Scrittori: intervista a Loris Grassulini

Scrittori: intervista a Loris Grassulini

Caffè letterario A cura di Silvia Pattarini. Intervista a Loris Grassulini, in tutti gli store online con Le strane circostanze (Giovane Holden Edizioni): «Scrivere per espandere gli orizzonti della nostra esistenza».

Loris Grassulini (Pontedera, 07/01/1976) vive a Ponsacco, nella suggestiva Toscana. Una Laurea in Filosofia conseguita presso l’Università di Pisa. Socio amministratore di una azienda che opera nel settore del gioco legale. Una passione profonda per la scrittura e un vivido interesse per la Politica, intesa nell’accezione più nobile del termine. Ama definirsi inguaribile realista e cinico sognatore.

Diamo il benvenuto a Loris Grassulini. Grazie per avere scelto il nostro web magazine culturale Gli Scrittori della Porta Accanto. Nel nostro salotto virtuale l’atmosfera è allietata da un’orchestra di giovani promesse che suona People are strange dei The Doors. Su queste note, raccontaci qualcosa di te. Quali sono i tuoi gusti in fatto di libri, che generi preferisci leggere? Quali sono, invece, i generi letterari in cui sei abile nella scrittura?

In generale preferisco libri che narrano storie vere o verosimili. Ho una sorta di repulsione per il genere fantasy, e per tutte quelle narrazioni che esulano completamente dalla realtà. La realtà è così bella, sorprendente, spietata e complessa che non serve creare "mondi assurdi e immaginari" per emozionare i lettori. La mia convinzione è che i veri geni della letteratura sono coloro i quali riescono a creare storie immortali senza un eccessivo ricorso alla fantasia, bensì tramite l’analisi, la denuncia, l’approfondimento e l’elaborazione del vero e del verosimile appunto. In particolare amo scrittori quali Shirley Jackson, Bukowski, Cechov, Dostoevskij, Kafka, Allan Poe, anche se alcuni di questi autori del passato utilizzano l’allegoria e in alcuni casi la fantasia vera e propria riescono a farlo intrecciandola con crude e stringenti tematiche del reale che fanno sembrare questi voli di immaginazione solo come metafore dell’esistenza. Altra cosa sono i vari Regni fantastici di celebri saghe che hanno riscosso un incredibile successo di pubblico ma per le quali non provo alcun interesse o emozione. Amo in particolar modo la forma letteraria dei racconti, che alcune volte sembra essere considerata quasi una "forma minore" rispetto al romanzo, in verità sono la forma letteraria che meglio si addice alla frammentazione e alla velocità delle contemporaneità pur avendo, come è evidente, una lunga e gloriosa storia. Credo di potermi cimentare, come ho appunto fatto, con i racconti, seppur i miei siano per lo più racconti lunghi e non storie brevi, ma ho già fatto esperienza anche con la poesia e con il romanzo. E con quest’ultima forma mi confronterò di nuovo nei prossimi periodi.

C’è un autore contemporaneo che stimi particolarmente e che avresti piacere di conoscere?

Philip O’ Ceallaigh, scrittore e traduttore Irlandese di racconti che vive a Bucarest. L’autore delle raccolte di racconti: Appunti da un bordello Turco, che gli è valso il premio Rooney per la letteratura irlandese e il Glen Dimplex New Writers 'Award nel 2006, e La mia guerra segreta.

Le strane circostanze è la tua ultima fatica letteraria. Hai all’attivo altre pubblicazioni?

Sì, ho pubblicato due silloge di Poesia: Flusso di immagini e parole, Casa Editrice Ibiskos (Empoli 1993) e Innocenti deliri, Casca Editrice Bandecchi & Vivaldi (Pontedera 2010). Inoltre nel 2002, con la casa editrice CLD di Pontedera ho pubblicato il romanzo noir Dannati.

Che temi affronti con Le strane circostanze?

I temi che si possono rintracciare nel libro sono molteplici ma tutti inerenti alle dinamiche delle relazioni sociali quotidiane. Il sesso la fa da padrone, un sesso però che nulla ha a che fare con la sensualità e l’erotismo di certi celebri romanzi di genere. Il sesso nei racconti è un sesso spoglio, brullo, greve e spesso fatticcio, l’eccitazione va di pari passo con lo squallore di certe relazioni, ordinarie, anche banali se vogliamo ma vissute con quelle emozioni autenticamente veraci, visceralmente bestiali tipiche della dimensione che definirei ‘rusticana’, nella quale il più cieco ed egoistico pragmatismo sovrasta ogni altra inutile sublimazione di sé. Ci sono poi dei racconti che provano ad entrare nella dimensione psichica più profonda dei suoi protagonisti per metterne in evidenza, attraverso le vicende narrate, i più profondi e deleteri istinti.

Ci racconti qualche curiosità per i nostri lettori?

