Gli scrittori della porta accanto

Recensione: Solo danni collaterali, di Pier Bruno Cosso

Recensione: Solo danni collaterali, di Pier Bruno Cosso

Libri Recensione di Elena Genero Santoro. Solo danni collaterali di Pier Bruno Cosso (Marlin). Un sogno premonitore di solitudine e desolazione. Un risveglio accompagnato da una vaga angoscia. Il campanello che suona e l'inizio di un incubo. 

Enrico Campanedda, medico, sposato con Gavina e padre di una ragazzina, Rosa, si trova catapultato in un mondo parallelo in cui non avrebbe mai immaginato di poter finire.  I carabinieri gli invadono la casa con un mandato di perquisizione e gli devastano ogni stanza, gli buttano a terra ogni oggetto, i libri preziosi, gli indumenti, la biancheria. Lo violano nell'intimità. Distruggono la dignità del suo passato, scombinano il presente, gettano nell'incertezza il futuro.
Perché il dottor Campanedda sa, in coscienza, di non aver fatto nulla di male e non capisce neppure di che cosa è accusato.

L'esordio di Solo danni collaterali di Pier Bruno Cosso è completamente kafkiano, poi, in pochi capitoli, l'accusa, infamante, diventa tanto chiara quanto ridicola.  

Eppure per il dottor Campanedda non c'è nulla da ridere. Viene posto ai domiciliari, non può lavorare, deve vendere oggetti di valore per pagare l'avvocato; ha perso la stima delle persone che lo conoscono, dei suoi pazienti, e anche i rapporti con la moglie e con la figlia sono diventati più tesi. Se all'inizio Gavina e Rosa sono sconcertate quanto lui, in seguito lo guardano con sospetto – «ma sei sicuro di non aver fatto nulla?» – e infine sentono il peso delle conseguenze di un congiunto in galera. Così si allontanano. Lo lasciano ancora più solo.
Ma perché tutto questo? Si è trattato di uno scambio di persona? Di un errore giudiziario? O qualcuno vuole fare carriera a sue spese?
In ogni caso ci vorrà molto tempo per liberarsi da un'accusa di tale portata, ingiusta ma destabilizzante.

Il libro di Pier Bruno Cosso in prima battuta sembra un giallo giudiziario.

Ma quella che poteva essere la parte investigativa, la scoperta della verità nascosta, perde presto la tensione iniziale e si risolve tutto sommato in fretta. Al contrario l'autore punta molto sull'aspetto psicologico della vicenda: descrive a tutto tondo le sensazioni, porta il lettore a immedesimarsi nel protagonista, nelle sue delusioni, nel suo sprofondare in un vortice di depressione, nelle sue dinamiche familiari e relazionali.
Di enorme attualità, inoltre, la descrizione di come il dottor Campanedda vive gli arresti domiciliari. In un'epoca di COVID19, dove da un giorno all'altro ci siamo trovati tutti reclusi in casa nostra, pur senza colpa, ingiustamente, credo che possiamo immedesimarci bene nell'angoscia e nel senso di inutilità che il protagonista della storia vive.  Enrico Campanedda, la cui storia è ispirata a una vicenda reale, deve fare i conti con le conseguenze di un'ingiustizia subita. Un'ingiustizia per la quale nessuno pagherà e che a lui lascerà solo danni collaterali.

Solo danni collaterali

Solo danni collaterali

di Pier Bruno Cosso
Marlin
Giallo | Romanzo psicologico
ISBN 978-8860431554
Cartaceo 15,50€

Sinossi 

Un giudice prende di mira un medico professionalmente serio e corretto, e fa saltare per aria tutta la sua vita. Sembra incredibile, ma quella raccontata da Cosso è una storia vera, che segue in presa diretta la discesa di una persona onesta in un inferno giudiziario. Di fronte ci sono due mondi che si scontrano: un magistrato in delirio di onnipotenza, e la sua vittima occasionale. Ma il prezzo altissimo dell'ingiustizia lo paga solo il perseguitato incolpevole, perché il giudice in Italia non è perseguibile per il suo cattivo operato. La vicenda, ambientata in Sardegna nel periodo attuale, inizia col protagonista che viene buttato giù dal letto all'alba di un sabato mattina e subisce una lunga perquisizione, senza spiegazioni e senza rispetto. Privato della libertà, del lavoro, dello stipendio, e infine degli affetti familiari, il medico, aiutato da un'amica giornalista, si lancia in un'indagine serrata per comprendere l'origine delle accuse infondate di cui è fatto oggetto. In questo romanzo, se le vicende giudiziarie sono ispirate alla realtà, i risvolti umani, gli amori e le passioni sono di pura invenzione, così come i nomi e i luoghi, che sono di fantasia e non possono essere attinenti alle persone reali, se non per pura casualità. Cosso ha saputo costruire una storia drammatica, scavando nel profondo dell'animo umano. Più che una critica serrata alle nostre strutture giudiziarie, la vicenda narrata vuol lanciare un grido d'allarme verso un sistema senza difese immunitarie.
Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Un errore di gioventù, PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto.
Gli Angeli del Bar di Fronte, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
Il tesoro dentro, PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto.
Immagina di aver sognato, PubGold.
Diventa realtà, PubGold.
Ovunque per te, PubMe – Collana Policromia.
Claire nella tempesta, Leucotea.
L'utima risata, PubMe – Collana Policromia
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