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In the end, di Rosanna Costantino: un estratto

In the end, di Rosanna Costantino: un estratto

Pagine in anteprima Un estratto di In the end. Una biografia non ufficiale di Chester Bennington, l'esordio letterario di Rosanna Costantino (PubMe - Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). La vita del frontman dei Linkin Park, un viaggio emozionale tra i demoni della depressione e il potere catartico della musica.

Fra un pezzo dei Nirvana e uno dei Red Hot Chili Peppers, amavo ascoltare questo nuovo brano rap-rock elettrizzante ed energico. Con quell’urlo che esplodeva con una frase rabbiosa: “Shut up when I’m talking to you”.
Una voce graffiante e roca che, molto più contemporanea e fresca, mi ricordava i miei amati cantanti grunge. Con il passare del tempo, canzone dopo canzone scoprii tutte le gamme dei colori di cui era fatta. Un arcobaleno di emozioni che mi abbagliava e quasi intimoriva per la struggente intensità. Perché il cantato di Chester poteva cullarti o farti a brandelli.
Capitava che non avessi il coraggio di andare fino in fondo a quel dolore così candidamente esibito. Un po’ per l’imbarazzo di violare la sua intima emotività e un po’ per paura di inciampare nelle miserie della mia anima. Un canto delle sirene in chiave rock che creava dipendenza in chi lo ascoltava, stordendo con la sua dolcezza e il suo calore, ammaliante per la sua forza distruttrice.
Non sapevo nulla della vita privata di Chester. Ignoravo i tasselli che avrebbero chiarito i mille interrogativi dietro la sua tragica morte. Non lo conoscevo, non era un mio amico o un familiare, lui non aveva nemmeno saputo che io esistessi. Eppure mi sentivo connessa alla sofferenza che lo aveva portato al drammatico epilogo, così come lo ero stata negli anni attraverso i suoi album. Ognuno con un percorso melodico diverso, capace di conciliare le mie eterogenee anime musicali. Ero sì devastata dalla decisione dolorosa che aveva preso, ma non tanto quanto lo sarei stata nei mesi successivi. Da quel giorno in me cambiò tutto.
Era il 20 luglio 2017. [...]
Era un giovedì come tanti altri. L’estate era esplosa e aveva portato la spensieratezza e la leggerezza dei giorni vissuti in vacanza in riva al mare. Qualche giorno prima, anche Chester si era concesso una pausa dalla promozione di One More Light, andando con tutta la famiglia a Sedona, in Arizona. Appariva allegro e sorridente come sempre. Ma solo un mese prima, all’amico Ryan Shuck, scriveva: “Affronto le mie giornate un’ora alla volta” .
Per quel 20 luglio era stato programmato un servizio fotografico a Los Angeles. Niente lasciava presagire ciò che sarebbe successo da lì a poche ore. Aveva fatto ritorno nella sua villa, incastonata fra le ridenti colline di Palos Verdes Estates, a sud di Los Angeles, qualche ora prima, proprio per prendere parte all’appuntamento di lavoro. Alle nove del mattino l’autista era già pronto per portarlo sul luogo stabilito, ma non accennava a uscire di casa.
La domestica si avvicinò alla porta della camera da letto, notando uno strano silenzio. Iniziò a bussare, ma non ottenne risposta; bussò una seconda e forse anche una terza volta. Di nuovo niente.
A quel punto, preoccupata, aprì la porta e si trovò davanti la scena più dolorosa e drammatica della sua vita.
Capì come mai non udisse quella risata musicale e contagiosa. Perché non ci fossero quei brillanti occhi scuri ad accoglierla, quel sorriso aperto e sincero a rallegrarla.
Chester non c’era più, se n’era andato in un maledetto istante. Un solo, piccolo e fugace momento, che si rifletteva già nella proiezione di un eterno addio. Un soffio disperso per sempre fra i frammenti di un tempo e di un luogo indefiniti.
La sua anima, dolce e malinconica, aveva lasciato per sempre quel corpo, di cui ne aveva fatto un’opera d’arte di ornamenti indelebili sulla pelle. Ora giaceva lì inerme, ferito dalle sue stesse mani, a testimoniare l’estremo gesto, compiuto con le medesime modalità del perduto amico Chris Cornell, nel giorno del suo cinquantatreesimo compleanno.
A quarantun anni aveva deciso di averne abbastanza, di deporre le armi contro i suoi demoni e di dargliela vinta. Le ingannevoli lusinghe della morte avevano avuto la meglio. L’agognato sollievo da quelle pesanti sofferenze era arrivato. Niente a che vedere con gli eroi romantici, in lotta con la banalità della vita, che cercavano l’immortalità e la ribellione attraverso il suicidio. Non c’era nulla di poetico in quella scena, solo una triste conseguenza della depressione che lo tormentava da anni. Una scelta dolorosa, presa a causa di una malattia che infligge costanti e ricorrenti pensieri di morte. Associati a una pesante svalutazione del proprio io, scarso controllo sulle proprie azioni, agitazione e affaticamento, diminuzione di interesse verso qualsiasi cosa e svilimento, perdita del senso del reale, fra le altre cose.
In the end

In the end
Una biografia non ufficiale di Chester Bennington

di Rosanna Costantino
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Biografia
cartaceo 17,00€
ebook 2,99€

Tazza letteraria 8,00€
Acquista solo oggi con il 20% di sconto con codice: TODAY20

Sinossi

«Ho fatto un bellissimo viaggio nella vita di Chester Bennington. Ho attraversato paesaggi meravigliosi e posti incantevoli, radure smisurate e boschi maestosi. Ma mi sono imbattuta anche in aride alture e spaventosi e bui anfratti. Ho pianto e riso a perdifiato. E ho avuto paura, ansia, mi sono sentita persa e ho ritrovato un’altra me stessa.»
Rosanna Costantino

Chester Bennington, frontman dei Linkin Park, è stato inserito tra i 100 migliori cantanti metal di tutti i tempi secondo Hit Parader. Ha avuto un’infanzia difficile e per tutta la vita ha lottato contro i demoni della depressione e della dipendenza. La musica è stata la sua salvezza, lo strumento attraverso cui ha raccontato i suoi tormenti interiori, aiutando così milioni di persone ad affrontare le stesse inquietudini.
Nonostante il successo e tutti gli sforzi per non arrendersi, la depressione ha avuto la meglio e il 20 luglio 2017, a soli 41 anni, è stato trovato senza vita nella sua casa di Los Angeles, lasciando sgomenti i fans e il mondo della musica.
Ancora oggi, la sua arte catartica continua a infondere un essenziale e inesauribile conforto.
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