Probabilmente la cosa più "curiosa", se così possiamo definirla, è la dinamica che mi ha spinto e convinto ha raccogliere questi racconti in un'unica opera e proporla al pubblico. I racconti sono nati in un arco di tempo abbastanza lungo, alcuni a distanza di molti mesi l’uno dall’altro. Strada facendo mi è capitato di sottoporre alcune di queste bozze di racconto a qualche amico e/o amica, i quali, curiosi di questa mia passione, spingevano per leggere qualcosa delle mie creazioni. Da alcuni di loro, persone comuni e direi ordinarie come il sottoscritto, e della stessa estrazione socio-culturale, ho ricevuto feedback molto interessanti. Senza voler scadere nel volgare posso dire che alcune amiche addirittura mi hanno riferito di aver trovato in alcuni passaggi di determinati racconti "spunti vividi di eccitazione", per così dire. Questo mi ha stupito molto poiché in verità nei racconti, proprio per il modo di sentire e di agire dei protagonisti, la figura femminile sovente è percepita come "oggetto ludico", come "preda". Questo, oltre che a commenti positivi da parte di chi si è detto molto divertito leggendo i racconti, mi ha dato ulteriore spinta a dare alla luce questa raccolta. Sicuramente chi leggerà questi racconti avrà alla fine delle sensazioni contrastanti, per così dire, ma credo e spero che ne possa uscire "stuzzicato e incuriosito", che giunto alla fine gli rimanga un appetito appagato per metà, in modo da desiderare altre narrazioni simili da gustare.

Ci spieghi se scrivi meglio di giorno o di notte, e se hai un luogo tutto tuo in cui riesci a concentrarti e trasferire i tuoi pensieri su carta?

Non ci sono momenti particolari e ben determinati nei quali riesco a scrivere meglio, o nei quali sono più ispirato. Il processo di scrittura per me parte sempre da un dettaglio, che può essere una breve scena vista durante le quotidiane attività, un abbozzo di storia sentita per caso, o anche un gesto, una immagine… questo dettaglio mi si "attacca addosso" e mi tiene compagnia, non riesco a non pensarci. Quindi questo "dettaglio", per far in modo che mi lasci in pace, devo immortalarlo in qualche modo in una storia, in una dimensione compiuta e sensata. Così nasce la prima stringata bozza dello schema di un racconto. Poi questo schema mi tormenta perché è ancora solo un "embrione", so che è lì che aspetta di essere curato e sviluppato e fino a che questo non accade non posso dedicarmi ad altre storie, mi sentirei in colpa con la mia "piccola creazione". Allora dedico il tempo che serve a nutrire, strutturare e definire in modo completo il racconto. In questo modo lo archivio e mi sento finalmente libero di gettare lo sguardo e la creatività altrove. Quindi diciamo che scrivere per me ha anche un aspetto egoistico-terapeutico.
Copertina del libro

Le strane circostanze

di Loris Grassulini
Giovane Holden Edizioni 
Racconti | Narrativa
ISBN 978-8832928662
Ebook 5,99€
Cartaceo 14,25€

Loris Grassulini come progetta la sua idea? Scrivi direttamente al computer, oppure su quaderni, taccuini, o hai un sistema tutto tuo?

Scrivo direttamente al PC, per una ovvia questione di opportunità e praticità, ma quando devo rivedere l’opera devo stampare il tutto e interagire fisicamente col foglio di carta. Non riesco ad assaporare una storia, anche quelle scritte di mio pugno, se non direttamente dalla superficie di un foglio di carta, con il suo odore, la sua flessibilità... la sua anima. Dovessi rileggere tutto ciò che scrivo solo attraverso il freddo schermo di un PC si perderebbe quel rapporto quasi "carnale" con le mie stesse creazioni.

Quanto tempo ti ha impegnato la stesura di questo libro?

Come ho già anticipato, i singoli racconti sono nati nel tempo, un lungo tempo, qualche anno almeno. Poi sono rimasti chiusi in un cassetto, almeno alcuni di essi, fino a che non ho trovato il tempo e il coraggio di accorparli in un'unica raccolta e di procedere con una complessiva revisione per proporli alla casa editrice, operazioni queste che non hanno richiesto più di un mese.

Progetti per il futuro: ci sono nuovi lavori in corso, nuove pubblicazioni o ambizioni particolari?

Sì, già tra alcune settimane uscirà, con un’altra casa editrice della quale fino all’uscita ufficiale del libro preferisco non fare il nome, un mio romanzo breve (o racconto lungo che dir si voglia) che avrebbe potuto, per lo stile e l’argomento, essere compreso all’interno della raccolta Le strane circostanze, ma che per dimensioni forse è stato più opportuno dare alle stampe singolarmente. Inoltre in autunno potrebbe vedere la luce un ulteriore "racconto lungo", ma su questo sto ancora lavorando. Questo per quel che concerne l’immediato futuro. Più avanti invece mi dedicherò alla stesura di un romanzo, a cui sto già lavorando a 4 mani con un caro amico il quale ha avuto l’idea di fondo per procedere. Un romanzo di tutt’altro genere rispetto ai racconti di cui stiamo parlando, un romanzo che tratterà di temi di geopolitica, terrorismo, complotti ecc… ma c’è ancora molto lavoro da fare quindi credo sia meglio non dilungarmi oltre. Infine confesso che ho quasi già definito una nuova raccolta di racconti o meglio: una nuova raccolta di schemi di racconti da sviluppare. Il problema è che serve tempo, tanto tempo, un tempo che invece è purtroppo sempre più avaro specie per chi scrive per passione e non per professione.

Ringraziamo tantissimo Loris Grassulini per essere stato ospite di questo Caffè Letterario, lo spazio degli Scrittori della porta accanto dedicato agli autori, e, anche a nome dei nostri lettori, gli auguriamo in bocca al lupo per suoi progetti futuri.

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
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