Gli scrittori della porta accanto - Non solo libri

Recensione: La stanza numero cinque, di Stefania Bergo

Recensione: La stanza numero cinque, di Stefania Bergo

Libri Recensione di Ornella Nalon. La stanza numero cinque di Stefania Bergo (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Un argomento delicato, quello dell'aborto, trattato con eleganza e sensibilità. 

Conosco Stefania Bergo come autrice; di lei ho letto i suoi due libri precedenti a questo. Sono due autobiografie che trattano del suo splendido viaggio e soggiorno in un piccolo villaggio africano e ho adorato il suo stile: semplice, poiché non si fregiava di idiomi importanti e ricercati, ma allo stesso tempo anche ricco di similitudini e di celati significati. Poetico anche, dal momento sapeva regalare intense suggestioni e, non per ultimo, dolce, cioè pregno di un ritmo melodioso e rasserenante, anche quando i temi erano forti.
Ero curiosa, sì, davvero curiosa di sapere se avrei provato le stesse sensazioni con un testo di genere diverso, quindi non più una rielaborazione dei propri ricordi, di un'esperienza vissuta, ma un'opera di narrativa, frutto della sua fantasia.

Con La Stanza numero cinque mi sono resa conto che non è questione di genere, ma proprio di tecnica narrativa dell'autrice.

Stefania Bergo traduce in musica le parole; il loro suono vibra e fa vibrare i sentimenti del lettore.
Vero è che l'argomento trattato non può comunque lasciare indifferenti.
Quando si parla di aborto è difficile che non ci si senta in qualche maniera scossi, perché la questione può implicare una serie infinita di considerazioni di ordine etico, morale o religioso.
Per tale motivo diventa un argomento molto difficile da trattare che, a ogni modo, l'autrice ha saputo gestire con la sua consueta eleganza e sensibilità. Nell'introduzione, lei stessa ha voluto informare della sua intenzione ad essere imparziale: «Non ci sono giudizi su come queste donne abbiano condotto o condurranno la loro vita, solo empatia».
E come a sottolineare questa sua super partes, è degna di nota questa frase: «Solo loro avrebbero indossato per sempre quelle scarpe», rifacendosi al famoso detto Pirandelliano e al suo significato.
E più volte, come una costante, ha rimarcato tale concetto, utilizzandolo anche come un azzeccatissimo finale.

Sono cinque le protagoniste di questo breve romanzo; cinque donne con esperienze di vita, caratteri e aspirazioni del tutto diverse, accomunate dalla gravidanza e dalla tribolata decisione di interromperla.

Tutte, a parte Eva, si fanno accompagnare all'estremo appuntamento abortivo dalla persona affettivamente più vicina, poiché, se è vero che la decisione finale è spettata a loro e per sempre saranno soprattutto loro a portarne i segni, sentono il bisogno di un appoggio morale, come a voler condividere il peso della troppo onerosa responsabilità, anche se solo in minima parte.
Eva, reduce da una storia d'amore a senso unico, si ritrova sola. E tra tutte, sembra quella più in sofferenza. Il suo senso di colpa per l'atto che sta compiendo è ulteriormente aggravato dalla consapevolezza di avere intrattenuto una relazione sbagliata, malata sin dall'inizio.
Nella stanza si trovano cinque estranee che, per una sola notte, diventeranno anime unite dal dolore e dalla solidarietà.
Come già ce lo anticipa Stefania Bergo, il finale è aperto e, se pur non lo ami, perché di solito, furbescamente, lascia un po' di suspense per un sequel, in questo caso lo trovo del tutto adeguato.
Ogni lettore, in base alle corde che l'autrice è riuscita a toccargli, potrà giungere alle sue personali conclusioni.


La stanza numero cinque

di Stefania Bergo
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Romanzo breve
ISBN 978-8833664149
Cartaceo 6,00€
Ebook 2,99€

Sinossi
«Non si vendono verità e non si regalano giudizi, in questo romanzo colmo di materna delicatezza. Lo stile di Stefania Bergo è fluido, emozionale, coinvolgente. Le parole scorrono come acqua, come olio e come sangue. Non si arrestano e raggiungono l’anima.»
Emma Fenu

«Stefania Bergo, ha una penna delicata e sensibile e ha trattato questo argomento in punta di penna, dando realismo e tridimensionalità ai suoi personaggi. E, soprattutto, li ha resi veri. “La stanza n. 5” è un caleidoscopio di anime tutte al femminile dove l’Autrice ha tratteggiato ottimamente il bagaglio di vita di ogni singola protagonista; i pensieri, i retroscena, le angosce, le scelte. Un romanzo bello, intenso, senza sbavature.»
Loriana Lucciarini

Sei donne si ritrovano a raccontare la loro storia in una stanza d’ospedale in attesa dell’intervento programmato per la mattina seguente. Si tratta di Liliana e della giovane figlia Chiara, di Miriana, futuro amministratore delegato di una multinazionale, Daniela, architetto e madre di quattro figli, Valeria, editor in una casa editrice, ed Eva. Cinque di loro sono in lista per un aborto. Ma condividere le loro storie l’una con l’altra crea un cerchio di confronto ed empatia in grado anche di mettere in discussione la loro scelta. Forse.
Ornella Nalon - Gli scrittori della porta accanto

Ornella Nalon
Ti siamo davvero riconoscenti per il tempo che ci hai dedicato. Se sei stat* bene in nostra compagnia, che ne dici di farti un giro sul nostro blog? Potresti lasciarci un commento per farci sapere che ne pensi, iscriverti alla newsletter, per restare sempre aggiornat* sui nostri argomenti, o all'Associazione Gli Scrittori della Porta Accanto APS, per usufruire di promozioni e contenuti dedicati, oppure potresti offrirci un caffè per sostenere il nostro lavoro. Te ne saremmo davvero grat*. Il vostro feedback è davvero importante per noi.

About Lisi

Il webmagazine degli scrittori indipendenti.
    Commenta con Blogger
    Commenta con Facebook
0 commenti

Posta un commento

Ti siamo davvero riconoscenti per il tempo che ci hai dedicato. Se sei stato bene in nostra compagnia, perché non ci lasci un commento? Grazie!

<< ARTICOLO SUCCESSIVO
Post più recente
ARTICOLO PRECEDENTE >>
Post più vecchio
Home page

Novità editoriali


Pubblicità