Gli scrittori della porta accanto

Vincenzo Corrado presenta: Un'altra Mantova

Vincenzo Corrado presenta: Un'altra Mantova

Presentazione Libri Intervista a cura di Silvia Pattarini. Vincenzo Corrado presenta Un'altra Mantova (Sometti Editoriale): il volto meno brillante e mainstream di una città di provincia, fatti che nascondono vicende profonde e paradigmatiche.

Un'altra Mantova

Un'altra Mantova

di Vincenzo Corrado
Sometti Editoriale
Narrativa | Racconti
ISBN 9788874957903
Cartaceo 13,30€

Sinossi

Vincenzo Corrado racconta ogni giorno storie e persone della città in cui vive. Lo fa dalle colonne della Gazzetta di Mantova, il più antico quotidiano d'Italia, in cui lavora come redattore ormai da dodici anni. Tra le tante cronache pubblicate e spesso dimenticate, come capita in fondo a quasi tutte le notizie dei giornali, ce ne sono alcune che Vincenzo ha scelto di recuperare dall'oblìo del tempo, infischiandosene per una volta di rispettare standard di lavoro, tagli tipografici, o conteggio di battute: "Un'altra Mantova" è in fondo quella dei racconti che mostrano il volto meno brillante e mainstream di una città di provincia, in cui i fatti in sé non si esauriscono in un articolo ma nascondono vicende più profonde e paradigmatiche. Maestri di giornalismo, clochard, operatori umanitari, club e musica live, truffatori del pallone: in fondo anche a Mantova c'è tutto. Basta saperlo raccontare.


L'autore racconta



Diamo il benvenuto a Vincenzo Corrado sul blog Gli scrittori della porta accanto. Buongiorno Vincenzo, com’è nato il progetto di questo libro, Un'altra Mantova? È nata prima la trama o prima il titolo?

Il libro è nato dalla volontà di dare un respiro più ampio a storie che mi è capitato di raccontare nei miei primi dodici anni di giornalismo. In particolare ho scelto personaggi e vicende che in qualche modo sfatassero il mito della mia città, spesso descritta "solo" come un gioiellino di arte e cultura e poco più: io ho tentato di raccontare un'altra Mantova, meno da cartolina e più collegata con il resto d'Italia e anche del mondo, visto che viviamo in una società fortemente globalizzata. Quindi direi che sì, è nato prima il titolo e poi il testo.

Che temi affronti con Un’altra Mantova ?

In Un'altra Mantova si affrontano temi anche molto diversi tra loro: si va dalla povertà al razzismo, passando per il giornalismo e gli attacchi di panico. Direi che ce n'è per tutti i gusti. Dopo aver terminato l'ultimo capitolo in effetti mi sono reso conto di aver toccato tutte le tematiche che mi stanno più a cuore e su cui, attraverso personaggi e storie, volevo stimolare una riflessione del lettore.

Diamo la parola ai personaggi. Come si presentano i protagonisti?

Un'altra Mantova è un'opera decisamente corale, direi che nessun personaggio spicca sugli altri, tutti hanno una storia forte e in qualche modo paradigmatica. I personaggi e le vicende che li riguardano sono portatori di uno spunto di riflessione su un determinato tema quindi credo che poi ogni lettore avrà la sua preferenza in base al tema che più gli interessa.

I luoghi del libro raccontati attraverso il punto di vista di un protagonista comprimario…

Trattandosi di un libro corale tutti i personaggi sono protagonisti ma anche comprimari. Le loro storie dimostrano tutte lo stesso assunto: a Mantova come in qualsiasi altro luogo è possibile osservare fenomeni universali, farsi un'idea di come gira il mondo. Dal punto di vista quantitativo succedono molte più cose a Londra o a New York, questo è ovvio, ma volevo rivendicare l'importanza della "provincia" intesa come pezzo di mondo vivo, popolato da persone illuminate e persone spregevoli, fatti positivi e altri disdicevoli. Vorrei che dopo aver letto Un'altra Mantova qualcuno pensasse: "Forse dovrei stare più attento a ciò che succede sotto casa mia, nel mio quartiere o nel paese vicino e smetterla di pensare che il meglio accada sempre da un'altra parte".

Hai svolto ricerche o ti sei dovuto documentare per scrivere Un’altra Mantova?

Tutte le storie contenute nel libro prendono spunto da un articolo di giornale che ho scritto nei miei primi dodici anni di carriera. Su un quotidiano ovviamente lo spazio è limitato, nel libro ho avuto la possibilità di approfondire le vicende e connotarle in maniera narrativa. Di fatto si è trattato di riprendere in mano i fatti e proporli in una chiave diversa: meno cronaca, più racconto, anche attraverso una ricerca più profonda sui personaggi e il loro carattere.

C’è una domanda che avresti voluto ti facessi?

Come mai in un libro dove racconta storie vere di altre persone ha deciso anche di mettersi a nudo in prima persona, parlando del suo carattere, le sue debolezze, i suoi attacchi di panico, il senso etico e di giustizia. Perché ha deciso di condividere con i lettori il suo privato?
Per quanto riguarda le debolezze e gli attacchi di panico sono fermamente convinto che se ne parli troppo poco, sono tabù che vanno abbattuti a tutti i costi e per farlo serve il coraggio di esporsi, a tutti i livelli, in una discussione al bar come nelle pagine di un libro. Non esistono super uomini e super donne, il modello di perfezione a cui un po' tutti tendiamo è tossico e porta soltanto infelicità. Ho deciso di raccontare alcune mie esperienze sperando che sempre più persone facciano lo stesso, nessuno deve sentirsi solo nei momenti difficili, ognuno di noi ha dei limiti e deve imparare a riconoscerli per vivere meglio. Allo stesso modo temi come il senso di etica e giustizia vanno rivendicati, aggrapparsi al "così fan tutti" per giustificare comportamenti vili o scorretti è patetico e alla lunga dannoso per chiunque. Prima o poi la vita presenta sempre il conto, meglio arrivare all'appuntamento con la coscienza il più possibile pulita.

Se il tuo libro diventasse un film, da quali attori sarebbe composto il cast?

Questa è una domanda tosta! I personaggi sono troppi, ne scelgo alcuni che in effetti, nel bene o nel male, sembrano davvero usciti da un film. In un capitolo racconto di due imprenditori ex proprietari del Mantova calcio, persone diciamo non proprio trasparenti. A loro modo anche simpatici, seppur in realtà si rivelarono dei cialtroni che mandarono in fallimento la società: ecco, loro li farei interpretare da De Sica e Boldi in una farsa tipo cinepanettone, sono personaggi surreali e tragicomici. Un altro personaggio perfetto per un film è il clochard di cui parlo in uno dei primi capitoli: lui è Al Pacino a 60 anni in un'interpretazione molto intensa, sguardo profondo e mimica facciale straordinaria. Tra i personaggi poi c'è anche Greta Thunberg: lei in un ipotetico film potrebbe benissimo interpretare se stessa, ha carisma da vendere. Infine ci sono anch'io, visto che una sezione del libro è dedicata a scritti personali e in prima persona: per me scelgo il Valerio Mastandrea della serie “Non pensarci”, una perla.

Ringraziamo Vincenzo Corrado per essere stato con noi. In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
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