Gli scrittori della porta accanto

Scrittori: intervista a Chiara Pambianchi

Scrittori: intervista a Chiara Pambianchi

Caffè letterario A cura di Silvia Pattarini. Intervista a Chiara Pambianchi, in tutti gli store online con il suo romance d'esordio Il mio tutto la mia maledizione (Booksprint): «Se è vero che quando leggiamo, leggiamo di noi stessi, quando scriviamo avviene il medesimo incanto».

Chiara Pambianchi, classe 1987. Frequenta il liceo linguistico e si laurea in Psicologia. È del segno della Vergine. Vive a Ravenna con la sua famiglia, due gatti ed un cane. Questo è il suo primo romanzo. Appassionata di musica, nel tempo libero suona la chitarra e scrive canzoni.

Diamo il benvenuto a Chiara Pambianchi. Grazie per avere scelto il nostro web magazine culturale Gli Scrittori della Porta Accanto. Ora che abbiamo rotto il ghiaccio raccontaci qualcosa di te. Qual è quell’alchimia, quella scintilla interiore che ti  spinge a scrivere nella vita di tutti i giorni: cosa ti affascina e ti ispira?

La mia ispirazione nasce da esperienze personali ma anche da situazioni o cose molto più piccole, come ad esempio, brevissime parti di discorsi sentiti al ristorante da una coppia vicina, una parola di una poesia, un quadro, un tramonto. Ecco, la natura mi ispira molto in generale e da una bella visione è difficile non ricamarci sopra una storia.

Com’è nata l’idea di questo libro?

Da qualche dettaglio personale, soprattutto a livello lavorativo. Le protagoniste svolgono una mansione simile alla mia (consulente del credito). Volevo descrivere un lavoro “di nicchia” per poter renderle ancora più interessanti. Poiché non si tratta della persona che sta in banca che si occupa di un po’ tutto ciò che riguarda il credito appunto, è molto di più. Inoltre la storia è intrecciata a certe mie vicissitudini sentimentali del passato che ho portato più all’estremo. Volevo emergesse sopra ogni cosa la sincerità dei personaggi, che dopo tanto interrogarsi e vivere, si rendono conto dei propri limiti, ma anche dei propri bisogni. Di errori ce ne sono stati. Non si cancella tutto con una gomma o con un reset, ma si può andare avanti. Tornare a sorridere con più consapevolezza.

Il mio tutto la mia maledizione: ti sei dovuta documentare o svolgere delle ricerche per argomentare al meglio la tua trama?

Non ho svolto ricerche di persona o visitato luoghi per ottenere informazioni veritiere, ma non escludo di farlo presto per i lavori successivi, mi sono documentata online per quanto riguarda gli aspetti culinari per la descrizione di pietanze su cui non sono molto ferrata. I luoghi descritti sono a me vicini o comunque conosciuti per cui non ho avuto bisogno di approfondire molto.

A che genere appartiene e a che target di pubblico ti rivolgi?

È un romanzo che tratta di amore ed amicizia. Appartiene alla narrativa. Il mio target è rappresentato per lo più dal genere femminile dai 25-30 anni in su. I temi trattati sono universalmente riconosciuti e ben presenti dalle mie lettrici. Mi piace che si riconoscano o immedesimino in certe situazioni descritte o nei due personaggi principali: Virginia e Clarissa.

Che tema affronti con questo romanzo?

I temi affrontati portano volutamente i personaggi a scontrarsi con i propri sentimenti, i propri valori ed inevitabilmente con la realtà più dura ed a volte poco rispettosa delle aspettative.
I temi scivolano leggeri tramite il rapporto di amicizia delle due protagoniste. Hanno una visione dell’amore molto diversa che tocca anche temi quali la famiglia e le dinamiche della coppia. Parlo del dilemma che forse a volte ci ha incontrati: la considerazione dell’amore come appagamento di bisogni o come passione fonte di sentimenti autentici.
Il mio tutto la mia maledizione

Il mio tutto la mia maledizione

di Chiara Pambianchi
Booksprint
Narrativa | Romance
ISBN 978-8824947336
cartaceo 16,90€
ebook 3,49€

Che emozioni vuoi trasmettere, che effetto desideri creare nel lettore?

Ho descritto i personaggi attraverso contraddizioni interne che a volte hanno fatto scegliere la cosa sbagliata per loro, altre la cosa che andava contro la propria natura, altre quella più semplice. Vorrei che il lettore percepisse la disperazione di Virginia quando perde l’amore, ma anche la rinascita e la voglia di ribalta quando si rende conto che amare se stessa, prima di ogni cosa, è la strada che la conduce dove desidera. Vorrei che provasse invece il senso di libertà che Clarissa vive e difende, nonostante sia forse una visione un po’ controcorrente. Ed anche per quanto riguarda i personaggi maschili, ho descritto certi comportamenti in modo che suscitassero rabbia e nervoso affinché chi legge potesse maturare un’idea precisa rispetto a certi valori quali la presenza, la condivisione, il tempo.

Che tipo di lettore è Chiara Pambianchi? Preferisci sfogliare le pagine dei libri, annusando il profumo delle pagine, oppure ti sei lasciata sedurre dalle nuove tecnologie e leggi gli e-book?

Preferisco di gran lunga leggere le parole su carta. L’e-book è sicuramente comodo per certi aspetti, come ad esempio le attese, i viaggi ed i costi, ma non riesco a rinunciare alla ballata in libreria per la scelta del libro che termina poi la conquista, come fosse un innamorarsi.

Progetti per il futuro: ci sono nuovi lavori in corso, nuove pubblicazioni o ambizioni particolari?

Sto portando avanti due progetti, due nuove storie. Molto diverse tra loro e decisamente differenti dal primo romanzo. E sono molto contenta che i temi non saranno gli stessi o similari a quelli già affrontati. Saranno più che altro storie di coraggio con molti risvolti psicologici.

Ringraziamo tantissimo Chiara Pambianchi per essere stata ospite degli Scrittori della porta accanto e, anche a nome dei nostri lettori, le auguriamo in bocca al lupo per suoi progetti futuri.

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
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