Recensione: Il cacciatore di ricordi, di Fabrizio Benedetti

Recensione: Il cacciatore di ricordi, di Fabrizio Benedetti

Libri Recensione di Davide Dotto. Il cacciatore di ricordi di Fabrizio Benedetti (Mondadori). Quattro casi gialli per un neuroscienziato, un’indagine nell’imperscrutabilità dei luoghi della mente, nel loro interagire con il mondo esterno.

Il mio lavoro molto spesso assomiglia a quello di un detective: partendo dai dati a disposizione, arrivo a scandagliare la realtà e la mente dei miei pazienti in maniera empirica, per tentativi, avvicinandomi sempre più a svelare l'enigma che si cela nella mente di ognuno.
Fabrizio Benedetti, Il cacciatore di ricordi.
Chi ha letto i libri di Oliver Sacks (Risvegli, o L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello), possiede già un’infarinatura di fondo degli argomenti discussi nel libro di Fabrizio Benedetti, Il cacciatore di ricordi – Quattro casi gialli per un neuroscienziato.

Fabrizio Benedetti è docente di Neurofisiologia all’Università di Torino e autore di diverse pubblicazioni, tra cui L'effetto placebo: Breve viaggio tra mente e corpo (Carocci editore).

Per professione annota e conserva i casi più curiosi tra i pazienti in cura, si interroga sul rapporto tra il mondo esterno e ciò che viene non solo percepito, ma ricreato, interpretato, vissuto nell'intimo di ciascuno.
L’aspetto psicologico si congiunge in maniera inestricabile con quello fisiologico, ci si rende conto di quanto sia vero – articolato e problematico – l’esse est percipi di George Berkeley (filosofo inglese autore, nel 1710, del Trattato sui principi della conoscenza umana).
Tra le pagine vi è l’accurato esame di uno scienziato cresciuto e formatosi in un ambiente umanistico. Ciò gli consente di curare il corpo mediante la prescrizione di farmaci, e risanare lo spirito grazie all’uso sapiente di parole, idee, intrecci e storie.

La sfida raccolta dall'autore è un’indagine nell’imperscrutabilità dei luoghi della mente, nel loro interagire con il mondo esterno. 

È un viaggio all'interno di un meccanismo che, quando si inceppa, relega l'io più  segreti nei meandri di un piccolo universo difficile da esplorare.
Si narra di chi, per esempio, vive un lentissimo dissolvimento della coscienza, quello che i medici chiamano “decadimento cognitivo”. Vengono meno i collegamenti sinaptici, si spegne l’intricata rete neurale in cui circolano – a velocità vorticosa – pensieri, emozioni e ricordi, lasciando spazio a lande desolate e inaridite.
L’esito dipende dal decorso, dalle aree del cervello interessate. Quel che prima non richiedeva alcuno sforzo – aprire o chiudere una serratura, allacciarsi le scarpe – diventa un’ardua impresa.
[Le] connessioni vengono perse, parzialmente o totalmente, e allora le memorie si affievoliscono, si accavallano, si confondono, oppure svaniscono del tutto.
Fabrizio Benedetti, Il cacciatore di ricordi.
Eppure sono tutti immagazzinati, anche se alla rinfusa, dietro una porta chiusa di cui si sono perse le chiavi,  o all'interno di una cassaforte blindatissima. 

 In una simile indagine il problema è sapere dove, cosa e come cercare.

Qualcosa emerge sempre, magari sotto forma di un puzzle da interpretare. Ciò che prima organizzava e smistava ricordi ha smesso di funzionare, tanto da non permetterne l’ingresso di nuovi. I vecchi a volte si combinano in modi differenti,  affiora una persona diversa, forgiata dalle memorie di un altro, da eventi ritenuti reali, e invece immaginati.
Il territorio in cui ci si avventura è il caos primordiale di un universo che, se prima era in espansione, ora si ritira.
Difficile dipanare una matassa così ingarbugliata. A meno di riuscire a rimettere in moto qualcosa. Spesso si tratta di un colpo di genio, " una soluzione semplice ed elementare", il classico uovo di Colombo.
Al di là di malattie da curare o lenire, il mistero rimane tale. Anzi, talora si infittisce.

Per esempio, quando una testimonianza resa in un processo può dirsi attendibile e non viziata? Lo stato di coscienza è misurabile? Come la mettiamo con le false memorie? 

Se è vero che noi siamo la nostra memoria, non c'è nulla di più impalpabile e sfuggente di essa. Il fatto di doverla esaminare richiede – se già ci si trova in un'aula di tribunale – un'indagine dentro un'indagine.
La questione delle false memorie (non prodotte per forza da stati alterati di coscienza ma, per esempio, da una ridotta soglia di attenzione) è dibattuta nel libro di Julia Shaw, L'illusione della memoria, edito da Ponte Delle Grazie.


In fondo non c'è granché di nuovo sotto il sole. Un tempo in giudizio non era ammessa un'unica e sola testimonianza ("testis unus, testis nullus").

Nel senso che per appurare la verità dei fatti si doveva (e si dovrebbe) sempre andare alla ricerca di elementi verificabili, suffragati da ulteriori riscontri. Cosa che avviene, in maniera rigorosa, nei casi (anzi, nelle quattro indagini) qui raccolti.
Il rovescio della medaglia di questi e altri discorsi è l'insidia nascosta dietro un'esortazione antica: nosci te ipsum.
È la natura dell’uomo che ci sfugge, coi suoi segreti, le sue percezioni insondabili, il suo significato profondo.
Fabrizio Benedetti, Il cacciatore di ricordi.


Il cacciatore di ricordi
Quattro casi gialli per un neuroscienziato

di Fabrizio Benedetti
Mondadori

ISBN 978-8804734321
Cartaceo 18,00€
Ebook 9,99€

Sinossi 

Fabrizio Benedetti, professore di Neurofisiologia all'Università di Torino, nel suo lavoro di medico e ricercatore esplora la mente e i ricordi delle persone. Un lavoro che per certi versi richiama quello di un detective: partendo dai dati a disposizione, infatti, si trova spesso a indagare in maniera empirica, per tentativi, la mente umana e i suoi inganni, i depistaggi, le false memorie. Questo libro raccoglie quattro casi clinici che, per la loro natura, sembrano veri e propri gialli. C'è la storia di Sonia, una donna affetta da demenza che con l'aggravarsi della sua condizione rivelerà un oscuro segreto del passato: si tratta della verità o soltanto di una falsa memoria causata dalla malattia? O, ancora, la storia di Magda, convinta di essere stata testimone di un tragico evento mentre si trovava sotto i ferri: è possibile che si tratti di un caso di anestesia cosciente? E, anche se fosse, la memoria di Magda è attendibile? Toccherà al medico vestire i panni dell'investigatore e scandagliare la mente e i ricordi dei pazienti alla ricerca di una possibile verità. Caso dopo caso, con grande competenza, Fabrizio Benedetti ci prende per mano e ci accompagna lungo le vie sconfinate e nascoste della mente, lì dove si cela la natura dell'uomo con i suoi desideri e le sue emozioni. Un intreccio di neuroni che racconta davvero chi siamo: "Noi siamo il nostro cervello, i nostri ricordi, le nostre memorie. La nostra mente vive una realtà privata, soggettiva, a volte imperscrutabile. Non so cosa sia più complesso, l'universo o il cervello, ma sono sicuro che indagare l'uno significa comprendere anche l'altro. Ecco perché continuo ad andare a caccia di ricordi". Una lettura sorprendente, alla scoperta dell'enigma che si cela nella mente di ognuno di noi.
Davide-Dotto

Davide Dotto
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