Scrittori: intervista a Emiliano Chiari

Scrittori: intervista a Emiliano Chiari

Caffè letterario A cura di Silvia Pattarini. Intervista a Emiliano Chiari, in tutti gli store online con 1983 (Pav Edizioni): «Quando scrivo entro in un mondo parallelo, alcuni la chiamano estraniazione».

Diamo il benvenuto a Emiliano Chiari. Grazie per avere scelto il nostro web magazine culturale Gli Scrittori della Porta Accanto. Com'è nata l'esigenza di scrivere 1983?

Anche se può sembrare strano è nato tutto da un sogno o meglio un incubo, che mi svegliò nel bel mezzo della notte intorno alle tre se non ricordo male. Fu talmente particolare e intenso che dovetti prendere il mio cellulare e annotarlo.

1983: perché hai scelto proprio questo titolo?

Per questo devo essere sincero sono stato abbastanza banale è semplicemente il mio anno di nascita, ho voluto mettere una parte di me dentro il libro.

Ci riveli qualche indiscrezione sulla trama, così da farci addentrare meglio nel tuo contesto?

Molto difficile, è un racconto lungo è molto difficile descrivere la trama senza correre il rischio di spoilerare. Vi posso però dire che il nostro protagonista alias 1983 si ritroverà prigioniero, senza memoria e pieno zeppo di angosce. Ricordi e immagine confuse si accavalleranno durante il suo tentativo di capirci qualcosa.
1983, Emiliano Chiari

1983

di Emiliano Chiari
Pav Edizioni
Narrativa | Distopico
ISBN 978-8831307703
cartaceo 9,50€

Perché consiglieresti 1983?

Be'… Perché l’ho scritto io! Ahah scherzi a parte lo consiglio perché penso sia un buon percorso psicologico tra scenari distopici e… Be’ questo lo deve scoprire il lettore.

Quanto ti ha coinvolto emotivamente la stesura di questo romanzo?

Tanto, tantissimo. Quando scrivo entro nel mondo finzionale delle mie creature. Penso quello che pensano i protagonisti, sento i loro sentimenti, le loro angosce e le loro paure.

Se potessi esprimere con un'immagine ciò che rappresenta veramente per Emiliano Chiari la scrittura, quale sarebbe?

Non saprei bene cosa rispondere. Questa domanda mi spiazza. Forse un time-lapse di un brodo primordiale che diventa qualcosa di compiuto. Un po’ come la crisalide che si dischiude in una farfalla.

Scrivere, a volte, diventa terapeutico. Ma non credo sia solo questo lo scopo del tuo libro. C è qualche altra motivazione?

Necessità, non credo ci sia un’altra parola che descrive l’impulso che ti porta a desiderare di trasformare una pagina bianca in una pagina ricca di caratteri. Mentre fai qualcosa, qualsiasi cosa tutto insieme “la necessità” ti colpisce e tu non puoi fare altro che metterti a scrivere. Un po’ come quelle notti durante le quale l’ispirazione mi sveglia e anche se faccio fatica a capire chi sono devo appuntarmi tutto. Sì: Necessità.

Ringraziamo tantissimo Emiliano Chiari per essere stato ospite di questo Caffè Letterario, lo spazio degli Scrittori della porta accanto dedicato agli autori, e, anche a nome dei nostri lettori, gli auguriamo in bocca al lupo per suoi progetti futuri.

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini

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