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7 serie Prime Video original da non perdere

7 serie TV Prime Video original da non perdere

Serie TV | Prime Video Di Stefania Bergo. Dal cinema alle TV digitali che offrono ricchi cataloghi di #film e serie TV on-demand. Questo mese, invece delle prossime uscite in sala, tra i tanti titoli che Amazon propone per l'intrattenimento, ecco sette serie Prime Video original da non perdere.

Ogni mese seleziono per voi qualche film che secondo me merita di essere visto, lo faccio ormai da un paio d'anni. Già il mese scorso il mio articolo si è rivelato quasi inopportuno, dato che piano piano tutto è stato chiuso, cinema compresi. Ora sarebbe davvero inutile scrivere di imperdibili uscite, dato che non ce ne sono affatto. Anzi, il mondo dello spettacolo ha tirato i remi in barca e sospeso tutte le riprese di nuovi film e serie TV, facendo slittare tutto a data da destinarsi.
Se da un lato la cosa è un po' triste – vi capisco –, dall'altro sappiamo che ci sono valide alternative all'emozione del cinema in sala: le TV digitali on-demand.

I palinsesti televisivi sono stati rimodulati, dal momento che molti programmi sono stati sospesi, e già sui canali istituzionali si possono trovare film imperdibili e serie TV. Ma avere un intero catalogo on demand di titoli è sicuramente un altro paio di maniche. 

È quindi il grande momento dei servizi di streaming come Prime Video, Tim Vision, Sky, Netflix o NowTV, tanto per citarne alcuni. Certo, sono servizi a pagamento, alcuni un po' più costosi di altri, ma tutti offrono uno, due o addirittura tre mesi di prova gratuiti con possibilità di recedere in qualsiasi momento, quindi, perché non approfittarne?
Ebbene, il mio solito editoriale sulle novità al cinema diventa, almeno per questo mese, una segnalazione delle serie TV Prime Video original che mi sono piaciute di più e che vi consiglio. Alcune sono nuove, altre sono uscite qualche anno fa, il che forse è ancora meglio, perché avete a disposizione l'intero box con tutte le stagioni. Chi ha già un abbonamento Prime di Amazon ha a disposizione tutta l'offerta dell'intrattenimento digitale, altrimenti, potete accedere al catalogo iscrivendovi al servizio Prime Video su Amazon.
Un'altra nota a favore della TV on-demand è la possibilità di guardare film e serie in lingua originale o con altri doppiaggi e/o sottotitoli.
Beh, che dire di più, come sempre: buona visione! Attendo i vostri feedback su queste sette serie TV: saranno davvero da non perdere?


Hunters

Hunters

Azione, Drammatico, Suspense | 18+
Con Al Pacino, Logan Lerman, Jerrika Hinton
Il produttore esecutivo Jordan Peele presenta questa serie in cui un gruppo di cacciatori di nazisti cerca una legittima vendetta nel 1977 a New York.
Al Pacino è già una garanzia, l'ho messa in lista fin dal trailer e finalmente il mese scorso ho visto i dieci episodi della prima stagione – per ora l'unica disponibile. E l'ho adorata!
Hunters cavalca un po' la tendenza del momento, cioè quella di film e serie TV sul periodo storico del Nazismo. Probabilmente per metterlo a nudo, per spogliarlo di qualsiasi possibile mitizzazione che i gruppi neonazisti di oggi stanno, ahimè, facendo. Ma lo fa con uno stile noir, alla Tarantino in Kill Bill, per capirci, con intermezzi che sembrano piccoli spot pubblicitari per presentare i singoli personaggi e le loro peculiarità – eccellente la fotografia, secondo me. Hunters è ambientata negli anni '70 e narra le vicende di un gruppo variegato di cacciatori di nazisti, giustizieri che intendono far quadrare i conti col passato, sopravvissuti con un biglietto da visita tatuato sul braccio. La serie è cruda e non lascia sottintendere, quindi giustamente classificata "per adulti". Si interroga, senza darsi risposta, su un tema molto dibattuto: torturare chi si è macchiato di crimini indicibili contro l'umanità intera è un atto giusto o a sua volta sadico, perverso e quindi condannabile? La serie su questo pare avere le idee chiare e dare una risposta. Salvo poi sottintenderne un'altra proprio al colpo di scena finale.



