Recensione: La congregazione, di Alessandro Perissinotto

Recensione: La congregazione, di Alessandro Perissinotto

Libri Recensione di Davide Dotto. La congregazione di Alessandro Perissinotto (Mondadori). Un thriller di largo respiro e ben congegnato che si ispira a un fatto di cronaca: il suicidio di massa di Jonestown del 1978.

Non dire a nessuno, per nessun motivo, che tu sei Beatrice Wald e che hai vissuto a Jonestown.
Alessandro Perissinotto, La congregazione
La congregazione alla quale fa riferimento il nuovo romanzo di Alessandro Perissinotto è il massacro di Jonestown, avvenuto nello stato di Guyana nel 1978, nel quale trovarono la morte più di novecento persone. Facevano parte della comunità religiosa guidata dal reverendo Jim Jones.
Questo l'impegnativo antefatto alla base della intelaiatura del racconto. La struttura del thriller – genere cui il romanzo appartiene – non richiede di entrare eccessivamente nel merito di un fatto di cronaca registrato nella memoria collettiva che non manca di tornare se e quando ci si confronta con la storia americana. Ne accenna per esempio il recente Questa è l'America di Francesco Costa.


Basti dire che emergono retroscena drammatici di un'insana utopia crollata su se stessa nel più tragico dei modi: quella di una terra promessa al di là e al di fuori del corrotto mondo civilizzato

Un luogo di salvezza in cui consolidate abitudini sono messe in discussione. In breve: la difficoltà di adattamento smorza gli entusiasmi iniziali, si insinuano ripensamenti, dubbi di fronte a una routine fatta di reprimende, punizioni, fanatismo.
Seguite le regole e non avrete problemi, lavorate sodo e non avrete problemi. Qui a Jonestown glorifichiamo il Signore attraverso l’operosità quotidiana.
Alessandro Perissinotto, La congregazione

Il punto di vista privilegiato de La congregazione  è quello di Elizabeth Doran, sopravvissuta – da bambina – ad eventi di cui conserva tracce indelebili nel proprio vissuto personale.

I ricordi, impalpabili e lontani, si ripresentano prepotenti a causa di una minaccia proveniente dal passato.
In un attimo la sua mente divenne un caleidoscopio dove le immagini si spezzavano e si ricomponevano: ogni immagine un ricordo, ogni ricordo un dolore.
Alessandro Perissinotto, La congregazione
Il ruolo stesso di vittima non le si confà avendo – Elizabeth – «camminato sulla linea sottile che separa l’arte di arrangiarsi dal crimine vero e proprio».
Assunta come cassiera in una stazione di servizio, può sperare in un'esistenza tranquilla, di passare inosservata. Ma è evidente sin dall'incipit che così non sarà.

Proiettata tra un passato da dimenticare, un presente parimenti minaccioso e un epilogo tutto da scrivere, il personaggio di Elizabeth è declinato in tre momenti diversi. 

Il discrimine è il tempo che intesse in un'unica trama il ritmo incalzante di un thriller di largo respiro e ben congegnato.
Ogni passato, pure il più discutibile, ha in fondo le sue sfumature e il paese di Frisco, dove sconta un periodo di libertà vigilata per guida in stato di ebbrezza, la accoglie di buon grado.
Cosa accadrà?
Fino all'ultimo non lo sappiamo. Braccata non si sa bene da chi, non ha alcuna possibilità di scappare, un po' come il topo che non sa se correre verso la trappola o in direzione del famelico gatto.

La congregazione

di Alessandro Perissinotto
Mondadori
Narrativa
ISBN 978-8804723868
Cartaceo 18,05€
Ebook 9,99€

Sinossi 

Frisco, Colorado. Un tranquillo paese delle Rocky Mountains, a tremila metri di quota e a un centinaio di miglia da Denver. È qui, in una vecchia casa appena ereditata, che Elizabeth si trasferisce per scontare la pena che il giudice le ha inflitto per guida in stato di ebbrezza: ventiquattro mesi con la cavigliera elettronica e il divieto di superare i confini del villaggio. Per Elizabeth, spogliarellista a fine carriera, donna ancora molto bella e sempre più disincantata, Frisco è forse l'ultima occasione per cambiare vita. La piccola comunità del paese è cordiale e accogliente, ma un giorno Elizabeth inizia a ricevere sgradevoli omaggi da un ignoto personaggio che sembra molto informato sul suo passato e soprattutto sembra conoscere molto bene ciò che lei ha impiegato una vita per tentare di dimenticare. Torna così a galla un incubo degli anni '70, quando lei era solo una bambina, lo spettro di un massacro, a migliaia di chilometri da lì: la più grande strage di cittadini americani prima dell'11 settembre 2001. Sembra passata un'eternità, ma non è così ed Elizabeth se ne renderà conto quando capirà che qualcuno, dal passato, è tornato a cercarla con uno scopo preciso: finire il lavoro che la Storia aveva lasciato a metà. Elizabeth, antieroina sensuale e ironica che potrebbe essere uscita da un film dei fratelli Coen, è un personaggio di invenzione, ma gli eventi drammatici che si affollano nella sua memoria sono verità e rappresentano uno dei capitoli più bui e sconvolgenti della storia americana.
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