La ricamatrice, di Maurizio Spano: estratto

La ricamatrice, di Maurizio Spano: estratto

Libri Estratto. Da La ricamatrice, l'ultimo romanzo di Maurizio Spano, l’antica tradizione della zucca lumassa, l’Halloween del Polesine.

A parte le paure immaginarie di qualche uomo che mi portasse via, che somigliavano molto alle voci sul lupo cattivo o sulla lumassa, che erano luci che vagano per le campagne, sempre a una certa distanza per non essere identificate e che, nei giorni di nebbia, si avvicinano alle case o girano per i cortili, probabilmente il motivo reale per cui Nives non voleva che andassi a spasso per la strada arginale era molto più pratico. Non certo il pericolo di essere investito dalle auto, che in sostanza non esistevano. Il fatto è che la strada arginale era sterrata e a pochi passi c'era un canale molto profondo e io ero già caduto nel fosso vicino a casa: per fortuna c'era poca acqua. Eppure era normale, all'epoca, imparare a nuotare nei fossi.

Per chi non è polesano, un accenno alla lumassa lo devo fare.
Girando per l'Italia - ma questo certamente vale per ogni parte del mondo - ho imparato che ogni territorio ha dei suoi personaggi immaginari che spesso dipendono proprio dalla conformazione geografica del luogo. Per esempio: dove c'è acqua ci sono fantasmi, spesso senza testa, che passano in barca sul fiume. In montagna ho incontrato spiriti nascosti in mezzo all'erba, come i sanguinelli che ti aspettano per morderti i piedi. Poi ci sono un sacco di personaggi più o meno pericolosi che abitano nei boschi o nelle grotte. E la lumassa. Per me, che vivevo nella campagna polesana di Ponte del Delta, la lumassa abitava a circa mezzo chilometro da casa e si vedeva verso sera, quando la foschia copriva l'orizzonte. Sicuramente era la luce di qualche finestra delle case che stavano proprio in mezzo ai campi. Ma per noi bambini ogni luogo era lontano e c'era sempre un posto, proprio là in fondo, dove correva una linea che viene prima dell'orizzonte e che faceva da confine tra la realtà e le città della fantasia. Gli adulti non la vedevano. Loro vedevano soltanto case con gente che conoscevano e campi da coltivare e stalle con le mucche che facevano il latte. Io invece percepivo l'infinito e, oltre, il mondo che non conoscevo e che però, siccome ero un bambino, un giorno avrei conquistato.
La ricamatrice, di Maurizio Spano

La ricamatrice

di Maurizio Spano
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa
ISBN 978-8833665283
ebook 2,99€
ebook 12,50€

Sinossi

Gianfranco ha otto anni e sogna d'incontrare sua madre Nives da giovane, quando sapeva sorridere come le ha visto fare in una vecchia fotografia. Un pomeriggio piovoso, mentre Nives ricama foglie e pappagalli su una tovaglia di lino chiaro, finalmente il suo sogno si avvera. Fa la conoscenza di una ragazza, con un sorriso talmente bello da farlo sentire in pace, che lo condurrà in un viaggio nel tempo attraverso gran parte del XX secolo, sempre in bilico tra ciò di cui è stato testimone o che gli è stato raccontato e ciò che semplicemente immagina. Un viaggio che, dipanandosi tra gli argini, le campagne e le piccole città di un remoto frammento della bassa Pianura Padana, lo porterà negli anni '30, lo renderà spettatore nell'alluvione del Polesine del ‘51, della vita nelle baraccopoli degli immigrati nella Francia del secondo dopoguerra e della rinascita italiana negli anni '60, di nuovo tra la gente della sua terra. È il bambino che ancora vive in Gianfranco, oramai vecchio, che racconta l'avventura di sua madre Nives e di un'epoca, di luoghi e di rapporti umani. Alla ricerca di una dignità che a tutti dovrebbe spettare di diritto e che invece Nives dovrà conquistare, per sé e suo figlio, inseguendo ingenuamente l'immenso sogno di felicità che fa girare il mondo.

About Stefania Bergo

Il webmagazine degli scrittori indipendenti.
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