The man in the high castle

The man in the high castle

Suspense, Drammatico, Sci-Fi | 16+
Con Alexa Davalos, Rupert Evans, Luke Kleintank
Basato sul premiato romanzo di Philip K. Dick e prodotto da Ridley Scott e Frank Spotnitz, The Man in the High Castle esplora la possibilità che gli Alleati avessero perso la Seconda Guerra Mondiale e il Giappone e la Germania avessero governato gli Stati Uniti.
Sono disponibili ben quattro stagioni da dieci episodi ciascuna, quindi ce n'è per passarsela via parecchio tempo.
È stata la prima serie TV che ho visto dopo più di dieci anni dall'ultima – la seconda stagione di Gray's Anatomy, prima di andare a vivere in Kenya. Non ero intenzionata a riprendere, perché so che mi causano dipendenza. Ma un'amica mi ha convito... e in effetti la serie merita davvero!
Tratta dal romanzo di Philip K. Dick – La svastica sul sole, che inizierò a leggere a breve –, The man in the high castle esplora una probabilità davvero interessante: e se la seconda guerra mondiale l'avessero vinta i nazisti e i giapponesi? Beh, quello che salta subito all'occhio è che non ce la passeremmo un gran che bene. Il regime sarebbe totalitario, il clima quello delle dittature più spinte, con l'aggravante della discriminazione razziale, il controllo sulla cultura e l'informazione assoluto. Ma in questa realtà distorta c'è comunque una certezza: l'uomo non smetterebbe di ribellarsi, i "partigiani" continuerebbero la lotta per la libertà di tutti, anche a costo della vita.
Il tutto è reso ancor più interessante da un risvolto che si palesa solo alla fine della prima serie – e lascia esterrefatti –, cambiando completamente la percezione della trama. Dalla seconda stagione in poi la serie acquista una sfumatura sci-fi che non ne indebolisce la potenza del messaggio, anzi, lo rinforza con un monolitico "e se invece?"
Non voglio dirvi di più, vi consiglio solo di guardarla, fidatevi!



The widow

The widow

Suspense, Drammatico | 14+
Con Kate Beckinsale, Charles Dance, Alex Kingston
Le ricerche di una donna per svelare il mistero della scomparsa del marito la conducono in Congo, dove è costretta a cercare la verità su quello che è successo all'uomo che amava.
Ho visto tutti gli otto episodi della prima serie che pare autoconclusiva, quindi non vi resterà nulla in sospeso.
Mi ha catturato perché parla di Africa, sebbene ne metta in luce gli aspetti negativi, di corruzione e violenza. La protagonista, infatti, si reca in Congo alla ricerca del marito che credeva morto. E si scontra con un regime militare in cui non è facile portare alla luce la verità. La serie tratta anche il tema del contrabbando e dello sfruttamento dei minori nelle miniere di coltan – triste realtà che ci permette di avere tra le mani lo stesso smartphone o il laptom da cui state leggendo. In alcuni momenti è inverosimile e superficiale, ma credo dipenda dalla linea narrativa scelta, tutto sommato adatta anche a un pubblico di giovani spettatori. Mi è piaciuto ripercorrere con Georgia le strade rosse e polverose, aggregarmi a un gruppo di volontari per le vaccinazioni nei villaggi, rivivere la prima e spaesata volta in una terra tanto diversa da quella dove vivo. Forse mi è piaciuto più questo della storia in sé, ma mi sento comunque di consigliarvene la visione. Il colpo di scena finale è inaspettato.



