Weekend a Leopoli, in Ucraina

Weekend a Leopoli, in Ucraina

Viaggi Di Alessandra Nitti. Weekend a Leopoli, in Ucraina. Storia, piacere e fascino della decadenza in una città polacca dal gusto mitteleuropeo.

Leopoli, L’viv in ucraino, è una delle maggiori città dell'Ucraina. È così diversa dalla capitale; piccola, accogliente, storica: me ne sono innamorata a prima vista.
Le quattro parole che so di russo qui, al contrario di Kiev, non mi aiutano perché a ovest si parla solo ucraino con tante influenze polacche. Polacca era infatti questa città dal gusto tutto mitteleuropeo.
Il centro storico è molto contenuto, con le sue fatiscenti case d’epoca e le vie lastricate.
È forse il suo aspetto decadente e quasi trasandato ad avermi ammaliata. Le costruzioni dall’intonaco scrostato e i tetti strettissimi l’uno all’altro sopra il reticolato di vicoli senza macchine mi ricordano la mia Venezia, anche se osservo il tutto da una Lada – macchina sovietica d’epoca –installata sul tetto dell’House of legend, anziché dalla Scala del Bovolo.

Questo storico bar a quattro piani è un must se si viene a Leopoli. 

Le sue anguste scale si snodano tra le salette a tema, fin sul tetto e ancora più su, se ci si arrampica nel comignolo per osservare i tetti della città e i campanili.
Di chiese ce ne sono a centinaia: cristiane, ortodosse, polacche, armene, queste ultime con i dipinti di angeli dallo sguardo duro o di fantasmi che accompagnano i feretri. Non mancano le mura medioevali, dietro al quartiere ebraico, lì dove della sinagoga distrutta dai tedeschi non rimane altro che le fondamenta e le placche commemorative.

Il teatro e uno scorcio di Leopoli

Alle spalle della città vecchia sorge la collina del castello, che si può percorrere nel silenzio degli alti ippocastani.

Tra le fronde, dall’alto, filtrano i raggi a illuminarne i fiori come candele.
Giunti in cima si ammira la città. Per assaporarla ancora meglio si possono noleggiare dei binocoli da un signore che, avvolto nel suo giaccone militare sia in inverno che in primavera, ascolta musica assurda dal suo altoparlante offrendo un servizio abusivo ai turisti.
Vagando per i vicoli di Leopoli si possono scorgere sui muri dipinti e bassorilievi di leoni, simbolo della città. Un leone anche qui: è come essere a casa.
Il mercato dei libri usati – in cirillico – non è lontano dal cortile dei giocattoli, uno squallido angolo dove vengono raccolti giocattoli abbandonati che, zuppi di pioggia, ti guardano con gli occhioni angosciati. Nessuno vi vuole più e io sento la vostra melanconia in questo surreale pezzo di mondo, in questa sconosciuta Ucraina dal sapore europeo.

Leopoli: prezzi bassi, ottimo cibo, vodka e masochismo. 

A Natale la Piazza del Mercato, la piazza principale, si affolla di mercatini e avventori infreddoliti: riscaldarsi con una tazza di vin brûlé è d’obbligo. In primavera, invece, si approfitta dei patii all’aperto. Leopoli è infatti città di locali: abitanti e turisti non fanno altro che assaporare le bontà dei Carpazi o bere birra e vodka. I prezzi sono assurdamente bassi e il cibo buonissimo.
Per finire, non si può non fare un salto al Bar Masoch, dedicato allo scrittore Leopold Ritter von Sacher Masoch, austriaco di origini ucraine nato qui nel Diciannovesimo secolo. Dal suo nome è stato coniato il termine masochismo. Incluso nel prezzo della vodka al peperoncino o di qualsiasi altro drink ci sono le frustate da parte delle cameriere e, se siete fortunate, potete leccare la panna dal corpo di un avvenente sconosciuto.
Storia, piacere e fascino della decadenza, questa è Leopoli. 


Alessandra Nitti
Sinologa, viaggiatrice, appassionata lettrice, yogini e scrittrice. Trascorro le giornate nel mio mondo di poesia inventando trame di racconti, progettando viaggi intorno al mondo o in posizioni yoga a testa in giù. Laureata in lingue e letteratura straniere solo per il gusto di conoscere lingue difficili. Vivo a Canton, nel sud-est della Cina, per insegnare italiano a giovani cinesi. Tra una lezione e l’altra gestisco Durga – Servizi editoriali.
L’amuleto di giada, Arpeggio Libero Editore.
Faust – Cenere alla cenere, Arpeggio Libero Editore.
Esilio, Arpeggio Libero Editore.

About Davide Dotto

Il webmagazine degli scrittori indipendenti.
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