Gli scrittori della porta accanto

Recensione: La zoccola etica, Dossie Easton e Janet Hardy

Recensione: La zoccola etica, Dossie Easton e Janet Hardy

Libri Recensione di Elena Genero Santoro. La zoccola etica. Guida al poliamore, alle relazioni aperte e altre avventure di Dossie Easton e Janet Hardy (Odoya). Un saggio lungo, lento, ripetitivo, a volte noioso, una trattazione didascalica per la gestione di più partner, ma che può insegnare ad accettare i rifiuti e controllare la gelosia.

La geometria analitica è quella branca della matematica che descrive forme geometriche attraverso equazioni. Equazioni con due variabili (x e y) rappresentano figure piane, in 2D (la linea retta, la parabola, il cerchio...). Equazioni con tre variabili (x, y e z) rappresentano spazi e figure solide, in 3D (la sfera, la piramide, un’intersezione di piani...). Con una o più equazioni si rappresenta qualcosa che il nostro occhio umano può vedere o facilmente immaginare.
Ma cosa succede se le equazioni hanno quattro o più variabili? Se abbiamo delle funzioni di x, y, z e w? Lo spazio vettoriale a quattro o più dimensioni, dal 4D in su, è matematicamente possibile, ma non geometricamente rappresentabile. Per immaginarlo ci vuole una certa dose di astrazione. Il che non vuol dire che non possa esistere, ma solo che non siamo abituati né preparati a vederlo con l'occhio umano.

È la stessa sensazione, la stessa vertigine che mi ha colta quando ho iniziato a leggere La zoccola etica di Dossie Easton e Janet Hardy.

Il saggio, pubblicato per la volta nel 1997 e ripubblicato nel 2014, teorizza che sia possibile intrattenere soddisfacenti relazioni poliamorose aperte, alla luce del sole. Anzi, che la "zoccola etica" sia proprio quella che, nella più totale trasparenza, trae il massimo appagamento dal condividere sensazioni ed esperienze diverse con persone diverse, dello stesso o di opposto sesso. Questo è l'assunto di base, il 4D al quale la società non ha ancora abituato l’occhio, sul quale si fonda la corposa disquisizione che riempie ben 362 pagine.
Se la parola "zoccola" può apparire quasi scherzosa e la persona con molti amanti può sembrare il simbolo incarnato della trasgressione, chiunque leggerà questo libro dovrà ricredersi.

La trattazione non ha nulla di scherzoso e non inneggia né alla trasgressione né alla promiscuità.

Il lettore capirà presto qual è il leitmotiv. Per poter gestire più di un partner bisogna avere un'organizzazione ferrea, un calendario condiviso e non lasciare nulla, ma proprio nulla, al caso.
La parola che ricorre più spesso è "negoziazione". Se tutti i partner devono essere soddisfatti, bisogna concordare regole precise con ognuno di loro: tempi e modalità di frequentazione, tempi e modalità di approcci sessuali.
Se siete abituati a pensare all'amore come a qualcosa di spontaneo e all'amplesso come a uno slancio che scaturisce da una passione incontrollata, con questo libro potete scordarvelo. Bisogna programmare tutto e con largo anticipo.

Ed è così che dagli spazi vettoriali della geometria analitica si passa al calcolo combinatorio, quello che con qualche moltiplicazione quantifica tutte le possibilità che si aprono quando al posto di un solo partner se ne hanno due o tre o quattro e oltre.

È un numero spaventosamente elevato: di tipi di relazione e di negoziazione.
Anche perché una stessa persona può ruotare tra tanti partner solo per il sesso ma scegliere di essere single nella quotidianità, oppure avere un matrimonio aperto, oppure intrattenere una relazione primaria e altre secondarie, o essere sposato/a con più persone o fare parte di un gruppo chiuso o aperto di amanti, una piccola community che può diventare una famiglia allargata.

Ora, in ogni matrimonio classico e monogamico bisogna negoziare. "La zoccola etica" fornisce tanti consigli di buon senso che possono migliorare qualunque relazione amorosa.

E credo che non faccia male trattare il sesso come qualcosa da affrontare con responsabilità per minimizzare il rischio di gravidanze indesiderate e di malattie veneree.
Un punto di forza della trattazione di Dossie Easton e Janet Hardy è che in un universo in cui chiunque può diventare un potenziale partner, bisogna abituarsi ad approcciare altri con rispetto e ad accettare i no che si ricevono senza mettere in dubbio le intenzioni di chi si ha di fronte. Basta coi retropensieri. Una società in cui molti uomini sono convinti che la donna che dice no in realtà stia dicendo sì (con tutte le conseguenze del caso) non dovrebbe più esistere.

Ma, a parte questo, il risultato di questo libro è un panorama parecchio faticoso.

Perché se è già difficile avere a che fare con un marito o con una moglie sola, con la sua sensibilità e con le sue abitudini, avere un'intera community con cui interfacciarsi deve consumare parecchia energia, soprattutto quando i morsi della gelosia si fanno sentire.
Le autrici dedicano un intero capitolo a questo aspetto e forniscono dotti consigli su come disinnescare questo sentimento tossico eppure tanto umano. Le negoziazioni serrate nascono proprio per minimizzare la gelosia. Se il mio partner primario si dispiace che io esca di sera con il mio amante secondario, allora dovrò organizzarmi per il pomeriggio, oppure rassicurarlo predisponendo per lui un momento speciale. Perché chiunque di noi può sognare di avere numerosi amanti, ma a nessuno, in prima battuta, fa piacere sapere che il proprio marito o moglie trascorrerà la notte con un altro/a.