Carnival Row

Carnival Row

Drammatico, Fantasy | 16+
Con Karla Crome, Indira Varma, Caroline Ford
Orlando Bloom e Cara Delevingne sono i protagonisti di Carnival Row, un fantasy vittoriano con creature mitologiche. Temute dagli umani, è proibito loro vivere, amare e volare in libertà. Ma la speranza vive anche nell'oscurità, quando un detective umano e una fata riallacciano una pericolosa relazione. La fragile pace cittadina crolla quando dei delitti rivelano un mostro inimmaginabile.
Sono disponibili gli otto episodi della prima serie. E si dovrà attendere a lungo per la seconda, dato che che le riprese, appena iniziate, sono state sospese per l'emergenza coronavirus.
Carnival Row è una serie pulp noir fantasy con Orlando Bloom e Cara Delevingne: fate, fauni e serial killer in una città vittoriana, per parlare di intolleranza e discriminazione sociale, razziale e di genere. L'ho amata da subito pur non impazzendo per il genere. Carnival Row è il nome di una strada, la via della città vittoriana dove alloggiano i Fatati, esseri migrati tra gli umani in seguito alla guerra che ha sconvolto la loro terra, Tirnanoc. L'intolleranza è fomentata da una parte dei politici che amministrano la città. Ma non c'è solo discriminazione razziale e sovranismo, Carnival Row parla anche di lotta trasversale al classismo e di femminismo. È una serie fantasy paradossalmente realistica, ma anche una serie thriller con inaspettati colpi di scena che si sveleranno poco a poco nelle ultime puntate.




Fleabag

Fleabag

Commedia | 16+
Con Phoebe Waller-Bridge, Sian Clifford, Olivia Colman
Fleabag è un’esilarante e intensa finestra nella mente di una londinese sarcastica, sensuale, arrabbiata e straziata dal dolore. La pluripremiata commediografa Phoebe Waller-Bridge ha scritto e recitato nel ruolo di protagonista di Fleabag, una donna priva di filtri inibitori che cerca di superare un lutto, ma si ostina ed allontana chiunque tenti di aiutarla mantenendo un atteggiamento spavaldo.
Sono disponibili due stagioni da sei episodi ciascuna.
L'ho trovata geniale, dissacrante, malinconica, intelligente, ironica e sarcastica.
Ambientata nella Londra dei giorni nostri, racconta le giornate di una trentenne londinese dalla vita complicata: ha appena perso la sua migliore amica in un incidente e deve mandare avanti una caffetteria dove praticamente non si presenta nessuno. Ha un padre facoltoso cui non riesce a chiedere aiuto e che ha una nuova fidanzata che non la sopporta e non perde occasione per metterla in cattiva luce. Ha una sorella maggiore di successo però frustrata e ansiosa, che la rimprovera per il suo modo dissennato di vivere, senza chiari progetti per il futuro. Fleabag – nome curioso – ha un intelligente senso dell'umorismo, la sua arma per sdrammatizzare le situazioni pesanti. Si caccia spesso in situazioni imbarazzanti, soprattutto perché non riesce a fingere. Almeno non con noi, gli spettatori. Sì, Fleabag ha un curioso rapporto con noi che stiamo lì a sbirciare nella sua vita. Ma i suoi incisi rivolti alla telecamera non sono solo gag, verso la fine della seconda serie acquisteranno un altro significato...



La fantastica signora Maisel

La fantastica signora Maisel

Drammatico, Commedia | 14+
Con Alex Borstein, Marin Hinkle, Rachel Brosnahan
New York, 1958: Midge Maisels vive come ha sempre sognato, fra marito, figli ed eleganti cene per lo Yom Kippur nella loro casa nell'Upper West Side. Ma tutto d'un tratto è costretta a dover scoprire i suoi talenti, passando da casalinga ad attrice di cabaret, una bizzarria per tutti ma non per lei. La serie La fantastica signora Maisel è scritta e diretta da Amy Sherman-Palladino.
Non l'ho mai vista, ma me l'hanno consigliata e io giro il suggerimento a voi. Sono disponibili tre serie di otto puntate ciascuna. Appena l'avrò vista aggiornerò l'articolo, ma nel frattempo se qualcuno di voi l'ha vista può lasciare un commento qui sotto e farci sapere se vale davvero la pensa di guardarla. Grazie!





Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Mwende. Ricordi di due anni in Africa, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
La stanza numero cinque, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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