-19 innegabilmente ha tirato fuori il meglio e il peggio di molti di noi. «È nella crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie», diceva Einstein, «è proprio la crisi a portare progresso». E in campo artistico è innegabile che questa emergenza, complice la quarantena e il surplus di tempo a disposizione, abbia stimolato le menti più creative. C'è chi è tornato a scrivere, chi ha sfornato opere d'arte, e chi, come i graphic designer, ha pensato a messaggi visuali efficaci per veicolare un unico, pressante messaggio: restate a casa!

Jure Tovrljan: come cambiano i loghi al tempo del coronavirus.

Jure Tovrljan, un direttore creativo sloveno, si è ispirato alle nuove disposizioni per prevenire il contagio e ha creato una "versione coronavirus" di alcuni dei loghi più famosi e, quindi, facilmente riconoscibili.

Jure Tovrljan: come cambiano i loghi al tempo del coronavirus.

Luca De Matteis e FM Visual Designer: utilizzare i brand per lo slogan #iorestoacasa.

Luca De Matteis, invece, web designer e digital marketing manager, ha reinterpretato il messaggio del momento, la campagna #iorestoacasa, con nomi e loghi di aziende note, combinando slogan che invitano a non uscire con i brand, ottenendo ironici giochi di parole. L'idea ha avuto così tanto successo sul web che, in collaborazione con FM Visual Designer, ha dato seguito ai primi meme attingendo ad altri brand per rafforzare il messaggio.

Luca De Matteis e FM Visual Designer: utilizzare i brand per lo slogan #iorestoacasa.

Riccardo Pirrone e Simone Putignano: #artepidemia.

Il creativo Riccardo Pirrone e il grafico Simone Putignano hanno invece ideato una campagna, #artepidemia, che insiste su alcune delle opere più iconiche dell'arte rimaneggiandole, dando loro una connotazione di attualità, ispirandosi a Josè Manuel Ballester e alla sua campagna Hidden Spaces. Questa volta, si tratta di mostrare gli effetti delle direttive per il contenimento dell'epidemia sulla realtà dipinta dai grandi contemporanei o del passato, come sono cambiate le città, le campagne e tutti i luoghi pubblici, anche quelli fissati su tela. Come dire che «anche i protagonisti dei quadri più famosi restano a casa».

Riccardo Pirrone e Simone Putignano: #artepidemia – Hopper e Hayez

Elaborazione grafica immagine di copertina: Stefania Bergo.


Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Mwende. Ricordi di due anni in Africa, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
La stanza numero cinque, PubMe Gli scrittori della porta accanto Edizioni.

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