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Recensione: Chi se non noi, di Germana Urbani

Recensione: Chi se non noi, di Germana Urbani

Libri Recensione di Aurora Cassetta. Chi se non noi di Germana Urbani (Edizione Nottetempo). Il Delta polesano: un contrasto di colori caldi e freddi, di giorni soleggiati e uggiosi.

Maria è una ragazza di origini polesane, per questo conosce bene il Delta del Po, i suoi ritmi, i suoi colori e i suoi odori.
Fin da ragazzina ama studiare e ha una passione per la natura, soprattutto quella che la circonda, quella che immortala in scatti unici con la Polaroid che il nonno le regala per la Prima Comunione.
Il nonno, l’unico della sua famiglia a credere in lei, a credere che possa prendere il volo e andarsene, che non resti lì con loro, come i fratelli che hanno scelto di rimanere «piantati dove sono nati, lavorando, sperando nel bel tempo e in una brava ragazza». Perché è questo che insegna il padre a tutti loro, ad "accontentarsi", per come la vede Maria, di esperienze limitate alla terra d’origine.

Così Maria, desiderosa di andarsene da quei luoghi, si trova un lavoretto per conquistare la sua prima indipendenza economica e poi un altro per potersi pagare la retta all’Università e diventare così architetto.

Terminati gli studi, questa donna determinata e dalle idee innovative, trasferitasi a Ferrara, inizia il suo percorso lavorativo presso un rinomato studio di architetti nel bolognese. Questo impiego le permetterà di mantenersi un bell’appartamento, di essere vicina a mostre fotografiche e frequentare i convegni, che tanto la incuriosiscono.
Tutto quello che ha costruito con il sudore dello studio, e non con il sudore del lavoro della terra, le permette di circondarsi di ciò che ha sempre amato. Ma ogni fine settimana Maria rientra nel suo Polesine per il suo “incastro perfetto” con Luca, altro suo amore.
Cerco con il capo quel nostro incastro strano: la mia testa tra la sua spalla e il collo. Il taglio deciso della sua mandibola morbido a chiudermi la fronte.
Germana Urbani, Chi se non noi

Luca è l’uomo che vuole sposare, ma al quale ancora non ha detto sì.

Luca è il ragazzo che lavorava in pescheria e ora, grazie a Maria, è un architetto stimato, l’uomo che lei stessa ha spronato, aiutato e supportato affinché potesse costruirsi un futuro migliore, lontano da quei luoghi dimenticati da tutti, anche dopo la grande alluvione del ‘51.
Nei ricordi del padre, infatti, torna costantemente quella notte. La forza delle acque ruppe gli argine, tutto quello che era ai piani più bassi fu portato via, molti persero i pochi averi e con essi anche la voglia di sognare il proprio futuro.

Gli sforzi e i sacrifici non sempre vengono ripagati.

Maria e Luca, fin da ragazzini invece, sognano di ristrutturare la casa di famiglia di Luca, situata a Ocaro per poi costruirvi il proprio nido, ma negli anni solo Maria continua ad avere questo desiderio e il loro rapporto diventa quasi platonico. Maria non ci dà peso e decide addirittura di abbandonare il proprio lavoro in cambio di un impiego pubblico in un comune «vicino a casa».
Luca, invece, si allontana da quello che un tempo era il loro “noi”, diventa freddo, distaccato e Maria all’inizio incolpa proprio quel ruolo professionale che lei ha voluto per Luca, quel lavoro nello stesso studio di Bologna che lei ha contribuito a costruirgli e non vede come Luca sia, in realtà, un uomo ambiguo, manipolatore. Maria non si accorge che Luca non è più il ragazzino che lei ricorda.
Fino a quando lui non decide di uscire allo scoperto e confessarle quello che Maria mai avrebbe immaginato, il suo amore vero e sincero, carnale e passionale, verso un’altra donna.

Sconvolta, Maria sarà prima inghiottita da un vortice di tristezza, malinconia, disperazione.

Ma la speranza che questa nuova donna sia solo di passaggio, nutre grandi illusioni in lei, dando il via a sentimenti di odio e pensieri pericolosi.
Ogni messaggio di Luca accende una fiammella di speranza, ogni avvenimento, ogni foto, ogni ricordo che rievoca il loro rapporto, la mantiene viva.
Questo amore lentamente si trasforma in ossessione, in odio, in depressione, e Maria è pronta a tutto, ma non ad accettare che venga scritta la parola “fine”.
Dovrei cancellarlo Luca. CI fosse un farmaco lo prenderei. Cancellarlo, sgorgarmi di lui come si sgorgano i lavandini dalla merda di pesce. L’acido. Ci vorrebbe quello per me.
Germana Urbani, Chi se non noi

Quando la mente inizia a pianificare le gesta più orribili? Quando il nostro corpo risponde solo ad azioni dettate dall’odio e non ascoltiamo la nostra parte più razionale?

Con una scrittura fluida e mai scontata, Germana Urbani, nel suo romanzo d’esordio, scava nella mente di una donna tradita e abbandonata, nei suoi ricordi più intimi e nei suoi pensieri più brutti, anche in quelli che non le mostrano altro se non la morte.
Questo percorso interiore viene inserito nella natura del Delta del Po, nei suoi colori, nelle sue tradizioni e nella sua storia. I paesaggi vengono descritti con la stessa precisione con cui Maria fotografa i particolari che la circondano e prendono così vita, nell’immaginario del lettore.

Chi se non noi

di Germana Urbani
Edizione Nottetempo
Romanzo storico
ISBN 9788874528875
Cartaceo 14,00€
Ebook 7,99€

Sinossi

Anziché un orologio come ai suoi fratelli, per la prima comunione il nonno regala a Maria una Polaroid: lei è affascinata dallo spazio intorno e sogna di diventare architetto da grande, di andare a vivere in città e indossare “scarpe violette magari tutti i giorni per andare in giro, a godersi la bellezza, profumando di buono”. E anche se suo padre le ha detto che “i sogni non si realizzano mai”, Maria ce la fa: si laurea, va ad abitare a Ferrara, lavora a Bologna nello studio di un importante architetto, frequenta i convegni di bioarchitettura e le mostre dei fotografi che tanto ama, insomma ha la vita che ha sempre desiderato. Eppure, ogni venerdí torna nel Delta del Po, quel mondo paludoso che avrebbe preferito dimenticare se Luca, l’uomo che ama con un’intensità febbrile, non fosse stato cosí legato a quella terra. Lui è criptico, ambiguo, manipolatore, alterna sprezzo a dolcezza. E quando la lascia, è come se un’onda di piena si rovesciasse sotto quegli “immensi cieli color cicoria”.


Aurora Cassetta
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