E l'idea che tutti possano imparare a farlo mi sembra utopica

. Qualcuno sarà senz’altro in grado, ma per molti sarebbe una forzatura, una fatica non indifferente. Eppure le autrici garantiscono che con molto allenamento e con costante condivisione si possa riuscire ad amare tutti, anche la fidanzata del proprio marito, perché il fatto che il nostro partner ami anche altre persone non implica che ami di meno noi.
E che l'amore non sia qualcosa che si divida, ma anzi, più soggetti sono coinvolti, più l'amore cresce e si moltiplica.
Anche se non si esclude che col tempo una relazione secondaria possa diventare primaria, con buona pace del partner primario che si sforzava di non essere geloso. Perché nonostante tutte le negoziazioni e regole, al cuore non si comanda.

Ciò che Dossie Easton e Janet Hardy non menzionano nemmeno (cosa che rende il poliamore alla luce del sole di ancora più difficile applicazione) è la possibilità che qualcuno tra i partner abbia problemi mentali e disturbi della personalità.

Una community poliamorosa può esistere se tutti i suoi membri sono ugualmente aperti, consapevoli, onesti e sani di mente. Un narcisista maligno non è etico per definizione e mente di continuo: potrebbe compromettere molti equilibri raggiunti in anni di mediazioni. E imbattersi in un narcisista non è un affare così inusuale.
Un altro aspetto che ho trovato non alla portata di tutti è quello economico. È bello sapere che ci sono coniugi che vivono in due case diverse per non farsi tediare dalla routine, ma bisogna avere una buona disponibilità di denaro per poterselo permettere. Io in giro vedo solo famiglie impoverite, dopo che c'è stata una separazione. Certo, uno può scegliere di avere soltanto amanti occasionali, ma se ci si sposa non si può prescindere dal fatto che il matrimonio sia un vero e proprio contratto giuridico che regola il patrimonio e l'asse ereditario. È già complicato con un coniuge alla volta, figuriamoci con tre o quattro.

Alla fine La zoccola etica non mi ha convinto ad allargare i miei orizzonti monogamici verso scenari più variegati.

Resterò nel mio modesto e rassicurante 3D, limitato ma rappresentabile. Questo saggio lungo, lento, ripetitivo e, diciamolo, noioso in molti tratti, non mi ha acceso alcuna fiamma di nuova consapevolezza. Benché le autrici usino un tono sempre propositivo e mai impositivo, improntato al rispetto di tutte le scelte del lettore, l'intera trattazione risulta didascalica, una sequenza di norme per ogni situazione possibile.
Tuttavia, capisco perché nella nostra società la maggior parte della gente scelga la monogamia, almeno di facciata, ed eventualmente intrattenga storie parallele di nascosto: è molto più semplice. Forse meno etico, ma di sicuro meno impegnativo. Non è solo per l'impronta bigotta di cui siamo intrisi.
E comunque, per quanto Dossie Easton e Janet Hardy affermino che più partner significhino più amore, «è il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la rosa così importante» (cit. Piccolo Principe). E le giornate, che io sappia, sono di ventiquattro ore per tutti.


La zoccola etica
Guida al poliamore, alle relazioni aperte e altre avventure

di Dossie Easton e Janet Hardy
Odoya
Saggio
ISBN 978-8862882057
cartaceo 17,10€
ebook 9,99€

Sinossi

Pubblicato per la prima volta nel 1997, è insieme un manuale, un saggio e una guida rivolta a coloro che nelle relazioni intendono esplorare le infinite possibilità che amore e sessualità offrono al di là dei modelli tradizionali improntati alla monogamia, nel pieno rispetto di sé e degli altri. Chi è la "zoccola etica"? Stando alle parole delle autrici, "una persona di qualsivoglia genere che abbia il coraggio di condurre la propria vita in accordo con la proposizione radicale che il sesso è bello e il piacere fa bene", sempre però in maniera aperta, onesta e sincera. Un testo di riferimento in cui si discutono i fondamenti ideologici del modello monogamico tradizionale, proponendo un nuovo assetto di idee e termini linguistici, allo scopo di aiutare a individuare la dimensione più adeguata al proprio modo di sentire e a tradurla in pratica nella propria esistenza. Sulla base della loro vasta esperienza personale e della pratica terapeutica svolta da Dossie in qualità di counselor, le autrici offrono molti consigli pratici riguardo a come affrontare le difficoltà emotive e relazionali più comuni tra coloro che intraprendono un percorso diverso da quelli più ampiamente battuti. Le riflessioni su amore, sesso, rapporto tra vita emotiva e vita sentimentale, valori e aspettative in gioco nelle relazioni fanno di questo saggio una lettura per tutti. Ricordando sempre che amore e sesso sono il fine, non il mezzo. E che a contare non è la meta, ma il viaggio.
Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
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