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Recensione: Come in un labirinto di specchi, di Silvana Mazzocchi

Recensione: Come in un labirinto di specchi, di Silvana Mazzocchi

Libri Recensione di Davide Dotto. Come in un labirinto di specchi di Silvana Mazzocchi (Iacobellieditore). Due esistenze a confronto tra la contestazione del 1968, gli anni di piombo e la difficoltà di capire da che parte stare.

La memoria è un'avventura intima e piena di sorprese, lungo la quale ti puoi imbattere in interlocutori insospettati. Quarant'anni dopo, sento la necessità urgente di recuperare tutte le immagini che ho sepolto e sbrogliare finalmente quella matassa che mi ha sempre impedito di essere "una".
Silvana Mazzocchi, Come in un labirinto di specchi

Silvana Mazzocchi, importante firma del giornalismo italiano, tra le pagine di Come in un labirinto di specchi, si immerge negli anni Sessanta, periodo di crescita e di crisi. 

Il racconto inizia dalle contestazioni di un anno "fatidico", il 1968. Vi torniamo grazie alla memoria dei nostri genitori, a loro volta figli di chi ha vissuto la guerra e il desiderio di dimenticarla.
Ciò che muove la gioventù di allora è un particolare genere di rabbia e insoddisfazione. La mente è piena di ideali che fino a poco prima non si aveva possibilità di concretizzare.
Con le energie dei vent'anni, molto può e vuole fare chi è nato nel '50 o giù di lì. Non ci si accontenta di vedere la Storia senza passarci in mezzo, da cui il bivio esistenziale: agire, restare a guardare, avere o non avere un ruolo nel corso degli eventi? Ciò fino al culmine di tempi fin troppo nuovi che impongono di pagare un prezzo più alto del previsto con l'incedere degli "anni di piombo" e della "strategie della tensione".

Sullo sfondo vi sono Luisa, Emma, amici e compagni, scontri generazionali che lasciano il segno, l'incomunicabilità di emozioni ed esperienze

Si è un po' tutti «scrigni chiusi e inaccessibili come la memoria».
In questo modo, quaranta o cinquanta anni dopo quella resa dei conti ve ne è necessariamente una seconda, e altre seguiranno nei decenni futuri.
Chi ha giocato d'azzardo col destino, alla prova dei fatti, è preda di imponderabili sensi di colpa.
Le parole d'ordine di un tempo erano "vivere alla giornata", "navigare a vista", aggrapparsi a un presente che richiedeva un impegno e una militanza non da poco. Poi, «finita l'ubriacatura», «la doccia fredda del disincanto» e, ad attendere un po' tutti, la maturità, la quotidianità da conquistare e difendere, l'ineludibile desiderio di stabilità e di rassicurante routine:
L'illusione di cambiare il mondo era morta da un pezzo e, quanto ai suoi amici di sempre, non li avrebbe più frequentati né cercati.
Silvana Mazzocchi, Come in un labirinto di specchi
Lo si è capito leggendo La segreta Penelope di Alicia Giménez-Bartlett: la vita quotidiana è essa stessa «un problema, un muro contro cui vanno a sbattere anche gli uccelli dal volo più sublime».


Nel romanzo di Silvana Mazzocchi si procede oltre: la quotidianità diventa campo di battaglia e di ribellione. Si ripropone, in diverse forme, il bivio tra passioni totalizzanti ed esclusive, chiedendo al singolo un salto di qualità inaudito: sapere senza ombre di dubbio da che parte stare.

Questa, in fondo, la sfida tra Emma - che ha preso posizione - e Luisa che ha sperimentato un altro genere di esistenza.

Luisa ed Emma – due amiche che personificano due mondi – combattono la propria personale rivoluzione, associandosi o dissociandosi da un certo modo di essere e di fare. Per ognuna segue la "resa dei conti": non quella dei principi (nel migliore dei casi si scivola nella retorica), ma quella manzoniana del senno di poi.
Emerge un nuovo scontro generazionale, quello tra i figli della stessa epoca, tra coloro che hanno preso strade diverse e che, trenta, quaranta, cinquant'anni dopo sono divenuti i posteri o gli eredi di loro stessi.
Luisa ed Emma riprendono il filo di un comune passato, di cui rimangono incomprensibili spoglie e poco interesse a rivangare.
È questo il labirinto di specchi: non è questione di scelte ma di comprensione del proprio vissuto personale. Vi è la colpa di chi, superando il bivio, è uscito dal labirinto contemplandone l'inaudita architettura; e la condanna di chi ne è rimasto, invece, imprigionato per sempre.


Come in un labirinto di specchi

di Silvana Mazzocchi
Iacobellieditore
ISBN 978-8862525305
Cartaceo 16,00€
Ebook 7,99€

Sinossi 

Un coinvolgente romanzo di formazione scritto da una storica firma de la Repubblica. Le due protagoniste del romanzo, Emma e Luisa sono cresciute insieme nella Roma quieta dei quartieri borghesi. Quando esplode il ’68 le loro esistenze si separano: Luisa studia, va all’estero, lascia la famiglia d’origine con cui ha sempre avuto un rapporto conflittuale, mentre Emma s’immerge completamente nelle logiche della contestazione. Abbandona l’università e sceglie la politica, quella a rischio dei primi anni Settanta, quando la fine dei gruppi extraparlamentari lascia spazio a un processo che coinvolgerà migliaia di giovani in una nebulosa ambigua e pericolosa, una “zona grigia”, terreno di coltura del terrorismo ormai alle porte. Nonostante tutto, però l’amicizia tra le due ragazze rimane a lungo solida, abitano insieme, litigano, si ritrovano… Fino alla separazione definitiva, quando le loro scelte, diverse, cambiano per sempre i loro destini. È Luisa, dopo quarant’anni, a raccontare quel comune passato. Tornata nella casa di campagna dei suoi genitori e, grazie a una lettera di Emma mai ricevuta, guarda con occhi inediti alla loro amicizia e alle illusioni perdute della giovinezza e i ricordi e le emozioni del presente si mischiano alla cronaca del passato narrata in terza persona. Lo sfondo è il magma sociale e politico di quegli anni, popolato da giovani resi ciechi da un’ideologia che porterà a un epilogo dannoso e tragico. Un’amicizia che si ricompone in un enigmatico gioco di specchi la cui soluzione è nella lettera di Emma.
Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.
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